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Rubriche | 04 febbraio 2020, 18:48

ZOOM SULLA CASA DELLA SALUTE Il dottor Erico Schiavone

Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia e Traumatologia, opera principalmente sul ginocchio e sulla spalla

ZOOM SULLA CASA DELLA SALUTE Il dottor Erico Schiavone

Il Dottor Erico Schiavone, recentemente entrato a far parte della grande squadra di Casa della Salute, è Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia e Traumatologia. Direttore (fino al 2019) di Ortopedia e Traumatologia all’Ospedale degli Infermi di Biella, è consulente di Chirurgia Ortopedica presso la Clinica Fornaca e la Clinica Cellini di Torino, appartenenti al Gruppo Humanitas, la Clinica S. Rita di Vercelli del Gruppo Policlinico di Monza e il Centro Ortopedico Quadrante di Omegna.

“La mia collaborazione con Casa della Salute -spiega- comincerà fra pochi giorni, riceverò a Biella, il lunedi dalle 12 alle 15. Sono molto legato alla realtà biellese, ho sempre mantenuto le mie attività ambulatoriali su Biella, e recentemente mi è stato segnalato questo centro inaugurato da poco. Tramite l'Unione industriale biellese ho potuto apprezzare una struttura in grande evoluzione”.

 Che obiettivi si è posto con questa collaborazione?

“Penso di poter offrire la mia esperienza e la mia professionalità in un campo dove, nel territorio biellese, mi sono già cimentato come primario e direttore dell'ospedale. In questi anni ho avuto modo curare e seguire numerosi pazienti nella zona del biellese, e mi sono sempre trovato molto bene”.

Qual è il suo paziente tipo?

"Non abbiamo particolari limitazioni di età o di patologia, diciamo che le mie specializzazioni sono sul ginocchio, sulla spalla e sull'ortopedia pediatrica, seguo infatti molti bambini”.

Soffermiamoci in particolare sulle patologie della spalla. Lei effettua una diagnosi appropriata attraverso lo studio dei sintomi del paziente:

“La patologia della spalla è molto più diffusa di quanto si possa ipotizzare, e comprende un ampio ventaglio di situazioni, dalla patologia sportiva traumatica a quella degenerativa e/o da sovraccarico. Numerose attività lavorative e professionali “impattano” sulla spalla. Quindi mi trovo ad operare sia su giovani atleti che su persone anziane. Quantitativamente, i pazienti affetti da questa patologia sono numericamente importanti. Per quanto concerne i traumi sportivi, il nuoto, il tennis, la pallavolo sono gli sport dove più frequentemente si registrano problemi alle spalle. Ma è sempre maggiore la quantità di disturbi degenerativi o da sovraccarico legati all'età”.

Altra patologia importante, quella del ginocchio. Le cartilagini del menisco sono spesso soggette a lesioni e traumi:

 “La traumatologia sportiva del ginocchio è molto significativa, specie nel calcio, nel basket, nello sci, nella pallavolo, nel rugby, tutte discipline molto praticate. Legamenti, menischi, cartilagini sono sempre a rischio per chi pratica questi sport, ma oggi si può aprire un enorme capitolo riguardante l'usura precoce della cartilagine connessa a difetti assiali nella conformazione, difetti generici accentuati da sovraccarico da lavoro e sovrappeso. L'artrosi precoce del ginocchio in particolare è una patologia molto invalidante”.

Altro settore importante del suo ambito professionale è la traumatologia dello sport. Lei effettua diagnosi e trattamento delle patologie traumatiche della pratica sportiva:

“La traumatologia dello sport riguarda tutte le discipline già citate in precedenza. Chiaramente in Italia lo sport più praticato è il calcio, ma i traumi sono legati specialmente al calcetto, la classica attività di chi in età adulta abbandona i campi di calcio a 11. I campi di calcetto purtroppo sono molto complessi e causano spesso traumi al ginocchio, dovuti anche a una preparazione atletica non che non è più quella che si ha da giovanissimi”.

Soffermiamoci invece sulla Chirurgia protesica, ovvero la chirurgia sostitutiva dell’anca, del ginocchio e della spalla, con soluzioni innovative e risparmio tissutale.

“La chirurgia protesica è utilizzata nei casi di artrosi conclamata di tutte le articolazioni, dovuta a una molteplicità di fattori. Esistono tanti trattamenti conservativi per ritardare e/o dilazionare questa chirurgia, anche perchè si tratta di una vera e propria sconfitta per il paziente in quanto si utilizza quando l'articolazione è persa. Sono stati fatti grossi passi avanti in questo campo, legati specialmente alle vie d'accesso. L'obiettivo è limitare al massimo l'accesso chirurgico e i danni alle strutture come tendini, muscoli e capsule articolari, facilitare il miglior recupero possibile e la precoce rimessa in carica del paziente. In questo senso la chirurgia robotica assistita offre notevoli vantaggi, è una metodica che credo tempo qualche anno sostituirà quella tradizionale. Tramite un software infatti è possibile eseguire una analisi della radiografia e della stabilità delle parti molli, specie del ginocchio e dell'anca, e della anatomia del paziente. La robotica imposta un programma di preparazione delle ossa, in modo da adattarle nel miglior modo all'impianto protesico, consente inoltre di eseguire tagli chirurgici precisi e ridotti, al fine di avere le minori perdite di sangue e favorire un recupero precoce e una maggiore sopravvivenza dell'impianto. Il robot aiuta il chirurgo, che tuttavia conduce sempre il lavoro limitando gli errori”.

Passiamo alla Chirurgia artroscopica, con il trattamento miniinvasivo delle piú comuni patologie:

“Negli anni 80 è avvenuta una grossa rivoluzione in campo ortopedico, l'artroscopia è diventato un elemento determinante nel cambio delle possibilità chirurgiche. E' stata utilizzata prima sul ginocchio e poi sulla spalla, le articolazioni che più beneficiano di questa metodica, anche se oggi possiamo intervenire anche su caviglia, gomito e polso. L'artroscopia consiste nell'utilizzo di una sonda che mediante fibre ottiche viene agganciata a una telecamera e consente di operare attraverso piccoli fori, uno di accesso principale e altri dove vengono introdotti gli strumenti. Il chirurgo non opera più guardando l'articolazione ma guardando il monitor, come se operasse su un computer. Ciò consente di entrare in profondità nell'articolazione, vengono risparmiati danni anatomici e si hanno benefici sia sul recupero che sul dolore”.

Infine, la Chirurgia ambulatoriale, con il trattamento delle patologie piú comuni di mano e piede:

“Oggi si tende a ospedalizzare sempre meno i pazienti, anche perchè in ospedale se non lo si è ancora si diventa malati. In ambulatorio si possono effettuare piccoli interventi in anestesia locale vera, dalla mano, al tunnel carpale, alle dita a scatto, all'epicondilite, alla compressione dei nervi periferici, e interventi sulle dita dei piedi come l'alluce, le dita martello, le pulizie dei tendini”.

Il suo rapporto con lo sport attivo?

“Ho sempre praticato sport, una componente importante della mia vita da sempre, da giovane ho giocato a basket, poi mi sono rivolto all'attività sciistica, e oggi pratico il soccorso sulle piste in montagna a Bardonecchia e Val di Susa. Gioco a golf, e ho praticato anche tennis e windsurf”.

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