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Serie D | giovedì 15 novembre 2018, 15:30

IL PERSONAGGIO - Simone Guarco, cuore Savona, ieri per la prima volta con la fascia al braccio

Ieri a Bra è entrato in campo da Capitano: "Questa è una grande piazza, che merita la C, io ci ho giocato e non vedo l'ora di tornarci con questa maglia"

IL PERSONAGGIO - Simone Guarco, cuore Savona, ieri per la prima volta con la fascia al braccio

 

Genoa, Mantova, San Marino, Barletta, Novese, Vado, Lavagnese, Legnago, Savona.

Questa la carriera di Simone Guarco, nato a Pietra Ligure il 24 aprile 1993, uno dei giocatori più amati dalla tifoseria del Savona.

Ieri a Bra è sceso per la prima volta in campo con la fascia di capitano al braccio, viste le assenze di Venneri e Virdis.

“Si, ieri ero il Capitano del mio Savona, era successo solo un'altra volta a partita in corso dopo l'uscita di Virdis, ma ieri è stata la mia prima volta dall'inzio. Ci tengo molto, a questa maglia, io sono di qua, e ci tengo doppiamente, e ieri ho sentito maggiormente la responsabilità, con la fascia al braccio, anche se poi è stata una partita come le altre all'interno di una stagione dove proveremo ad arrivare il più in alto possibile...”

Lecco permettendo...

“Sicuramente sono una bella squadra, i risultati parlano chiaro, le hanno vinte tutte tranne una pareggiata, ma credo siano raggiungibili, prima o poi molleranno. A fine mese avremo lo scontro diretto e dovremo cercare di vincerlo, ma soprattutto prima del 28 dovremo cercare di vincerle tutte per non perdere terreno...”

Quali sono i vostri reali obiettivi, a parte le dichiarazioni di circostanza?

“Noi dobbiamo fare il massimo, ogni domenica, ma non è facile, il Lecco è davvero una grande squadra, e anche la Sanremese non è da meno”.

Hai avuto sin qui una carriera importante, sei soddisfatto o hai rimpianti?

“Sono soddisfatto, ma giocare in Lega Pro è un'altra cosa, sarebbe bello tornarci con il Savona”.

Allenatori ne hai avuti tanti, chi è il migliore?

“Ne ho avuti tanti, bravi, e mi sono trovato bene con tutti, a cominciare dal Genoa dove ho avuto Bianchi, Torrente, Chiappino. Mister Grandoni l'ho conosciuto quest'anno, lo conoscevamo come giocatore di Serie A, lo stiamo apprezzando come allenatore, ci troviamo bene, siamo un bel gruppo, e vogliamo fare grandi cose”.

Il tuo ruolo è difensore centrale o all'occorrenza centrocampista centrale. Chi è l'avversario più tosto che hai incontrato in carriera?

“L'attaccante più forte di tutti fra quelli che ho marcato è senza dubbio Davide Moscardelli, che ho affrontato quando ero a Barletta, lui giocava nel Lecce, giocatore eccezionale”.

A quale personaggio del grande calcio ti ispiri?

“Da piccolo in televisione guadavo le partite e avevo vari idoli, ma il migliore è sicuramente Sergio Ramos”.

Cosa vuol dire essere giocatore in una grande piazza come Savona?

“Qui il calcio è vissuto visceralmente, su un piano superiore rispetto ad altre piazze. Siamo in Serie D ma è come essere in Lega Pro, per questo dobbiamo tornarci al più presto”.

PDP

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