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Prima categoria | giovedì 09 agosto 2018, 15:31

Lorenzo Moretti, il fratello e figlio d'arte che vede il calcio come un divertimento

"Mio fratello è un idolo per me, mio padre sa leggere le situazioni in campo come pochi, ma non ha più voglia di allenare. Io a Bogliasco mi trovo molto bene e quest'anno proveremo a vincere seguendo un maestro come Poggi"

Lorenzo Moretti, il fratello e figlio d'arte che vede il calcio come un divertimento

Figlio e fratello d'arte, Lorenzo Moretti, classe 1991, si avvia al suo quinto anno consecutivo al Bogliasco, di cui è uno dei punti di forza.

Con Rattini, Maghamifar, Crosetti, De Ferrari, Maggiora, Lanari, Taricco è uno dei confermati della passato stagione.

A loro si sono aggiunti i vari Belloro, Poggi, Orecchia, Boschini, Simonetta, Belfiore e Rizzardi che vanno a comporre un dream team alla cui guida ci sarà un guru come Guido Poggi.

“Un mister bravissimo, riconosciuto in tutto l'ambiente -commenta Lorenzo Moretti- con lui sicuramente ci sarà da lavorare, è un tecnico molto preparato e attento, lo conosco da tempo, ha allenato mio fratello Federico alla Sampdoria, per i dilettanti è un lusso un mister del tenere. E' chiaro che con queste premesse dovremo provare a vincere il campionato...”

Lorenzo è al 5° anno a Bogliasco:

“Come prima squadra è la mia permanenza più lunga, mentre nelle giovanili ho fatto dai 13 ai 19 anni all'Albaro dove ho esordito in Promozione con mister Di Marco”.


Qual è stato il mister che ti ha insegnato di più?

“Da piccolo ricordo bene Masia, al G. Mora, mentre fra i grandi Di Pace al Castelletto mi ha insegnato molto anche se fu una parentesi breve. Mi sono trovato molto bene però anche gli ultimi anni al Bogliasco con Chicco Ragni”.

Il tuo ruolo?

“Faccio il regista davanti alla difesa, nei tre in mezzo, lo stesso ruolo di mio fratello, che fa il professionista”.

Un terzetto di tutto rispetto: Federico, 1988, professionista con presenze in A e B, Lorenzo, 1991, e Tommaso, 2001, in prospettiva il migliore dei tre. Tutti nati e cresciuti con un certo Mirco Moretti, uno dei mister più importanti del nostro calcio negli ultimi 20 anni...

“Tommaso ha grandi potenzialità, ha avuto talento fin da bambino. Fisicamente sta crescendo, a 9 anni si è rotto il crociato, e questo non lo ha aiutato, ora sta provando a Busalla, ha grandi margini di miglioramento, è un centrocampista più offensivo rispetto a me e Federico”.

Come hai vissuto la ribalta di tuo fratello maggiore?

“Io non ho mai avuto troppe ambizioni, ho sempre visto il calcio solo come divertimento, con leggerezza, anche se sono cresciuto molto in questi ultimi anni... Mio fratello per me è sempre stato un idolo, vado spesso a vederlo”.

E il rapporto calcistico con tuo padre?

“Mio padre mi ha insegnato tanto, da quando ha smesso di allenare ci ha seguito molto di più da “genitore”, dandoci consigli spassionati, ultimamente ha apprezzato i miei miglioramenti e me li ha fatti notare....”

Tuo padre potrebbe dare ancora tanto al calcio...

“Potrebbe, forse, ma credo non abbia più la voglia, sono tanti anni che ha smesso. Indubbiamente penso potrebbe dare ancora tanto al calcio, legge le situazioni in campo come pochi ed è bravo a livello tecnico, tattico e psicologico”.

Potevi fare una carriera diversa?

“Non ho grossi rimpianti, l'unica cosa è che a 18 anni mi sono rotto il perone e i legamenti della caviglia, e sono rimasto fermo per un po' di tempo, quell'infortunio mi ha creato un po' di problemi, e per due/tre anni ho giocato poco e niente...”

Quanti amici ti sei fatto nel mondo del calcio?

“Abbiamo creato un bel gruppo al Bogliasco con Dodo Veroni, Filippo Ciliberti, Alessandro Pastorino, Daniele Spinetti, Simone De Ferrari, con cui ho giocato tanti anni insieme anche ad Albaro”.

I più forti con cui hai giocato?

“Dodo Veroni e Mimmo Ruocco sicuramente, mentre all'Athletic c'era un certo Mirko Bolesan, agli ultimi anni della sua carriera ma era ancora in gran forma...”



PDP

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