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Rubriche | 28 febbraio 2019, 10:04

ZOOM SULLA CASA DELLA SALUTE Il dottor Valerio Bo e il servizio di Oculistica

Il professionista genovese è anche direttore sanitario del poliambulatorio di Multedo

ZOOM SULLA CASA DELLA SALUTE Il dottor Valerio Bo e il servizio di Oculistica

Prosegue il nostro viaggio all'interno dello staff di Casa della Salute.

Il dottor Valerio Bo è il coordinatore del servizio di Oculistica insieme con il dottor Koukas, nonché Direttore Sanitario del poliambulatorio di Multedo.

“Sono impegnato quotidianamente come oculista -spiega il dottor Bo- ma ricopro anche un ruolo gestionale nella struttura di Multedo (una vera avanguardia sotto ogni aspetto per la sanità ligure) all'interno della quale sono il responsabile di tutta l'area della medicina specialistica, che va dall'ortopedia alla dermatologia, dalla cardiologia alla ginecologia e molto altro”.

Valerio Bo è da gennaio 2019 in Casa della Salute: 

“Il servizio di Oculistica è stato inserito solo di recente all'interno della struttura, e devo dire che la risposta da parte dell'utenza è andata al di là di ogni aspettativa: i pazienti che si affidano a noi aumentano sensibilmente di settimana in settimana. Proprio per questo ci siamo già messi al lavoro per migliorare fin dai prossimi mesi l'offerta: arriveranno nuovi oculisti e nuove strumentazioni sia sul fronte diagnostico che su quello chirurgico. È fondamentale, soprattutto in una specialità come l'oculistica, lavorare con personale, strumentazione e tecnologie aggiornate e all'altezza delle richieste dei pazienti. Fortunatamente in Marco Fertonani, amministratore di Casa della Salute, abbiamo trovato un interlocutore attento e sempre pronto a fare passi in avanti.

Quali sono i vostri pazienti tipo? 

“Per rispondere con una battuta chiunque potrebbe essere un nostro paziente tipo, andiamo dagli 0 ai 90 anni inoltrati. Qualsiasi età, infatti, è giusta per fare una visita oculistica. 

Per quale motivo un paziente si rivolge a voi?

“I motivi cambiano in base all'età e alle abitudini dei pazienti. Con l'inizio della scuola vengono fuori i primi problemi di vista, spesso associati a mal di testa. Gli stessi mal di testa che affliggono gli studenti e le migliaia di persone che lavorano al computer. Un altro momento critico per la salute degli occhi coinvolge i pazienti tra i 40 e i 50 anni, che sperimentano per la prima volta gli effetti della presbiopia, ovvero la difficoltà nel mettere a fuoco le scritte vicine. Molto frequenti sono infine i pazienti che, complice un po' di cataratta, perdono nitidezza nella visione. Attenzione però: quello che ripetiamo sempre ai nostri pazienti è che non si deve aspettare di avere problemi di vista per andare dall'oculista, perché purtroppo diverse patologie, tra cui alcune -come il glaucoma- che sono tra le cause più frequenti di cecità, non determinano nessuna alterazione della vista se non nelle fasi più tardive, e l'unico modo per escluderle (o eventualmente curarle per tempo) è una visita medica completa. Quindi a partire dai 45 anni le visite vanno fatte a prescindere, e con una certa periodicità.

L'uso degli occhiali spesso non è gradito al paziente... 

“Oggigiorno sono tantissime le persone che utilizzano occhiali, per scelta o per necessità. D'altronde le esigenze visive sono sempre più raffinate, considerando la quantità di ore che per lavoro o nel tempo libero passiamo davanti ad uno schermo. Fortunatamente chi è "allergico" agli occhiali oggi può ricorrere a molte soluzioni. Spesso un confronto con l'ottico di fiducia, e per nostra esperienza gli ottici genovesi sono di altissimo livello, permette di trovare la montatura ideale per chiunque. Un'altra strada percorribile è quella delle lenti a contatto, a patto che non se ne abusi. In ultimo una soluzione più definitiva è quella del famoso "intervento laser" per togliere gli occhiali. La chirurgia refrattiva ha vissuto un'epoca di grande innovazione negli ultimi anni, e oggi sono sempre di più i pazienti che sottoponiamo a chirurgia e che cambiano letteralmente vita.

Il vostro lavoro prevede un continuo aggiornamento:

“Assolutamente, abbiamo un'intensa attività congressuale in giro per l'Italia e per l'Europa. A fine Marzo per esempio c'è il congresso nazionale dell'AICCER, l'associazione Italiana Chirurgia della Cataratta e Refrattiva, per me un appuntamento fisso, proprio come quello europeo organizzato dall'ESCRS, associazione europea che si occupa delle stesse tematiche. Inoltre siamo in costante contatto con diversi gruppi di oculisti che operano in altre città, con cui abbiamo uno scambio quotidiano di pareri e informazioni. Penso per esempio ai colleghi ed amici del gruppo CLK di Torino, avanguardia assoluta sullo scenario oculistico italiano.

Dottore, il suo rapporto con lo sport?

“Ho giocato a basket per più di 20 anni, dai 10 ai 32, prima nell'A.B. Sestri e poi nel Cus Genova, le società a cui sono più legato. Ho sempre giocato in C2, giocavo centro, poi ho scelto di smettere per lavoro e per la famiglia, con mia moglie abbiamo una bimba di 5 mesi, Caterina. Ho sempre fatto sport, quando riesco mi piace sciare, vado a correre. Sono genoano per tradizione familiare ma non sono un tifoso accanito”.

Fra i suoi pazienti ci sono gli sportivi?

“Vediamo spesso gli atleti che praticano sport da contatto, ci vengono inviati per i certificati di idoneità considerando il rischio elevato di traumatismi. Capitano i velisti che hanno problemi dopo un'insolazione, e a Genova non sono pochi. Altri sportivi che spesso ci vengono a trovare ci sono i calciatori e i rugbysti, a cui suturiamo palpebre e zigomi, Sempre a proposito di rugby una pallonata con la palla ovale può avere effetti devastanti sull'occhio, ma anche la palla da squash o un'insospettabile pallina da golf possono provocare traumi”.

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