Alberto Musso è uno dei fondatori e oggi consigliere dell'ASD La Resistente Atleti Socialisti.
L'Asd, fondata quest'anno, è la naturale prosecuzione della squadra uisp a 7 fondata nel 2006 e diventata poi squadra a 11. La Resistente sta facendo parlare di sé per il grande folklore che porta sugli spalti, e per il suo tifo “alternativo”: ogni venerdi in casa a Molassana, e ogni sabato o domenica in trasferta, a seguirla ci sono un centinaio di persone, uomini e donne, che definire rumorosi è un eufemismo. Poche squadre in Liguria, a livello dilettantistico, possono contare su un sostegno del genere.
Alberto ci racconta la genesi del progetto Resistente:
“Abbiamo iniziato come classica squadra di amici, ma da 5 anni a questa parte abbiamo iniziato un progetto per ragazzi rifugiati, e, grazie al Cap e all'Autorità portuale abbiamo un campo a disposizione dove facciamo giocare questi ragazzi. Alcuni di loro sono stati inseriti poi nelle nostre squadre. Il nostro progetto non è assistenzialista, un termine che non ci piace, ma un'iniziativa che fa dell'aggregazione una priorità. La nostra squadra a 11, poi, è diventata uno slogan contro il calcio moderno, in un ambiente che si è stufato di andare allo stadio fra tornelli e tessere del tifoso, andare a vedere la Resistente è un modo come un altro per non perdere la socialità dentro il mondo del calcio”.
Senza girarci intorno, c'è chi contesta la connotazione un po' troppo politica del vostro tifo e della vostra società. Cosa ne pensi?
“Penso che noi abbiamo dei valori fondanti, che sono l'anti razzismo, l'anti fascismo e l'anti sessismo, valori che possono essere condivisi da tutti. E' chiaro che all'interno della curva dei nostri tifosi ci possa essere qualche persona più politicizzata, ed è altrettanto difficile che uno di Casa Pound venga a sostenere la nostra squadra. Diciamo che siamo una squadra di sinistra, questo si...”
A parte tutto, quello che stupisce è il grande entusiasmo di chi viene a vedervi, un vero e proprio pubblico da stadio:
“A vederci c'è sempre un minimo di 70 persone, ma arriviamo anche a 150 spettatori. Negli anni il progetto si è ampliato, c'è parecchia gente che ci segue, facciamo aggregazione con le partite, le cene, le feste. I giocatori sono contenti, i nuovi arrivati dapprima erano un po' spaesati di fronte a tutto questo pubblico, ma ora sono felicissimi”.
Dal punto di vista sportivo puntate alla promozione?
“Come primo anno di Terza, il primo obiettivo è fare aggregazione, ed essere comunque una squadra diversa dalle altre. Il nostro motto è “vogliamo vincere pareggiare o perdere”.
Alla fine di questa stagione, per cosa ti piacerebbe che fosse ricordata la Resistente?
“Vorrei che parlassero di noi perchè facciamo aggregazione, e perchè proclamiamo a gran voce l'anti sessismo: da noi ci sono un sacco di ragazze che partecipano all'organizzazione di partite ed eventi, diciamo con forza no alle discriminazioni!”












