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PALLANUOTO | 11 gennaio 2019, 13:41

Duilio Puccio presenta Catania-Bogliasco

Duilio Puccio presenta Catania-Bogliasco

Il valore della vittoria sulla Roma, la prima in questo campionato per il Bogliasco Bene, lo comprendi guardando i volti dello spogliatoio biancazzurro in questi giorni. Via i musi lunghi che hanno caratterizzato questa prima parte di stagione, largo alla voglia di ridere e scherzare. Un'atmosfera che non si vedeva da tempo alla Vassallo. Una serenità che tuttavia non deve confondersi con la spensieratezza di chi pensa di aver posto fine ai propri problemi. "Lunedì, al momento di tornare in vasca per gli allenamenti - spiega Duilio Puccio - lo abbiamo fatto tutti in maniera più leggera rispetto al solito. C'era più voglia di ridere ma anche di nuotare con più leggerezza. È quasi superfluo sottolineare come quando non vinci le cose le fai inevitabilmente con il doppio della fatica. Affrontare una settimana di allenamenti con una sconfitta sulle spalle non è mai semplice. Però non dobbiamo pensare di aver risolto tutto con una semplice vittoria. La nostra classifica resta bruttissima e noi abbiamo l'obbligo di migliorarla".

Non possono quindi bastare i tre punti ottenuti contro la formazione giallorossa per  cambiare  il volto ad una stagione che resta ricca di insidie ed ostacoli. A cominciare dalla trasferta di domani a Catania: "Sappiamo benissimo - prosegue il giovane numero 11 bogliaschino - di non aver fatto nulla e la classifica, se qualcuno avesse dei dubbi, è lì a testimoniarlo. Ecco perché la gara di sabato con il Catania sarà ancor più importante di quella di sabato scorso con la Roma. Non fare risultato in Sicilia vorrebbe dire vanificare tutto e allontanarsi nuovamente dall'obiettivo salvezza. Al contrario una vittoria ci permetterebbe di arrivare alla fine del girone d'andata a pari punti con loro ed iniziare il ritorno praticamente in parità il ritorno. A quel punto potremmo giocarci le nostre carte nei prossimi quattro mesi. È un'opportunità importante che non possiamo fallire".
Anche perché quell'aria che si respira adesso alla Vassallo nessuno ha intenzione di mandarla via.

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