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Promozione | 11 gennaio 2019, 15:51

Promozione A, il duro sfogo di Alessandro Valle: "Ogni settimana sul Comunicato è un bollettino di guerra, viene voglia di smettere"

Il presidente del Mignanego contesta le decisioni del Giudice Sportivo: "Da inizio anno c'è un accanimento nei nostri confronti. Non siamo dei santi, ma oltre 15 giornate di squalifiche oltre le multe sono esagerate. E la cosa grave è che non abbiamo diritto di replica. Così è una Via Crucis e non vale più la pena andare avanti"

Promozione A, il duro sfogo di Alessandro Valle: "Ogni settimana sul Comunicato è un bollettino di guerra, viene voglia di smettere"

L'ultimo Comunicato Ufficiale della FIGC è stato un vero e proprio bollettino di guerra. Molte società sono state bastonate dal Giudice Sportivo, alcune di loro pesantemente. Il Mignanego è fra queste, e, per voce del suo Presidente, Alessandro Valle, ci fa arrivare questo sfogo:

“Abbiamo preso tre giornate di squalifica per un fallo di gioco, che è costato il rosso diretto a Nocentini, che non era assolutamente cosi grave, e 2 giornate al nostro mister Pedemonte che è stato al suo posto tutta la patita, ha protestato per un rigore nettissimo, ed è stato allontanato solo per aver chiesto spiegazioni all'arbitro. Nell'arco del girone di andata hanno preso 5 giornate Grassi, 5 Cannella, abbiamo preso 500 euro di multa per un cancello aperto. Insomma, le decisioni del Giudice ci hanno devastato, ogni settimana le nostre partite sembrano un bollettino di guerra”.  

Valle prosegue poi nel suo grido di dolore:

“Siamo neopromossi, arrivati in Promozione fra mille difficoltà, non ci meritiamo tutte queste squalifiche. Non ci è mai stato concesso un rigore a nostro favore, clamoroso il fallo di mano non visto col Taggia, vedo un accanimento nei nostri confronti esagerato. Per carità, non siamo stinchi di santo, ma ci abbiamo messo un impegno incredibile per arrivare in Promozione, con enormi sacrifici, paghiamo fior di quattrini la Federazione, abbiamo tante problematiche, ma vederci remare contro in questo modo non mi sta bene. Così fare calcio non è più un piacere, allora smettiamo, se diventa una Via Crucis”.

Valle insiste soprattutto su un punto:

“Gli arbitri sono inattaccabili e incontestabili. La loro parola non viene mai messa in dubbio, la nostra non viene nemmeno considerata, le società non hanno diritto replica. Gli arbitri sono bravissimi a scrivere referti dettagliati in italiano corretto, ma non hanno mai giocato a calcio. E la cosa ancora più inaccettabile è che ogni sentenza è praticamente inappellabile, la loro parola è data per oro colato, è impossibile vincere il ricorso, anzi se faccio ricorso e non lo vinco spendo pure dei soldi. A questo punto se devo fare beneficienza per la Federazione, piuttosto la faccio per i ragazzi che sono in mezzo a una strada e smetto di fare calcio. E poi contesto l'arroganza di ragazzini che soltanto perchè hanno la divisa arbitrale si rivolgono a noi dirgenti come degli schiavi. E' inammissibile”.

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