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Serie D | 30 gennaio 2019, 16:33

DIETRO LE QUINTE - Il lavoro "oscuro" di Matia Costigliolo al Ligorna

Da quest'anno è il vice di Monteforte, l'anno scorso ha lavorato al fianco di Fossati ad Albissola: "Sono stato fortunato ad avere due maestri come loro, non potevo chiedere di meglio. In futuro mi piacerebbe continuare a lavorare come collaboratore di una prima squadra ma ho ancora tanto da imparare"

DIETRO LE QUINTE - Il lavoro "oscuro" di Matia Costigliolo al Ligorna

Matia Costigliolo, classe 87 (ha da poco compiuto i 31 anni) è uno dei tanti artefici del fenomeno Ligorna, anche se il suo lavoro è molto oscuro.

Da quest'anno infatti è il vice di Luca Monteforte, e si occupa prevalentemente dell'analisi delle partite.

Dopo una buona carriera nei dilettanti, hai smesso presto:

“A 29 anni ho smesso perchè non riuscivo più a giocare come volevo, dopo che mi è uscita per 4 volte la rotula, ho pensato fosse meglio smettere, anche se avrei continuato ancora qualche anno”.


Insomma, rispetto al tuo amico Valmati che ha smesso presto per allenare, la tua è stata una scelta forzata:

“Enrico Valmati lo conosco molto bene, ha una passione incredibile e ammiro la sua scelta di partire ad allenare così giovane. Io ho preso presto il patentino, ho voluto farlo subito, ma ho accelerato i tempi del mio passaggio ad allenatore per via degli infortuni che ti dicevo. Allenare mi è sempre piaciuto, giocando da centrocampista mi è sempre piaciuto dirigere il gioco, e i miei acciacchi hanno solo anticipato i tempi”.

Come hai iniziato la tua carriera da mister?

“La mia prima esperienza è stato coi ragazzini del 2004 del San Bernardino e devo dire grazie all'ex ds Matteo Galluzzo per questo. Poi sono passato ad Albissola, nella Juniores Nazionale, e nel mentre collaboravo con Fossati, sono entrato nel suo staff e sono andato parecchie volte in panchina com secondo”.


E ora sei al Ligorna:

“Da quet'anno sono al Ligorna, quest'estate ho ricevuto una telefonata da Luca Monteforte, mi ha chiesto se volevo dargli una mano, e ho accettato con molto piacere, anche per via degli allenamenti serali che non ostacolano il mio lavoro. Stare com mister Monteforte è una garanzia”.

Diciamo che fra Fossati e Monteforte, non sei cascato male come inizio...

“Davvero, sono stato molto fortunato, e sto cercando di imparare tanto, con due allenatori cosi è tutto più semplice”.

Differenze fra i due?

“Fossati è un grande conoscitore del mondo calcio, sa tutto di tutti, diciamo che lui privilegia un aspetto manageriale, conosce tutte le dinamiche che stanno fuori e dentro il campo. Luca Monteforte lo vedo più uomo da campo: è sempre al centro del gioco anche negli allenamenti, richiede intensità, ha principi chiari, il suo è un tipo di calcio diverso da tutti gli altri, dà un'identità netta alla sua squadra, parte con un sistema (quest'anno il 3-4-3) e non lo cambia, pur adattandosi agli avversari”.


In futuro vorresti fare l'allenatore in prima da qualche altra parte o ti sta bene questo ruolo?

“Al momento, dopo soli due anni di patentino, voglio continuare a imparare, finchè lui lo vorrà sarò al fianco di Monteforte. Il mio compito è curare la match analysis, guardiamo tante partite degli avversari cercando le soluzioni migliori per affrontarli. Inoltre ho fatto il corso da osservatori, insomma al momento mi vedo più come collaboratore, è il ruolo che mi affascina di più e mi piacerebbe molto proseguire su questa strada”.

Il Ligorna sta andando alla grande:

“Il nostro staff è di prim'ordine, con Fabio Trentino e Gianluca Rubattino siamo molto affiatati, grazie sopratutto al supporto del presidente Torrice e del ds Sonetti che ci permettono di fare un buon lavoro. Ad oggi stiamo dimostrando di poter stare fra le prime 5, è indubbio che l'obiettivo primario sia mantenere la categoria, ma ogni domenica facciamo belle prestazioni su ogni campo, quindi credo che una volta conquistata la salvezza si possa dare un'occhiata ai playoff”.


Un passo indietro, i tuoi migliori momenti da calciatore?

“Da calciatore il mio momento più alto è stato quando ho fatto parte di un gruppo che si è giocato l'Eccellenza prima e la Serie D poi: con Maisano alla Sestrese ero inserito nella rosa di prima squadra, non ho giocato granchè ma ho vissuto con dei veri campioni. Per il resto, ricordo le vittorie dei campionati con San Bernardino, Figenpa, Don Bosco, queste si, vissute in maniera diretta da protagonista”.

Torniamo al ruolo di mister: hai un modello da seguire?

“Ad alti livelli le idee di Guardiola e Klopp mi piacciono tantissimo, ma mi ritengo molto fortunato a porter vivere le partite del Ligorna e ascoltare ogni giorno gli insegnamenti di Luca Monteforte. Ecco, oggi è lui il mio maestro”.

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