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Calcio giovanile | 16 ottobre 2019, 12:45

Simone Morasso e i 2008 del Campomorone Sant'Olcese

A tu per tu con il tecnico degli esordienti

Daniele Morasso

Daniele Morasso

Siamo andati a conoscere un po' più da vicino Simone Morasso, il mister dei 2008 del Campomorone Sant'Olcese.

Mister un tuo commento sulla leva 2008?

« Per quanto riguarda i 2008 è una leva come buone prospettive sia dal punto di vista individuale che collettivo. Sono un gruppo molto affiatato con molta voglia di imparare, chiedendomi spesso le loro prestazioni individuali e su cosa possono migliorare (fattore molto importante perché credono in ciò che fanno)».

Che obiettivo ti sei prefissato per questa stagione? 

« Gli obbiettivi dal punto di vista tecnico sono basati tantissimo sul dominio della palla (fondamentale che tutti i calciatori siano in grado di avere padronanza dell'oggetto principale). Dal punto di vista comportamentale, essendo l'allenatore che dovrebbe fargli intravedere la prospettiva del settore giovanile, lavoriamo molto sul concetto di educazione fuori campo, rispetto delle strutture degli avversari e del lavoro, sia dal punto di vista di lavoro in campo, quindi molta concentrazione e intensità negli allenamenti e partite senza nulla togliere al concetto più importante dello sport: il divertimento, la gioia di arrivare al campo con il sorriso sapendo di fare ciò che lo appassionano all'interno di un contesto sano e rispettoso.».

Aspetto migliore del tuo ruolo di allenatore?

« Aspetto migliore: ce ne sarebbero tantissimi ma secondo me il più importante è quando riesci a trasmettere ai tuoi giocatori i valori di questo e dello sport in generale, raggiungendo gli obiettivi prefissati. Tutto questo con un unico obiettivo uguale per tutti: crescerli dal punto di vista umano prima, e poi calcistico perché purtroppo non tutti riescono ad arrivare a fare i calciatori però il nostro dovere di educatore prima che di allenatore è quello di insegnare i valori umani della vita quotidiana: onestà, rispetto per le persone e per la propria persona, educazione, l'impegno..., perché se riusciamo ad insegnarglieli è molto più facile costruire un futuro per questi ragazzi perché non c'è cosa più gratificante che essere da esempio per loro».

E l' aspetto peggiore?

«L'aspetto peggiore purtroppo a mio modo di vedere, in generale, è che manca la fiducia nel lavoro che noi compiamo tutti i giorni.Mi spiego meglio: gli allenatori cercano sempre di studiare, di imparare e di capire sempre i pregi ed i difetti del lavoro che si sta svolgendo e questo, a mio modo di vedere, è un po snobbato perché tanti pensano che l'allenatore abbia sempre la chiave per ogni serratura e purtroppo non è così, ci vuole sempre tempo per costruire qualcosa».

Al Campomorone Sant’Olcese perché ?

« La scelta di venire al Campomorone Sant'olcese perché credo che sia una delle realtà più importanti nella zona genovese, senza nulla togliere ad altre società che stimo moltissimo. Una società come il Campomorone Sant'Olcese con una struttura importante, con personale qualificato e soprattutto competente, è uno stimolo per me per la mia crescita professionale». 

LB

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