Ieri pomeriggio altri tre episodi associabili al fenomeno "razzismo" anche sui nostri campi della Liguria.
In due partite dei "grandi", di cui non faremo il nome, due casi simili: nel finale di gara un giocatore di colore commette un fallo, l'avversario in un momento di grande foga, gli risponde col classico "negro di merda". Scoppia il putiferio, poi i due si chiariscono e finisce a tarallucci e vino.
In una partita dei "giovani", esattamente Juniores Nazionali, succede una cosa un po' diversa: l'arbitro, di colore, ammonisce un giocatore, il giocatore si volta e se ne va, allora l'arbitro lo espelle dicendogli: ”Non puoi voltarti, è atteggiamento offensivo e razzista nei miei confronti”.
Tre partite. Due casi diversi, due casi controversi.
Ieri pomeriggio noi avremmo potuto cavalcare l'onda mediatica e fare la notizia a caratteri cubitali. Abbiamo preferito di no.
C'è chi pensa che sia il Problema degli anni 2000 e non perde occasione per denunciarlo (Balotelli ha fatto scuola), c'è chi pensa che il problema sia la maleducazione o il nervosismo "da campo", una zona franca dove tutto è valido.
Noi apriamo il dibattito e lasciamo spazio alle vostre opinioni.
Il primo a intervenire è Andrea Barbieri, responsabile del settore giovanile del Ligorna:
"Hanno rotto con questa cosa del razzismo ad ogni costo. Quando giocavo mi dicevano nano di merda, se ti arrabbi con un avversario e questo è cinese, gli urli cinese del cazzo, fosse un po' sovrappeso gli diresti ciccione di merda. Questo non è razzismo. Balotelli viene fischiato perchè è antipatico, non perchè è nero. Il Ku Klux Klan e l’Apartheid sono finiti da un po', almeno in stati civilizzati quali per esempio l’Italia dovrebbe essere. Quindi per favore basta con il continuo ricorso alla parola razzista...anche perchè a volte, come accaduto ieri con un arbitro di colore, qualcuno “ approfitta” di questo ed esagera nel “ripararsi” dietro questo finta “corrente razzista”












