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Serie C | 09 febbraio 2021, 11:09

TANTI AUGURI A GIANCARLO RIOLFO "Nel calcio farei tanta pulizia..."

Il mister della Pistoiese oggi compie 52 anni e risponde alle nostre 10 domande più una. Nella stagione 2006/2007 era in copertina nel nostro almanacco, oggi è stabilmente nei professionisti: "Il Covid calcisticamente mi ha dato una mazzata, avevo B a un passo"

TANTI AUGURI A GIANCARLO RIOLFO "Nel calcio farei tanta pulizia..."

Ciao, 10 domande per il giorno del tuo compleanno  per www.settimanasport.com

1 – Tanti auguri, come festeggi oggi ?

Ho festeggiato stamattina con una colazione in famiglia, ora sono diretto a Pistoia, nel pomeriggio lo festeggerò allenando sul campo.

2 – Emergenza Coronavirus: come la stai vivendo sia personalmente che calcisticamente?

Per me calcisticamente è stato un danno enorme, se penso al periodo di Carpi quando eravamo in piena corsa promozione con la squadra lanciata in condizioni psicofisiche importanti, il Covid calcisticamente ci ha tagliato le gambe. Dopo lo stop siamo ripartiti per i playoff ma non abbiamo più trovato gli equilibri. Vedevo la Serie B ad un passo, eravamo convinti di poterci arrivare. In questo campionato invece sono subentrato dopo, ma anche qui il Covid ha azzerato tutti gli equilibri, ci vuole molto spirito di adattamento nel calcio come nella vita. 

3 – Obiettivo personale e di squadra per la stagione 20/21?

Alla Pistoiese quando sono arrivato c'era una situazione molto difficile, oggi inseguiamo una salvezza più serena possibile.

4 – Il ricordo più bello che hai della tua carriera calcistica: un gol, una partita, un episodio?

La mia carriera da calciatore si è snodata fra Andora, Vado, Sanremese, Acqui, Cuneo, Savona, Imperia, Argentina: ho diversi ricordi, ho vinto diversi campionati, ho vissuto tanti bei momenti dalla partenza di Andora, a Sanremo, a Savona, ho provato tante emozioni, ma il ricordo più bello è lo spareggio a Voghera con l'Ivrea per salire di categoria con il Savona.

Da allenatore ho fatto Imperia, Pro Imperia, Argentina, Savona, Sanremese, Vis Pesaro, Torres, Carpi, Pistoiese: tanti ricordi anche qui, ma la salvezza col Savona nei playout col Gubbio è un momento incancellabile, ho vinto diversi campionati ma quel percorso che ci portò alla salvezza rimane indelebile nel mio cuore.

5 – La persona con cui ti sei trovato meglio sia in campo che fuori?

Nel calcio spesso i rapporti nascono, crescono e rimangono nel tempo. Con alcuni ho giocato assieme, altri li ho allenati, altri mi hanno allenato, con qualcuno ho avuto attività in comune. Sono nate amicizie, emozioni, litigi, contrasti, ma tutto ha contribuito a consolidare i rapporti. Se devo fare un nome dico Luigi Cichero, mi ha allenato una decina di anni ed è stato per me un maestro di vita in campo e fuori...

6 – Cosa cambieresti nel mondo del calcio per renderlo migliore?

Nel calcio inteso come gioco cambierei il meno possibile, ma in tutto quello che c'è intorno andrebbero pulite parecchie cose. Vorrei più meritocrazia, vorrei regole e pene più severe quando uno sbaglia, per farlo ritornare davvero il gioco più bello del mondo. 

7 – Che cosa è il calcio per te?

La passione nata da bambino, che mi faceva pensare di arrivare più in alto possibile da giocatore, che poi è diventata da allenatore un lavoro che faccio da tanti anni. Anche se sono pochi quelli che arrivano nei Prof, non mi sento un privilegiato perchè per arrivare dove sono (e ci tengo a dire che non ho ancora fatto nulla) ho dovuto fare tanti sacrifici, ho preso tanti pali sulla faccia, e tutto quello che ho ottenuto è solo frutto di lavoro, lavoro, lavoro...

8 – Cantante e/o canzone preferita?

Te ne dico tre: 1) Comunque andare di Alessandra Amoroso, Try di Pink, e Tutto tua madre di J Ax.

9 – Piatto preferito?

Gnocchi al pesto.

10- La vacanza dei tuoi sogni: dimmi un posto dove sei già stato o dove ti piacerebbe andare.

Di quelli che ho visto, dico Stintino, un'esperienza davvero gradevole, la spiaggia della Pelosa è tanta roba, specie nel periodo in cui ho allenato la Torres ho potuto viverla ad aprile quando non c'era nessuno. Un Paradiso. Mi piacerebbe andare alle Maldive.

11 - Nella stagione 2006/2007 eri sulla copertina dell'almanacco del calcio ligure con Novellino, Gasperini e Maselli. Cosa è cambiato per te rispetto a 15 anni fa?

Lo ricordo bene. Ero in copertina con Gasperini, un maestro, uno che ha fatto la gavetta, un esempio per tutti, uno che con il lavoro e le proprie capacità ha raggiunto grandi risultati. Di quei momenti ho ricordi dolceamari, diedi l'addio a Savona ma se si fosse vinto quel campionato forse avrei accorciato di 15 anni la mia carriera. Il sogno Serie A? Sono molto realista, oggi penso al mio lavoro quotidiano, penso solo a crescere e migliorare, anno dopo anno cerco di adattarmi sempre di più al mondo dei professionisti cercando di dimostrare di meritarlo. Quello che succederà in futuro non lo so. Sarri è l'esempio che in Serie A ci puoi arrivare ben oltre i 50 anni con dedizione, lavoro e capacità. 

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