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Promozione | 26 novembre 2020, 20:02

10 DOMANDE (SCOMODE) AI TEMPI DEL COVID Risponde Andrea Lenzo

Il presidente della Sammargheritese: "Il calcio non è diverso dalla vita di tutti i giorni. La differenza in meglio o in peggio le fanno le singole persone. Per la prima squadra i rapporti con le altre società sono buoni e leali. Discorso a parte il settore giovanile, perché continuo a trovare a dir poco sgradevoli e scorretti alcuni comportamenti"

10 DOMANDE (SCOMODE) AI TEMPI DEL COVID Risponde Andrea Lenzo

10 DOMANDE (SCOMODE) AI TEMPI DEL COVID.

1) Giusto allenarsi o non allenarsi chi ha ragione ?

A mio giudizio personale, ci si dimentica che non siamo professionisti.  Allenare i ragazzi e stare sul campo non dovrebbe essere vissuto avendo come unico obiettivo quello di giocare il campionato. Vale ovviamente per tutto il settore giovanile e vale anche la prima squadra e la Juniores. Penso che la situazione dava la possibilità di allenarsi, mantenere lo stato di forma per fare in modo che i ragazzi fossero subito pronti al momento della ripartenza. Noi lo abbiamo fatto e saremmo stati disponibili a giocare già a Dicembre, cosa che avrebbe aiutato per cercare di evitare di allungare troppo in coda il campionato. Altri hanno compiuto scelte diverse. Li rispetto perché avranno senz’altro avuto le loro buoni ragioni.

2) Sincero: quando pensi si riprenderà a giocare?

Penso a gennaio si riprenderà. La buona volontà c’è da parte di tutti,  almeno a fare un tentativo.

3) Il format andrà cambiato per accorciare la stagione o si deve fare di tutto per arrivare in fondo ?

Il tentativo primario deve essere quello di portare a termine il campionato con tutte le partite. Vale la pena provarci seriamente. Resta il pericolo di scenari diversi, con possibili nuove soste e interruzioni. In quel caso bisognerà avere presto un piano “B”.

4) Pensi che qualche giocatore voglia allenarsi o giocare anche o solo per i rimborsi ?

A Santa questo non succede, almeno per quanto mi risulta sino ad oggi. Nei limiti delle nostre possibilità manterremo tutte le promesse fatte. Se occorrerà invece giocare per dei mesi in più rispetto al previsto, io ho fiducia nei ragazzi e anche nel loro senso di responsabilità, perché la realtà dei fatti la conoscono anche loro e possono ben comprendere le difficoltà che stiamo incontrando.

5) Le società come usciranno da questa situazione?

La Sammargheritese sicuramente più forte e coesa. Nel dramma di questa situazione, ho la soddisfazione di aver visto un gruppo operativo che ha dato e sta continuando a dare il 100%. Dirigenti, Mister, responsabili tecnici. Tutti si sono resi disponibili, cercando di trasformare un periodo buio in una occasione per continuare a stare insieme, seguendo le norme e dare un servizio a bambini, ragazzi e alle loro famiglie. Abbiamo fatto vero “Associazionismo”. Quindi ne usciremo sicuramente più poveri, ma una volta tanto più uniti di prima.

6) All’inizio di questa storia c'erano gli ottimisti, i pessimisti, i negazionisti. Poi un po' tutti ci siamo arresi (chi più chi meno) alla realtà. Ora come la vedi?

La situazione resta drammatica e alcuni amici medici mi dicono che non ce la fanno letteralmente e fisicamente più. Una terza ondata sarebbe fatale per tutto il sistema. Aggiungo che non siamo a maggio e  davanti non abbiamo l’estate. A voler essere realisti, nei prossimi mesi non ci sarà alcun abbattimento serio dei contagi, ma soltanto un appiattimento. Bisognerà quindi tenere duro sino ad aprile, nella speranza di avere presto il vaccino (compiutamente testato e sicuro).  Con la prossima estate spero si potrà scrivere la parola fine al Covid e ripartire a settembre finalmente liberi. Ma fino ad allora è indubbio che si verseranno lacrime e sangue.

7) Che vita e che calcio ti aspetti quando si tornerà , speriamo presto , alla normalità o pseudo tale?

In meglio non cambierà sostanzialmente nulla. Poco tempo e i comportamenti torneranno quelli di prima. Speriamo soltanto di non dover raccogliere troppe macerie, sia sulla salute, sia sull’economia.

8) Questo periodo ti sta facendo pensare all’importanza del calcio nella tua/nostra vita o viceversa alla sua nullità rispetto a problemi più gravi?

Troppo semplicistico dire che il calcio passa in secondo piano e prima vengono altre cose. E’ banale ed è ovvio. Ma la vita, la cultura, il benessere delle persone e delle nostre comunità è  più complessa. Come associazioni, anche noi contribuiamo e abbiamo un ruolo nelle nostre comunità e nella crescita dei ragazzi. Pur con tutti i nostri limiti e difetti, dobbiamo essere orgogliosi di quello che facciamo e del servizio che cerchiamo di offrire.

9) Adani dice ai prof tassiamoci del 5% per i dilettanti ... utopia ?

Questa idea c’è in giro da anni. Dal mio punto di vista, volere è potere. Però, come concetto, sono contro le opere filantropiche una volta ogni tanto. Preferisco che venga fatta una regola chiara e fissa, devolvendo ai dilettanti  anche solo lo “zero virgola” dei contratti dei professionisti di serie A e B. Ma che sia per sempre.

10) Nel calcio dilettanti c è più solidarietà , invidia, riconoscenza , rispetto , poca memoria o egoismo ?

Il calcio non è diverso dalla vita di tutti i giorni.  La differenza in meglio o in peggio le fanno le singole persone. Per la prima squadra i rapporti con le altre società sono buoni e leali. Discorso a parte il settore giovanile, perché continuo a trovare a dir poco sgradevoli e scorretti alcuni comportamenti.

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