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Serie A | 11 marzo 2021, 19:14

La Juventus e il peso delle annate precedenti: i numeri della gestione Pirlo

La Juventus e il peso delle annate precedenti: i numeri della gestione Pirlo

Non si può certamente dire che questa stagione abbia preso il via in maniera incoraggiante per i tifosi bianconeri, dal momento che i vari infortuni e la necessità di trovare un’intesa sul campo, anche con tanti innesti giovani, oltre che l’assimilazione di nuovi concetti di gioco, ha portato la squadra bianconera a sbandare e non poco nel corso delle prime partite di campionato.

Poi, con il passare del tempo, qualcosa sembra essersi assestato, ma i problemi sono riaffiorati, soprattutto quando l’infermiera ha cominciato nuovamente a riempirsi. La corsa scudetto, come si può notare anche dalle quote delle scommesse serie A, sembra ormai decisa verso la Milano nerazzurra. L’arrivo di Andrea Pirlo avrebbe dovuto essere sinonimo di un nuovo corso, anche se la spada di Damocle del dover vincere a tutti i costi quando si indossa una casacca del genere è chiaramente pesante da sopportare, soprattutto per i più giovani.

Pirlo e Sarri: cos’hanno in comune?

Come si può notare da un interessante approfondimento che è stato pubblicato sul blog sportivo L’insider, anche Sarri ha faticato tantissimo nel suo primo, e unico, anno alla Juventus. Nonostante sia comunque riuscito a mettere in bacheca lo scudetto, il nono di fila per la compagine bianconera, va detto come l’ex tecnico del Napoli abbia trovato davanti a sé un percorso a dir poco tortuoso.

La rivoluzione del gioco spettacolare, rapido e molto dinamico che si era visto in quel di Napoli, non è riuscita a Torino. Diverse, inoltre, anche le incongruenze nel rapporto con i suoi giocatori, che non sembrano mai essere riusciti ad assimilare appieno i concetti di gioco espressi dal tecnico toscano, che è stato cacciato dopo l’uscita di scena agli ottavi di finale di Champions League per mano del Lione.

Il peso dei record di Conte e Allegri

A pesare su qualsiasi nuovo allenatore della Juventus, in fondo, ci saranno sempre e comunque i record e i risultati che sono stati ottenuti da parte di Antonio Conte e Max Allegri, seguendo la sequenza temporale corretta delle loro esperienze sulla panchina della Vecchia Signora.

Due persone e tecnici completamente diversi, che hanno saputo dare, a loro modo, un’impronta molto personale alla Juventus che hanno allenato. E, tra l’altro, va anche detto che entrambi sono arrivati alla Juve dopo un percorso molto differente. Per Conte è stata la primissima esperienza ad alto livello come allenatore e aveva l’arduo compito di riportare negli spogliatoi bianconeri il concetto di mentalità vincente e quell’abitudine a vincere che sembrava ormai essersi persa dopo l’anno di purgatorio in Serie B.

Max Allegri, invece, è stato chiamato a guidare la Juventus quasi all’improvviso, visto che il rapporto con Antonio Conte si è concluso in modo decisamente burrascoso e repentino, frutto di vedute e visioni concettuali troppo differenti, probabilmente non solo sul rettangolo di gioco.

I tanto attesi investimenti richiesti da Conte, sono però arrivati nella gestione Allegri, che ha avuto il grande merito di diventare un perfetto gestore di tanti campioni. I cinque scudetti consecutivi che sono stati vinti con il tecnico toscano, oltre alle varie coppe nazionali messe in bacheca, non riescono probabilmente a spiegare in maniera limpida e chiara l’ottimo percorso, anzi probabilmente irripetibile, che Allegri ha fatto a Torino.

Le due finali di Champions League raggiunte, con due rose completamente diverse, infatti, sono molto più utili per spiegare la crescita della Juve, che non è arrivata solo a livello di fatturato, ma anche in termini calcistici, con un appeal sempre più marcatamente europeo, anche senza riuscire a rimettere le mani sulla coppa “maledetta”.

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