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Eccellenza | 15 maggio 2019, 22:13

L'ADDIO Capitan Raso lascia la Genova Calcio: "Sarà strano non mettermi più quella fascia al braccio..."

Andrea, classe 88, dopo 10 anni si congeda da una società che è stata la sua seconda casa. Riviviamo con lui momenti e personaggi di questo decennio, da Maisano a Vacca, da Mercurio a Di Somma, da Granvillano a Rizqaoui, da Barsacchi a Riggio...

L'ADDIO Capitan Raso lascia la Genova Calcio: "Sarà strano non mettermi più quella fascia al braccio..."

Per tutti prima o poi, nel calcio, arriva il momento di un addio. Per alcuni però il momento è più difficile che per altri. Ad esempio per chi, come Andrea Raso, classe 88, ha militato per ben 10 anni con la stessa maglia.

Il Capitano biancorosso ha deciso. Lascerà la Genova Calcio, e lo ha comunicato con una struggente lettera d'addio che ha commosso tanti.


“Ho cercato di essere un esempio per tutti -racconta con un pizzico di emozione- ho insegnato ai giovani dello spogliatoio ad essere sempre rispettosi delle scelte della società e del tecnico, e a maggior ragione lo sono stato io quest'anno, anche se ho giocato poco e ho sofferto tanto in panchina. Ma non lascio per questo motivo, lascio per motivi di lavoro, che non mi permettono di essere presente e puntuale agli allenamenti”.

Andrea ha fatto 3 anni di CulmvPolis, 1 anno di VirtusCulmvPolisestri e 6 di Genova Calcio.

10 anni appassionati e appassionanti.


Andrea, quale è stato il momento più bello?

“Potrei dirti la promozione in Eccellenza con la CulmvPolis, invece dico la salvezza ai playout in eccellenza a Ventimiglia. Dopo l'1-1 all'andata, andammo a Ventimiglia con una squadra imbottita di juniores, perdevamo 1-0 nel primo tempo, abbiamo poi vinto 2-1 e ci siamo salvati. Vedere piangere i due magazzinieri settantenni come due bambini è una immagine che mi porto ancora dentro”.

Quella partita ci fa tornare alla mentre un Andrea Di Somma decisivo. Partiamo proprio da lui per ricordare i tuoi compagni di squadra più rappresentativi:

“Di Somma è stato il mio mentore, uno che in campo ha dato sempre l'esempio, a quasi 40 anni andava il doppio dei ragazzini, ci faceva vincere le partite da solo”.

Altro personaggio di spicco, Fabrizio Barsacchi:

“Anche lui un esempio di professionalità, a Cornigliano e poi con la CulmvPolis mi ha preso sotto la sua ala, ha insegnato a tanti di noi giovani di allora come ci si comporta in un gruppo, una fortuna averlo incontrato”.

Proseguiamo con Francesco Maisano:

“Che dire di lui? Il mio socio, come un fratello per me, abbiamo condiviso tante vittorie, tante sconfitte, viviamo il calcio nella stessa maniera, se pareggiamo o perdiamo non dormiamo la notte, un compagno di battaglia sempre al mio fianco”.

Avanti con Luca Riggio:

“Come con Francesco, abbiamo giocato tanti anni insieme, oggi eravamo i veterani dello spogliatoio, insieme abbiamo vissuto i cambiamenti della Genova Calcio”.

Una menzione d'obbligo anche per Rosario Granvillano:

“Mi ha inventato lui, come gli piace sostenere, assieme a Cristiano Francomacaro, e hanno ragione. Avevo 17 anni, lui era più grande, ma stavamo sempre insieme, e sono stato suo testimone di nozze, lui è una persona d'oro, come ne esistono poche”.

Ultimo, ma non ultimo, Edris Rizqaoui:

“Unico e inimitabile, sul campo vale un'alta eccellenza o addirittura la serie D, un altro a cui ho fatto da testimone di nozze, un altro fratello”.

Parliamo degli avversari: chi è stato il più forte di tutti?

“L'attaccante più forte che ho marcato è Edo Capra, quanti calci che gli ho dato, fra l'altro ha la mia stessa età, abbiamo giocato tante battaglie contro”.

Su chi scommetti dei tuoi giovani compagni?

“Punto tutto su Edoardo Massara, capitan futuro della Genova Calcio. Entrato in punta di piedi nello spogliatoio, la prima parola l'ha detta dopo otto mesi, oggi è un professionista che consiglierei a qualsiasi squadra di serie D, ha iniziato pure a segnare, oggi è un uomo che fa la differenza”.

Il presidente della tua carriera?

“Che domande, Marco Vacca. Marco è unico nella sua “pazzia”, sono arrivato che faceva il direttore generale, poi mi ha anche allenato, infine è diventato presidente, ha fatto un po' di tutto, a lui sono legato al di là del calcio”.

Capitolo allenatore, risposta scontata anche qui?

“Certo, Beppe Maisano è quello che mi ha migliorato tantissimo, tatticamente mi ha insegnato tanto, una persona schietta, sincera, pretende tanto, ma pochi sono uomini come lui. Ricordo con piacere anche Davide Palermo e Roberto Balboni, anche se con lui ho giocato poco”.

Il miglior ds?

“Alessandro Mercurio, un peccato che abbia lasciato il mondo del calcio, colpa della sua compagna e dei giri in moto che si fa adesso...”

E ora Andrea Raso che farà?

“Non lo so, non ho ancora preso contatti con nessuno, dalla prossima settimana mi guarderò intorno, vorrei rimanere in Eccellenza, ma non è un obbligo, dovrò valutare bene le concomitanze degli allenamenti col mio lavoro”.

Andrea è nato nella Corniglianese, poi un anno a Castel di Sangro, quindi solo Genova Calcio. Sarà strano per te scendere in campo con una maglia diversa?

“Non me lo immagino neanche, cambiarmi in un altro spogliatoio, andare in un campo diverso dal Ferrando. Ma la cosa più strana, che mi mancherà, sarà il non mettermi più quella fascia al braccio....”

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