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"Quanto sei Genoano da zero a cento?": la prefazione di Stefano Benzi

La prefazione del giornalista genovese al libro in edicola con Il Secolo XIX a 6,90 euro

Un libro-quiz sul Genoa… mannaggia, è una bella idea. Perché non l’ho avuta prima io? È stato questo il pensiero che ho avuto quando gli autori mi hanno contattato per scrivere questa prefazione. Intanto perché i quiz sono affascinanti: ricordo che alcuni anni fa quando lavoravo per Sportitalia ne creammo alcuni fantastici con un semplice foglio excel e foto di figurine. Chi indovinava tutti i calciatori, e non era facile (alcuni erano veramente semisconosciuti), arrivava a un’ultima casella che dava l’accesso a un sito che offriva altri quiz internazionali, sempre fotografici: stadi, maglie, altri giocatori, persino istantanee di gol famosi. Ricordo che su migliaia e migliaia di partecipanti solo in due riuscirono ad arrivare al sito finale. E non erano giornalisti.
Ecco perché trovo che l’idea sia vincente e che Roberto e Vittorio l’abbiano cavalcata in modo straordinario. Perché… parliamoci chiaro: e qui non parla un genoano o sampdoriano o tifoso di altra fede. Ho smesso di fare il tifo quando sono diventato giornalista per rispetto di una deontologia nella quale credo molto ma che non conta più nulla in questo mestiere morente e soprattutto nel settore sportivo, sempre più simile a uno scadente circo di periferia animato da sguaiati pagliacci che non sanno nemmeno fare più ridere.
Ma parliamoci chiaro: si parla di Genoa.
Non esiste in Italia e forse nel mondo una squadra aneddotica quanto il Genoa. Nel bene e nel male, il “Vecchio Balordo” offre materiale non per cento quiz ma per un’enciclopedia intera. Ho immediatamente spulciato le domande, ho curiosato tra gli aneddoti: mi sono ricordato di dettagli impensabili, di trasferte impossibili, di vittorie incredibili e di sconfitte miserabili.
Ma è il Genoa: è come quando vai a prendere un amico da adottare al canile. Non sei tu a scegliere il cane: è il cane che sceglie te. Non sai quale sia il germe, il virus, il batterio che negli anni ti ha fatto gioire ma molto più spesso bestemmiare: “maledetto il giorno che sono nato genoano”. Ma il giorno dopo sei lì, a sperare di vivere abbastanza per una stella che è stata rubata (roba da quiz e aneddoti anche questa) e mai più concessa.
Il Genoa non è una squadra per cui tifare, e forse nemmeno una fede. È una condanna che ci si autoinfligge e che offre qualche ora d’aria, alcune soddisfazioni che diventano gioie gigantesche a fronte di sofferenze frequenti e spesso insopportabili.
Il genoano sopporta tutto, è come Rocky all’ultima ripresa: “anche se ogni tanto, anche a un genoano piacerebbe vincere”. Questa è la frase di un grande tifoso rossoblu che intervistai una volta sola, e mi lasciò con questa gemma: ma non vi dirò chi è. Ecco qui, vi lascio anche io con il mio quiz.
Complimenti a Vittorio e Roberto e un sentito ringraziamento all’editore di questo volume: è sempre più difficile trovare imprenditori che vogliano investire nelle pubblicazioni. Quindi, se qualche amico genoano vi dirà… “che bello quel libro, me lo presti?” rispondetegli “compratelo”.

L.G.

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