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Seconda categoria | 14 ottobre 2019, 21:17

A VOLTE RITORNANO Franco Alinovi, l'highlander, in campo a 50 anni

L'8 novembre ne compirà 51, ma ieri ha "esordito" fra i pali del Pieve. Quando smetterai? "Quando non avrò più le farfalle nello stomaco prima di una partita"

Alinovi & Guerrini

Alinovi & Guerrini

Franco Alinovi compirà 51 anni il prossimo 8 novembre.

Portiere che definire “esperto” è dire poco, era fermo da due anni, la sua ultima esperienza effettiva era stata al Golfo Paradiso, dove totalizzà una sola presenza, due stagioni fa. Nel campionato 15/16 alla Burlando la sua ultima vera esperienza fra i pali.

Ieri, un po' a sorpresa, è stato chiamato a difendere la porta del Pieve Ligure, seconda categoria girone C, vivendo in pratica un nuovo “esordio”.

Franco, ti hanno “riesumato”, dov'eri finito?

“Dopo aver fatto il corso di preparatore portieri e aver allenato un anno all'Athletic, ero fermo, stavo facendo solo tornei Aics e Calcio Liguria. Inoltre mi hanno coinvolto con la Nazionale Calcio Tv, con tanti personaggi televisivi facciamo beneficienza, mi diverto da matti e giochiamo davanti a migliaia di persone”.

Raccontaci come mai il Pieve ha pensato a te:

“A inizio anno Simone Guerrini, portiere titolare del Pieve, mi ha chiamato dicendomi se gli andavo a fare da preparatore. Avendo due bimbi che giocano a pallone e a pallavolo non me la sono sentita di prendermi un impegno serio, ma ho detto a Guerrini di tenermi presente in caso di necessità. Venerdi sera Simone aveva male a una spalla, il Pieve si è trovato senza portiere per domenica, così mi hanno tesserato sabato mattina e domenica mattina ho giocato titolare!”

Come hai vissuto la vigilia?

“Sabato ho giocato a Parabiago proprio con la Nazionale della Tv, e alla sera ho dormito malissimo, ho sentito la partita come fossi un bambino. Mia moglie ha accolto la notizia con fulmini e saette, ma la prima cosa che le avevo detto quando ci siamo conosciuti era stata: “Non mi chiedere mai di smettere di giocare...”

Com'è andata ieri, risultato a parte (avete perso 3-2 col Castagna)?

“Non sono per niente contento della mia prestazione, anche se ho fatto una bella parata nel primo tempo. Diciamo che non ho fatto grosse cappelle, ma potevo fare meglio”.

Quella di ieri è stata solo una fugace apparizione oppure ti rivedremo sui campi?

“Oggi Guerrini aveva la risonanza, la cosa è stata talmente improvvisata che non so cosa mi riserverà il futuro, magari potrei rimanere a Pieve e allenare i loro portieri, e se ci sarà bisogno qualche altra volta...”

Facciamo qualche passo indietro...

Il portiere più forte dei tuoi tempi?

“Senza dubbio Jovan Skavo”

Il portiere più bravo fra gli emergenti?

“Andrea Cellerino del Borgoratti”

Il tuo idolo?

“Sono due, Silvano Martina, simbolo del mio Genoa, e Walter Zenga, l'uomo ragno, che è anche il mio soprannome.

Il portiere più forte dei Prof?

“Handanovic”.

Il tuo miglior maestro?

“Ai miei tempi non esisteva la figura del preparatore, ma vorrei ricordare Canepa al Baiardo”.

La tua stagione più bella?

“La vittoria del campionato col Bogliasco di Tanghetti, con gente come Mereu, Marchiano, Ligi Barboni, Alfarone, Ochrymowicz, e il compianto ds Alfio Zani. Ma anche nella Carcarese ho fatto una bella esperienza”.

Domanda banale, quando smetterai? Se smetterai...

“A 40 anni a Sant'Olcese quando abbiamo vinto la Seconda pensavo di dire basta, invece ora ne ho 50 e sono ancora qui. Diciamo che smetterò quando moriranno le farfalle nel mio stomaco prima di una partita”.



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