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Terza categoria | 22 dicembre 2018, 21:19

Ceis Genova Sport, il commento di Roberto Carosio

"Il lavoro di Frank Bobba è immenso ma difficiile, la sua voglia e la sua passione sono enormi"

Bobba con Festelli

Bobba con Festelli

Il lungo commento di Roberto Carosio, dirigente del Ceis d Frank Bobba:

Partita combattuta, tirata quasi fino all'ultimo, con una nostra sconfitta direi giusta.

La nostra pecca, che non è un demerito, ma una realtà, è l'inesperienza dei nostri ragazzi. Abbiamo in pratica solo giovani e giovanissimi, molto tecnici, molto fisici, ma sostanzialmente senza alcuna idea di cosa sia la tattica.

Abbiamo problemi nell'allenarli, chi studia, chi lavora, chi alloggia distante. Non parlano italiano, o molto poco, quindi anche spiegare non è semplice. Molti sono alla prima esperienza in un qualunque campionato, addirittura qualcuno vede per la prima volta campi a 11 ed in erba.

Il lavoro di Frank Bobba è immenso, ma difficile, ma la sua voglia e la sua passione sempre enorme.

Per ultimo gli episodi, in particolare uno. Abbiamo subito l'ennesimo rigore, stavolta ineccepibile, anzi, probabilmente ce n'era un secondo, non visto. Per cui arbitraggio corretto da parte nostra. Un solo appunto, per noi inspiegabile.

L'arbitro, al termine, ci ha comunicato di avere espulso, a gara finita, il nostro gioiello Omorogbe. Reo, secondo lui, di averlo offeso con un epiteto classico italiano. Ora, il nostro vanto al di là dei risultati sportivi, è far si che i nostri ragazzi stiano sul campo in modo educato e corretto.

Oltretutto, come ho detto sopra, quasi nessuno parla italiano bene, ok che le parolacce si imparano presto, ma non è nello stile del nostro bomber insultare, anzi.

Personalmente lo considero la punta più forte del torneo, come minimo può giocare due categorie sopra, ma considerato che è un '98 , quindi ventenne, allenato e seguito anche oltre. In una squadra di alta classifica avrebbe 25 gol all'attivo, invece dei 10 attuali.

Ebbene,  ogni gara subisce di tutto, solo contro ogni difesa. Mai una parola, mai un gesto. A fronte di giocatori esperti che urlano di tutto e si fanno sentire, o di panchine molto loquaci. Anche qui, a nostro favore mai una squadra in dieci, oggi oltre il danno della sconfitta la beffa dell'espulsione, per cui lo perderemo la prossima.

Le scuse del ragazzo ed un tentativo di chiarimento non sono bastati all'arbitro, è e resta rosso. Ogni parola ascoltata oggi in generale è volata via, la sua invece è rimasta bella nitida. Tra l'altro sul 3-1, nemmeno c'era da discutere. Grazie.

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