Massimo Parodi, con il colpo Matteo Aprile il Serra Riccò dà un altro segnale al campionato:
“Allora, non ci aspettavamo che Stefanzl e Balestrino andassero via, ma di fronte alla possibilità di non giocare 30 partite su 30 sono andati in allarme. D'altra parte se vogliamo fare una squadra competitiva servono almeno 15 giocatori dello stesso livello. Dopo la loro partenza ci siamo guardati intorno, Aprile è un giocatore importante, il ragazzo era già accasato al Marassi, ha manifestato l'idea di spostarsi, a quel punto ci siamo inseriti ben volentieri e lo abbiamo portato alla corte di mister Repetti. E' un giocatore che porta qualità, tasso tecnico ed esperienza”.
Un giudizio sull'emergenza Covid nel calcio:
“Io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, ma in questo frangente sono un po' pessimista, basta vedere cosa succede in serie A. Da noi dilettanti basta un piccolo sospetto per fermare tutto, noi non siamo nella “bolla” dei prof, appena c'è un caso si sospende. E se i casi dovessero aumentare, quando recuperiamo tutte le partite? Borzoli e Arenzano non hanno giocato, l'Arenzano ora starà fermo 15 giorni, e se quando riprenderanno dovessero giocare contro di noi, io sportivamente glielo concederei se mi chiedessero rinvio. Non mi rifiuterò mai di concedere un rinvio a un avversario in un caso del genere”.
Secondo te servono decisioni diverse da parte del Governo del calcio?
“Impossibile dare linee più rigide, siamo al 100% dilettanti, stiamo facendo tutti il meglio possibile ma ogni squadra ha mille esigenze e sfaccettature diverse. Cerchiamo di tirare avanti per la nostra passione, ma non possiamo illuderci di essere tornati alla normalità, anche se tanti ci credono. Sento ancora gente che parla del Covid come truffa colossale, ma vallo a raccontare a chi è in terapia intensiva al San Martino! Ho amici medici in grossa difficoltà che sono in prima linea da mesi. Tornando al calcio, credo sia giusto provare a giocare, non si può smettere di vivere, sono contrario a misure draconiane, spero prevalga il buon senso, anche se viviamo davvero un momento particolare”.













