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Seconda categoria | 15 aprile 2019, 13:14

IL PERSONAGGIO Alessandro Bozzini e un gol da figurine Panini

L'esterno del Borgoratti ieri ha segnato il gol della promozione con una spettacolare sforbiciata: "Il gol della vita, rischiavo di farmi male e fare una figuraccia, invece è stata un'emozione incredibile"

IL PERSONAGGIO Alessandro Bozzini e un gol da figurine Panini

Alessandro Bozzini (26/2/93) è stato uno degli eroi della partita promozione del Borgoratti. Forse l'eroe in senso assoluto con quel gol in sforbiciata da figurine Panini.

Un passato nel Savona, dove vanta qualche panchina in Serie C1 ai tempi di Ninni Corda, ha vissuto due anni di prima squadra, con gente come Giuliatto, Marconi, Gentile, Virdis.

Nel settore giovanile ha giocato in Castelletto e Baiardo, prima di approdare alla Sampierdarenese in Eccellenza, allenatore Cipani. Poi Serie D a Voghera (6 presenze e 1 gol), Vigevano in Eccellenza e Moconesi in Eccellenza.

“Poi ho mollato con un certo tipo di calcio -racconta- volevo divertirmi e ho scelto gli amici al San Martino”.

Nella sua carriera, una curiosità:

“Si, tre squadre dove sono stato poi sono fallite, Voghera, Moconesi, San Martino. Diciamo che questo è il mio primo vero campionato da protagonista”.

7 gol, di cui uno, l'ultimo, di pregevole fattura. Ce lo racconti?

Converti fa tunnel in mezzo al campo e serve Gragnano che la mette in mezzo, io vedo questa palla a spiovere, mi allargo, mi coordino e faccio il gol della vita in sforbiciata volante. In questi casi rischi di spaccarti le ossa e fare una figuraccia, io invece sono caduto bene senza neanche farmi male”.

Cosa si prova a fare un gol del genere in una partita del genere?

“Guarda, sono ancora incredulo, è stato il finale che vorrebbero tutti, segnare il gol promozione. Per prima cosa ho cercato di stare calmo, e di difendere, perchè mancava ancora un quarto d'ora, e avevamo un uomo in meno....”

Una dedica particolare?

“A tutta la squadra, un gruppo incredibile, al mister che ha sempre cercato di farmi entrare dopo per spaccare le partite, ai capitani Savona e Adinolfi, a mio papà, alla mia ragazza e a mia sorella, che per la prima volta sono venuti a vedermi. E' stato bello chiudere cosi la stagione”.

Cosa ti ha insegnato l'esperienza in categorie superiori?

“Mi ha insegnato tantissimo, giocare con i professionisti è stato importante, partite come quella di ieri le vivi più facilmente se hai giocato a certi livelli. Purtroppo nel calcio più vai su, più è difficile far parte di questo mondo, c'erano un po' troppe cose che non mi piacevano, ho preferito divertirmi e stare bene. Non ho rimpianti, meglio divertirsi che sottostare a compromessi, ora ho la mia vita, il mio lavoro, le mie cose e sto bene”.

Rimarrai al Borgoratti?

“Si penso che rimarrò, la società è rinata, c'è un bel progetto, stiamo crescendo tanto”.

In che ruolo giochi?

“Sono un esterno, un'ala vecchio stampo, vado su e giù per la fascia”.

Il tuo idolo?

“Da quando ero piccolo adoro Ale Del Piero, il giocatore perfetto, un uomo da grandi giocate come quella mia di ieri. Sono tifoso juventino, e ho il grande rimpianto di non aver mai fatto un'amichevole con la Juve quando ero a Savona”.

L'allenatore che ti ha insegnato di più?

“La grinta e la cattiveria me l'ha trasferita Ninni Corda, a stare in campo mi hanno insegnato Cotroneo e Scarnecchia, due ex professionisti”.

Il giocatore più forte con cui hai giocato?

“Alberto Giuliatto a Savona, ha fatto 5 anni a Lecce in serie A, gran giocatore e grande persona, e il portiere Simone Aresti fortissimo e capace anche di andare a segnare qualche gol”.

Il compagno a cui sei più legato?

“Ho conosciuto tantissime persone col calcio, ma il gruppo migliore è questo a Borgoratti, un sacco di ragazzi bravi in campo e fuori che credo diventeranno amici veri”.

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