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Calcio | 26 novembre 2020, 15:26

ANDREA STABILE "Quella volta che strappai la maglietta a Diego..."

L'ex giocatore dello Spezia ricorda quel match di Coppa Italia contro il Napoli quando fu ammonito da Nicchi per un intervento falloso su Maradona: "Un onore averlo marcato, era di un altro pianeta, lascia un vuoto immenso"

ANDREA STABILE "Quella volta che strappai la maglietta a Diego..."

Nell'immensa quantità di ricordi che riguardano il personaggio di Diego Armando Maradona il giorno dopo la sua morte, oggi ci soffermiamo su un aneddoto che ci viene raccontato da Andrea Stabile, oggi allenatore delle giovanili del Campomorone, ma indimenticata bandiera dello Spezia.

Stabile affrontò Maradona in un match di Coppa Italia della stagione 88/89, lo Spezia era inserito in un girone con Napoli, Bologna, Sambenedettese e Barletta.

"Giocammo fuori casa a Bologna e a Barletta, e in casa con Napoli e Sambenedettese. In quella partita naturalmente c'era il pienone, giocammo a Livorno, perchè il Picco non era a norma, e lo stadio era pieno zeppo, di spezzini e napoletani. Era fine agosto o primi di settembre, non ricordo bene. Ma ricordo che per 90 minuti sono stato addosso a Diego, per quello che ho potuto l'ho marcato".

Un episodio particolare è rimasto nella memoria di Stabile:

"A un certo punto nella foga di una rincorsa gli strappai la maglietta, e ricordo che lui rimase fermo a bordo campo, e disse all'arbitro che non sarebbe rientrato finchè il magazziniere non gli avesse portato una maglietta di ricambio. Io fui ammonito da Nicchi di Arezzo, non fu un intervento violento, eravamo all'altezza delle panchine, a metà campo, lui mi scappò via e io lo strattonai a tal punto che la maglietta si strappò".

Raccontaci, come è stato marcare Maradona, o quanto meno provare a farlo:

"Beh, fu una esperienza bellissima, marcare un giocatore cosi non ti capita tutti i giorni. A differenza del personaggio che era, non si dimostrò per nulla altezzoso, anzi fece la foto con me a fine gara, dove fu disponibile con tutti.  Purtroppo non sono riuscito ad avere la sua maglietta, perchè l'aveva promessa a un ragazzino sulla sedia a rotelle prima della partita. Ho dovuto rinunciare a quel cimelio storico, mi sarei accontentato di quella strappata, ma era sparita".

Che ricordi hai di quella partita?

"E' stato un piacere averlo incontrato, era immarcabile, se lui era di spalle la palla non la vedevi mai, aveva il baricentro basso, col primo tocco ti rubava già un metro, se lo facevi girare ti puntava ed era finita. Ricordo perfettamente che lo marcavamo in due e con una finta ci lasciò gambe all'aria, io e Chiappino finimmo uno in gradinata e l'altro nei distinti, tecnicamente era impressionante. In un'altra immagine vedete il sottoscritto e Spalletti impietriti che lo guardiamo staccare anche di testa".

La partita come andò?

"Finì 3-1 per loro, nel primo tempo non giocammo male, segnò Carnevale e noi pareggiammo su rigore con Ceccaroni. Nella ripresa poi loro vinsero coi gol di Carnevale e Francini".

Un tuo pensiero sulla sua scomparsa?

"Lascia un vuoto enorme nel mondo del calcio, a prescindere da quella che è stata la sua vita privata, sono convinto che sia stato il più forte al mondo, ha fatto cose impensabili. La sua qualità più grande era la rapidità nel breve, aveva la palla attaccata al piede, non ti dava neanche l'opportunità di provare a fare un anticipo, aveva una inventiva fuori dal comune, era di un altro pianeta. La sua perdita lascia un grosso dispiacere a tutti noi amanti del calcio, Diego ci ha fatto vedere cose che non rivedremo mai più su un campo di calcio".

 

 

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