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Eccellenza | giovedì 08 marzo 2018, 12:51

Oscar "BumBum" Marrale: "Grazie alla Samm sono tornato un giocatore vero"

Il bomber degli orange esalta il campionato dei suoi: "Giochiamo come il Napoli e non diamo riferimenti agli avversari. Merito di Camisa, il nostro "Ferguson" e di Giacobbbe che ci fa correre più degli altri"

Oscar Marrale è uno dei “senatori” della SuperSamm di questa stagione.

Il bomber, o “BumBum” come si fa chiamare, ci racconta i segreti degli “orange”:

“Giochiamo tranquilli e sereni, arriviamo sempre primi sulla palla, e siamo senza nessun obbligo, nessuna pressione da parte della società. Siamo partiti a fari spenti, Bertorello aveva smesso, Di Carlo, Carbone, Ilardo, Massaro se se sono andati, doveva essere un problema, ma chi è rimasto sta dando tutto per dimostrare di meritare la categoria. Sulla carta eravamo indeboliti, invece, specialmente in casa, andiamo a mille, con umiltà non molliamo mai”.

Tutto merito di Camisa, o di chi altro?

“Mister Camisa è umile lui per primo, va a vedere anche allenamenti di altre squadre per aggiornarsi, ha una passione incredibile dai tempi della Corte, è molto di più che un allenatore, per lui è quasi un lavoro, il suo grande merito è avere e insegnarci l'umiltà, e poi è bravissimo nei rapporti umani. Vorrei però citare anche Alessandro Giacobbe, il nostro preparatore atletico che lo aiuta molto, ci fa allenare benissimo, è il filo diretto fra Camisa che è un “Ferguson” vecchio stile, e noi che siamo una squadra giovane, tenendo conto che io, Neirotti e Belfiore siamo i più vecchi...”

Personalmente, sei soddisfatto della tua stagione?

“Ho segnato 8 gol finora, vorrei puntare alla doppia cifra, visto che non l'ho mai raggiunta. Peccato che non contino, ma nella classifica degli assist sono messo bene, non compaiono mai nelle statistiche, ma i miei compagni mi vogliono bene per questo”.

Descrivi il tuo modo di giocare:

“Io giro intorno agli altri, a Neirotti, Belfiore, Chiapperini, Cilia. Giochiamo sempre in tre/quattro davanti, io gioco sullo stile di Mertens, in fondo noi giochiamo come il Napoli, con passaggi brevi che portano a segnare un po' tutti, corriamo tanto e non diamo punti di riferimento agli avversari”.

L'anno più bello della tua carriera?

“L'esordio in D con la Lavagnese, con Simone Basso, Masitto, grandi giocatori e tanto pubblico a vederci”.

L'anno più prolifico?

“In eccellenza con Dagnino al Fontanabuona, 9 gol...”

Obiettivo stagionale?

“La doppia cifra, che non ho mai raggiunto, a differenza di mio fratello Diego che viveva per il gol”.

Il compagno di reparto preferito?

“Il Pampa Martin a Lavagna e Vallesturla, ma anche con mio fratello ho fatto metà anno all'Avegno in Prima. Li sono rinato come calciatore, e poi sono ripartito da Camogli”.

L'allenatore che ti ha insegnato di più:

Dagnino, due anni importanti con lui, era un attaccante anche lui, e mi dava consigli mirati”.

Il momento clou della carriera?

“Quando sono partito per fare il bagnino a Ibiza, mi stavo perdendo, ma la Samm ha creduto in me e grazie a loro sono tornato ad essere un giocatore vero”.


PDP

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