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Serie D | 20 febbraio 2019, 12:03

Ligorna a un passo dal terzo posto, Monteforte è felice ma non esagera...

"Non pensiamo troppo in grande, voglio solo che la mia squadra mantenga il livello di prestazioni fatte finora: se continueremo cosi sarò felice. Quello che conta è la grande sintonia con la dirigenza, la squadra e lo staff"

Ligorna a un passo dal terzo posto, Monteforte è felice ma non esagera...

Il terzo posto è lì, a un passo, ma Luca Monteforte, come sempre, non vola troppo alto. Il suo Ligorna è vivo più che mai, protagonista ormai costante del campionato di Serie D.

Il punto col Casale come lo prendi?

“Un pareggio buono, anzi ottimo, siamo partiti bene con un grande primo tempo dove potevamo fare più di un gol e il risultato ci stava stretto, non abbiamo raddoppiato solo per qualche episodio sfortunato. Purtroppo il loro pareggio ci ha tolto un po' di entusiasmo ma rimane la prestazione di livello, contro una squadra partita per giocarsi il campionato”.

Il tuo Ligorna in ogni caso si conferma una grande realtà di questa serie D:

“Siamo orgogliosi, perchè abbiamo giocato sempre bene, con tanti punti persi qua e là. Forse siamo troppo generosi, abbiamo tanta voglia e tanta corsa che a volte non siamo stati capaci di tramutare in vittorie. Questa squadra ha una grandissima generosità, che talvolta va a scapito della precisione”.

Il terzo posto è lì, a un passo...

“Non scherziamo, proprio eri sera ho detto ai ragazzi che il nostro obiettivo è continuare cosi, sarebbe un peccato non mantenere il livello di prestazioni fatte finora, se lo facciamo sarà un risultato molto importante a prescindere dal piazzamento”.

Luca, qual è la cosa che ti ha fatto più felice finora?

“Sicuramente la grande sintonia e sinergia fra tutte le componenti, questo è il frutto di un lavoro che parte da lontano. La conoscenza sempre più intima con Davide Torrice e Davide Sonetti, l'affiatamento con un gruppo che sta facendo cose inimmaginabili e non ultimo il grande lavoro del mio staff con Costigliolo che si guarda 10 partite ogni settimana, Rubattino che ha colto la pesantissima eredità di Bulfoni e Trentino che è un ottimo preparatore dei portieri”.

L'aspetto dove invece devi lavorare maggiormente?

“Senza dubbio sui miei difetti personali, subisco ancora troppe espulsioni, vivo la partita troppo intensamente, devo imparare ad avere più autocontrollo”.

Ieri abbiamo chiesto a Bellucci quanto sia importante aver giocato nei professionisti per essere un buon allenatore. Secondo te?

“Guarda, io non ho fatto il professionista e non te lo so dire. Posso dire però che ci sono colleghi ex professionisti di cui ho grandissima stima, ne cito uno su tutti, Alessandro Grandoni che conosco personalmente, lui ha la grandissima umiltà di aver fatto 250 partite in serie A, se le sente dentro ma non le ostenta, non le fa pesare. Credo che chi ha giocato in Serie A abbiamo una marcia in più perchè ha una grande autorevolezza nei confronti della squadra. E' chiaro che un ex professionista rispetto a me ha avuto esperienze che io non ho avuto. Poi è sempre l'individuo che sposta i livelli, quindi oltre a quello che hai fatto prima da giocatore, conta anche quello che con la tua testa puoi fare da allenatore, a prescindere dal tuo passato...”



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