L'ultima giornata di Serie D ha incoronato Francesco Casolla del Bra come capocannoniere del girone A. La tripletta sul Ligorna ha contribuito alla vittoria e ai tre punti e a superare Grassi e Lucatti nella classifica dei bomber.
Nato il 4 aprile 1992 a Cattolica, Casolla ha giocato in carriera con Riccione, Real Rimini, San Marino, Teramo, Pro Patria, San Nicolò, Sangiovannese, Vigasio, Dro. Da due stagioni è al Bra.
Alto 1,67 (“sono basso” dice Francesco), gioca da seconda punta e ha un notevole fiuto del gol (47 gol in due stagioni e mezza).
Come sei arrivato a Bra?
“Ci sono arrivato tramite il mio procuratore, ho trovato una società seria, dove mi trovo molto bene....”
Qual è stato il punto più alto della tua carriera?
“Ho giocato in C1 con la Pro Patria e San Marino”.
Come ti descriveresti tecnicamente?
“Sono la classica seconda punta, e calcio col destro”.
La porta la vedi grossa...
“Negli ultimi 3 anni sono sempre andato in doppia cifra, 14 reti con il Dro, 18 l'anno scorso qui a Bra, e ora sono a 15...”
Punti alla classifica cannonieri?
“Certo che ci punto, come ogni anno, ci puntavo anche l'anno scorso ma i 18 gol non sono bastati (Gioè e Baudi hanno fatto meglio, ndr). Comunque il primo obiettivo è salvarsi col Bra, se ci salviamo sarà anche perchè avrò fatto qualche gol”.
Avete avuto un inizio da paura, con 6 sconfitte nelle prime 6 partite...
“Si ma noi abbiamo un grande presidente come Germanetti, e in Serie D non so quanti presidenti non avrebbero mandato via l'allenatore o preso altre decisioni di pancia. Qui a Bra siamo come una grande famiglia. I direttori Sartori e Scalzi sono grandi persone, a livello umano il top, come mister Daidola. Insomma l'ambiente qui a Bra è speciale”.
Credete alla salvezza diretta?
“Certo, ci abbiamo sempre creduto, siamo una squadra forte”.
Domenica arriva la Sanremese...
“Il cliente peggiore che poteva capitarci, loro hanno bisogno di riscattarsi, sarà una partita difficile. Se mi accontenterei di un pareggio? Mai. Il pari non ci serve”.
La classifica è corta, in tanti possono essere coinvolti nella lotta per la salvezza:
“Il girone è molto equilibrato, può succedere di tutto”.
Chi vincerà?
“Io dico Lucchese, sono una squadra quadrata”.
Un passo indietro. Quali sono stati gli anni più belli della tua carriera?
“Il primo anno a San Marino, nei professionisti, dove siamo saliti dalla C2 alla C1, poi a Teramo, anni bellissimi, infine qui a Bra, una società che mi ha regalato tanto...”
Gli allenatori a cui sei più legato?
Mario Petrone a San Marino, Vincenzo Vivarini a Teramo. Petrone è un grande motivatore, sa tirare fuori il massimo dai suoi giocatori. Vivarini dal punto di vista tecnico-tattico è il migliore, sempre pronto a rinnovarsi, a evolversi, non si fossilizza mai con un solo modulo”.
Il giocatore più forte con cui hai giocato? E quello con cui ti sei trovato meglio?
“Il più forte è Lapadula, mio compagno a San Marino, ci sta bene in Serie A. I compagni migliori sono stati Coda, oggi al Benevento, e Giglio, avuto l'anno scorso a Bra”.
Il tuo idolo?
“Francesco Totti....”
Sei contento della tua carriera?
“Non mi accontento mai, punto sempre a qualcosa di più. Vorrei tornare nei professionisti e spero di riuscirci, quasi 50 gol in due anni e mezzo non sono pochi. Spero in qualche chiamata”.
Il tuo gol più bello?
“In un Foggia-Teramo, segnai il gol dell'1-1 all'87', su sponda di testa ho fatto gol con una bella girata al volo. Un gol importantissimo, tanto che mi sono tatuato quell'esultanza”.
Cos'è il calcio per te?
“Il calcio è vita”.












