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Calcio | 05 aprile 2021, 18:15

Il "rovescio della medaglia" del calcio femminile

Ancora oggi l’omofobia è molto diffusa in tutto il mondo dello sport e non solo. Trovare degli sportivi, soprattutto calciatori, omosessuali è davvero difficile se non impossibile. Tuttavia ci sono alcuni movimenti che combattono attivamente questa discriminazione. Tra questi c’è il calcio femminile che è forse lo sport che più si batte per le tematiche riguardanti l’omofobia.

Il "rovescio della medaglia" del calcio femminile

Il "rovescio della medaglia" del calcio femminile: la tolleranza per le giocatrici lesbiche

Ancora oggi l’omofobia è molto diffusa in tutto il mondo dello sport e non solo. Trovare degli sportivi, soprattutto calciatori, omosessuali è davvero difficile se non impossibile. Tuttavia ci sono alcuni movimenti che combattono attivamente questa discriminazione. Tra questi c’è il calcio femminile che è forse lo sport che più si batte per le tematiche riguardanti l’omofobia.


Il calcio contro l’omofobia

Nel calcio maschile ci sono pochissimi giocatori omosessuali dichiarati e quasi nessuno di loro gioca in Europa. Per il calcio femminile, invece, il discorso è totalmente differente. Nonostante l'omofobia sia diffusa nel calcio, alcuni siti nell'area incontri lesbo hanno un gran numero di utenti associati a questo sport. Il calcio femminile infatti è molto più attivo per combattere le discriminazioni di genere e quelle sull’orientamento sessuale. Le ragioni sono tante e diverse. Sicuramente il fatto di essere meno sotto i riflettori influisce molto, ma non è solo una questione di popolarità. D’altronde il calcio sia maschile che femminile da anni si battono contro il razzismo.

Il vero motivo per cui il calcio femminile è più tollerante, però, è che è molto politico. Le giocatrici lottano ogni giorno per essere riconosciute come professioniste, per la parità salariale e tantissimi pregiudizi. Il calcio maschile è quasi “solo uno sport”, quello femminile no, non può esserlo.


Atteggiamento dei fan nei confronti dei giocatori di calcio LGBT

Ci sono molte calciatrici donne dichiaratamente lesbiche e pochi calciatori dichiaratamente gay. Vuol forse dire che non esistono calciatori gay e che solo le donne lesbiche giocano a calcio? Assolutamente no. In entrambi i casi c’è una percentuale di persone etero e una di persone omosessuali. A fare la differenza sono i fan e i soldi che girano nell’ambiente.

Nel calcio maschile l’omosessualità è ancora un tremendo taboo da sfatare. Negli stadi si sentono ancora troppi cori razzisti contro calciatori neri nonostante la FIFA e la UEFA facciano da anni campagne contro il razzismo. Che cosa succederebbe a un giocatore omosessuale quindi? Non ci sono mai state campagne di sensibilizzazione, i giornalisti non ne parlano mai, come se fosse qualcosa di inesistente. Rischierebbero ripercussioni di immagine ma soprattutto fisiche, potrebbero essere assaliti da tifosi ed estremisti politici. Verrebbero travolti in un tornado mediatico che non potrebbero controllare.

Discorso totalmente diverso invece per il calcio femminile. Da anni le calciatrici devono lottare contro le discriminazioni per dimostrare che loro hanno gli stessi diritti dei colleghi uomini. Probabilmente le calciatrici hanno meno pressioni e quindi un po’ più di coraggio o semplicemente chi segue il calcio femminile non ha problemi nello scoprire di quale orientamento sessuale è quella o quell’altra giocatrice. Il calcio femminile ha molti meno tifosi di quello maschile e solitamente chi si approccia al calcio femminile ha già superato diversi preconcetti come quello che “il calcio è solo una cosa per uomini”. Le giocatrici inoltre non sono sotto i riflettori come i colleghi maschi e hanno più libertà nella loro vita privata.


Conclusioni

I pochi giocatori dell’NBA che hanno fatto coming out hanno quasi tutti aspettato di ritirarsi prima di farlo. Questo dimostra (anche se solo parzialmente) che la paura di ripercussioni che si abbattono ingiustamente su una carriera ci sono e possono essere devastanti.

Il calcio femminile è un movimento ancora giovane in Italia e più avviato in altri paesi come negli Stati Uniti e come tutti gli sport femminili mostra più tolleranza e rispetto verso gli atleti non etero. Quello del calcio femminile è un movimento più compatto di quello maschile e ha fatto dell’inclusione il suo grido di battaglia.

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