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Seconda categoria | 23 ottobre 2020, 12:14

CARLO GINO SARPERO "Gli allenamenti individuali per uno sport collettivo non hanno senso"

Il mister del Pontecarrega va giù duro: "Io avrei privilegiato i settori giovanili e le Scuole Calcio e avrei fermato i grandi sotto l'Eccellenza. Stiamo perdendo la socialità e l'integrazione che regala il calcio, e i nostri figli ne pagheranno le conseguenze"

CARLO GINO SARPERO "Gli allenamenti individuali per uno sport collettivo non hanno senso"

1) Mister come ti comporteresti tu in questo momento con i campionati ?

1) Avevo espresso perplessità ad agosto sul protocollo, inattuabile per le nostre categorie, per i nostri impianti. Se si voleva riprendere a giocare dovevano semplificare, magari iniziare prima e stoppare nei mesi invernali, oppure dare una data di ripresa più avanti in modo da vedere in inverno se si poteva continuare ma così non ha senso. Per me si poteva iniziare facendo giocare dall’Eccellenza in su e far giocare settori giovanili e scuole calcio fino a che la situazione diventava più tranquilla e gestibile da parte di tutti. Ed è quello che continuerei a fare. Più campionati riprendono, più partite vengono rinviate è un dato di fatto. Poi basta allenamenti individuali siamo uno sport COLLETTIVO! 

2) Cosa pensi di questa discriminazione fra regionali e provinciali e fra seconda e terza categoria?

2) E' una discriminazione che non capisco, la trovo folle, ridicola ma fatta la legge si trova l’inganno per far continuare anche ovviamente per i soldi delle iscrizioni. Ho fatto sia i provinciali che regionali che i nazionali e ti posso garantire che la differenza la trovi nella terna, e nella qualità del gioco, quindi il Covid colpisce quelli meno bravi? Oppure i regionali rispettano più il protocollo dei loro coetanei provinciali? I nostri figli mangiano e fanno ricreazione seduti davanti al banco, allenamenti individuali, poi nei giardini vale tutto... Stiamo perdendo la socialità e l’integrazione che questo sport ha sempre regalato ed esaltato.

3) Il protocollo è inapplicabile o c'è molta ignoranza o pigrizia nell’applicarlo?

3) Il protocollo parte già amale con l’ente federale che si toglie da ogni responsabilità nell’attuazione dello stesso  e degli eventuali contagi ma si raccomanda alle società... Quindi parliamo di assunzione di responsabilità in Italia??! Quel testo non si può praticare e chi continua a commentare e gestire in maniera diversa dallo stesso per proprio tornaconto sportivo lo trovo vergognoso. Ho visto società che non hanno mai preso temperatura, mai fatto i fogli, mai sanificato, giocato nonostante dei positivi e gente in attesa di tampone, ed altre parlo per esempio per quello che ho visto dove gioca mio figlio al Baiardo essere molto presenti e scrupolosi e giustamente rigidi. Era un momento per il movimento di muoversi insieme invece come sempre ci sono i più furbi, e quelli che subiscono. Tutti vogliamo giocare, ma non si può interpretare a proprio piacimento le regole date perché alla fine ci rimettiamo tutti e non parlo solo di salute. E’ chiaro che chi ha settori giovanili è più avvantaggiato nel giocare se hai dei positivi ma senza quelle società senza settori giovanili i campionati sarebbero da dieci squadre non dimentichiamolo... Pensavo che la quarantena potesse migliorare un pensiero sulla collettività, sull’unità, aiutarsi essere solidali e invece... Palo incredibile!

Il grosso problema, oltre che interpretazione regole, è che sento parlare di differenza fra quarantena lavorativa e quarantena sportiva, ma io non trovo lo straccio di un documento firmato, trovo solo interpretazioni, cosi come il fatto che si può isolare solo il positivo e continuare la vita normale per tutti gli altri. Alcune società mi hanno detto questo, ma dove sta scritto? La cosa mi dispiace di più è che con questo stop stiamo perdendo una classe importante dei nostri giovani, e questo lo pagheremo nei prossimi anni...

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