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Calcio | 17 giugno 2026, 12:28

Cosa farà la Nazionale italiana dopo il fallimento nelle qualificazioni ai Mondiali 2026

Silvio Baldini ha guidato la Nazionale nelle ultime due partite

Silvio Baldini ha guidato la Nazionale nelle ultime due partite

Introduzione

Per la terza volta consecutiva l'Italia si trova costretta a guardare un Mondiale da spettatrice. Una situazione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impossibile per una nazionale che ha conquistato quattro Coppe del Mondo e che nel 2021 era riuscita addirittura a vincere il Campionato Europeo.

La mancata qualificazione al Mondiale 2026 non rappresenta soltanto una delusione sportiva. Si tratta di un evento che obbliga la FIGC a rivedere strategie, strutture e programmi di sviluppo. Quando una nazionale manca tre edizioni consecutive della competizione più importante del calcio internazionale, il problema non può essere attribuito esclusivamente ai risultati di qualche partita.

Nel frattempo il calcio continua a generare interesse anche fuori dal terreno di gioco. Molti tifosi seguono statistiche, quote, analisi e confronti tra operatori del settore. Chi vuole consultare una panoramica delle principali piattaforme disponibili, con recensioni, valutazioni e informazioni sui bookmaker, può trovare materiale dedicato su Legalbet.by.

Ora però l'attenzione è rivolta al futuro. Quali saranno le prossime mosse della Federazione? Quali cambiamenti verranno introdotti? E soprattutto, come intende reagire il calcio italiano dopo uno dei periodi più difficili della sua storia recente?

La prima decisione: cambiare la guida tecnica

Dopo il fallimento delle qualificazioni la prima conseguenza è stata il cambio in panchina.

La Federazione ha ritenuto necessario interrompere il rapporto con Luciano Spalletti e aprire un nuovo ciclo tecnico.

L'arrivo di Gennaro Gattuso

La scelta è ricaduta su Gennaro Gattuso.

La FIGC ha individuato nell'ex centrocampista del Milan una figura capace di riportare compattezza e identità all'interno del gruppo. La sua immagine è associata a carattere, disciplina e spirito competitivo, elementi che secondo molti osservatori sono mancati alla Nazionale negli ultimi anni.

Gattuso eredita una situazione complessa. Oltre ai risultati negativi dovrà ricostruire la fiducia di una squadra che ha subito un duro colpo sul piano psicologico.

Un nuovo staff tecnico

L'arrivo del nuovo commissario tecnico potrebbe portare anche a modifiche nello staff.

In Federazione si discute della necessità di creare una struttura più integrata tra Nazionale maggiore, Under 21 e settori giovanili. L'obiettivo è uniformare metodologie di lavoro e principi tattici fin dalle categorie inferiori.

Una rivoluzione che va oltre l'allenatore

La maggior parte dei dirigenti italiani è consapevole di un aspetto fondamentale.

Cambiare il commissario tecnico non basta.

Il problema della Nazionale viene considerato strutturale e richiede interventi più profondi.

Analisi del sistema di sviluppo

Dopo il fallimento mondiale la FIGC ha intensificato le valutazioni sul funzionamento dei vivai.

Da anni si discute della difficoltà nel produrre un numero sufficiente di giocatori di alto livello in alcuni ruoli chiave, in particolare attaccanti e centrocampisti offensivi.

Molti dirigenti ritengono necessario investire maggiormente nella formazione tecnica dei giovani e nella preparazione degli allenatori.

Collaborazione più stretta con i club

Un altro tema riguarda il rapporto tra Federazione e società professionistiche.

La Nazionale dipende inevitabilmente dal lavoro svolto nei club. Per questo motivo si stanno valutando nuove forme di collaborazione che consentano un monitoraggio più efficace dei giovani talenti.

L'obiettivo è evitare che giocatori promettenti si perdano nel passaggio tra calcio giovanile e professionistico.

Più spazio ai giovani italiani

Uno degli argomenti più discussi negli ultimi anni riguarda il limitato utilizzo di giovani italiani in Serie A.

Molti club preferiscono acquistare giocatori già pronti dall'estero piuttosto che sviluppare internamente nuovi talenti.

Il dibattito sul minutaggio

All'interno del calcio italiano cresce il numero di dirigenti che chiedono incentivi per le società che schierano giovani italiani.

Non si parla di limitazioni rigide sugli stranieri, ma di strumenti economici che possano premiare i club maggiormente impegnati nello sviluppo dei talenti nazionali.

La questione è particolarmente importante perché molte nazionali concorrenti hanno ampliato il proprio bacino di selezione proprio grazie a investimenti continui sui giovani.

Costruire la squadra del 2030

Le prossime decisioni non riguardano soltanto l'Europeo successivo.

In Federazione si ragiona già su un progetto che guardi al Mondiale 2030 e agli anni successivi.

Questo significa individuare oggi i giocatori che potrebbero rappresentare il futuro della Nazionale e inserirli gradualmente nel gruppo maggiore.

Il ricambio generazionale accelererà

Dopo il mancato accesso al Mondiale, alcuni cambiamenti nella rosa appaiono inevitabili.

Diversi calciatori che hanno rappresentato il nucleo storico della squadra si avvicinano alla fase finale della carriera internazionale.

Nuove gerarchie

Gattuso dovrà decidere quali giocatori costruire attorno al nuovo progetto.

Negli ultimi anni alcuni elementi hanno garantito continuità, ma la Federazione sembra orientata a favorire una transizione più rapida verso una squadra mediamente più giovane.

Questo processo comporta inevitabilmente dei rischi, ma rinviarlo ulteriormente potrebbe creare problemi ancora maggiori.

Maggiore concorrenza interna

Un'altra conseguenza potrebbe essere l'apertura a un numero più elevato di convocazioni sperimentali.

Nei prossimi mesi la Nazionale potrebbe osservare più da vicino profili che finora hanno avuto poco spazio, con l'obiettivo di ampliare il numero di alternative disponibili.

Le riforme organizzative discusse dalla FIGC

Oltre agli aspetti tecnici esistono questioni organizzative che da tempo alimentano il dibattito.

Molti osservatori ritengono che il calcio italiano debba modernizzare alcune strutture per tornare competitivo nel lungo periodo.

Investimenti nelle infrastrutture

Il tema degli impianti sportivi continua a essere centrale.

Rispetto ad altre nazioni europee, l'Italia presenta ancora ritardi nello sviluppo di centri tecnici e strutture dedicate alla formazione dei giovani.

Per questo motivo una parte significativa delle discussioni riguarda nuovi investimenti infrastrutturali.

Formazione degli allenatori

Un'altra area considerata strategica è quella della preparazione tecnica.

La FIGC intende continuare a investire nei programmi di aggiornamento per gli allenatori delle categorie giovanili, ritenendo che la qualità della formazione debba partire dalle fasce più basse del sistema.

Gli obiettivi sportivi immediati

Non partecipare al Mondiale non significa interrompere l'attività internazionale.

La Nazionale continuerà a disputare competizioni ufficiali e amichevoli di alto livello.

Preparare il prossimo Europeo

Il primo obiettivo concreto sarà costruire una squadra competitiva per le qualificazioni europee.

Dopo il fallimento mondiale, un altro risultato negativo diventerebbe molto difficile da sostenere sia sul piano sportivo sia su quello politico.

Recuperare credibilità

Negli ultimi anni l'Italia ha alternato momenti eccellenti a crolli improvvisi.

La nuova gestione dovrà dimostrare maggiore continuità.

Non sarà sufficiente vincere qualche partita. Servirà mostrare una crescita riconoscibile sotto il profilo tecnico, tattico e mentale.

Il vero test inizierà dopo le dichiarazioni

Dopo ogni fallimento calcistico emergono promesse, progetti e programmi di rilancio. L'Italia non fa eccezione. La differenza sarà determinata dalla capacità di trasformare queste intenzioni in decisioni concrete.

L'arrivo di Gattuso rappresenta soltanto il primo passo. La Federazione sta discutendo una serie di interventi che riguardano il settore giovanile, la collaborazione con i club, la valorizzazione dei talenti italiani e la modernizzazione delle strutture. Nessuna di queste misure produrrà effetti immediati, ma ignorare il problema significherebbe rischiare un'altra esclusione in futuro.

La storia della Nazionale italiana dimostra che il talento non manca. Quello che è mancato negli ultimi anni è stata la continuità. Il compito della nuova dirigenza sarà costruire un sistema che non dipenda da una generazione particolarmente forte o da un singolo allenatore vincente, ma che permetta all'Italia di tornare stabilmente tra le grandi del calcio mondiale.

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