Oggi, venerdì 13 febbraio, lo sciopero delle firme dei giornalisti Rai a sostegno di Rai Sport, indetto dopo la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026, merita riflessioni responsabili anche da parte del movimento sportivo. Si tratta di una vicenda che richiede attenzione e rispetto per tutte le professionalità coinvolte.
Crediamo sia doveroso ribadire la centralità del servizio pubblico Rai quale principale industria culturale del nostro Paese, con responsabilità educative e di coesione nazionale, con particolare riferimento ai giovani. Lo sport rappresenta un patrimonio culturale e sociale del Paese. Lo diciamo da associazione di sport sociale e per tutti con oltre un milione di associati. I Giochi olimpici sono un alto momento di identità collettiva e di partecipazione nazionale.
La Rai ha la responsabilità di garantire qualità, competenza, indipendenza e pluralismo nell’informazione sportiva. La telecronaca non è solo narrazione tecnica, ma costruzione di memoria condivisa, è allora fondamentale che ogni scelta editoriale sia improntata alla massima attenzione nei confronti dello sport, valore costituzionale che significa inclusione e partecipazione.
Come UISP siamo convinti che il racconto sportivo, dai massimi appuntamenti mondiali alla quotidianità dello sport di base e sociale, debba sempre valorizzare i veri valori olimpici, da raccontare con rispetto, precisione, correttezza.
Esprimendo vicinanza alle giornaliste e giornalisti di Rai Sport e sostegno alle posizioni dell’USIGRai, auspichiamo un confronto costruttivo tra azienda e redazione, un confronto che tuteli la dignità professionale e la qualità dell’informazione. Perché i cittadini hanno diritto a un racconto all’altezza del ruolo sociale dello sport, come precisato nel Contratto di servizio. Il servizio pubblico Rai, un autentico e inestimabile patrimonio per il nostro Paese, quando parla di sport, parla al cuore del Paese.












