Il supercampione del mondo di Arti marziali Bruno Danovaro sale a quota 122 matches da imbattuto. Incredibile ennesima impresa da parte del sempreverde ed instancabile campione genovese. La lotta Senegalese era l'unica specialità mancante nel ricco palmarès di vittorie del campione, e Bruno non solo rimane imbattuto vincendo per soffocamento provocando la resa dell'avversario, dopo un incontro estenuante sotto un sole cocente, ma vince con un avversario di oltre 20 kg più pesante, e, soprattutto con 24 anni in meno rispetto al fuoriclasse genovese.
Gia'in passato Danovaro si era misurato con atleti più pesanti e più giovani rimanendo imbattuto, tanto che il suo amico M. Pedemonte dichiarò dopo una delle tante vittorie del campione che Bruno non è finalizzabile! Gli fece eco l'arbitro di sport da combattimento Andrea Coppa che arbitrò più volte i matches di Danovaro che disse: "E' impenetrabile nella sua difesa, snervante nel combattimento, è sempre lucido e calcolatore, inoltre ha una velocità abbinata ad potenza fisica disumana.
Il campione, "beccato" durante una corsetta sulla promenade di Cannes, poco distante dal Grand Hotel Barriere Majestic, dove da sempre alloggia durante i suoi impegni sportivi, ha ricordato proprio la Costa Azzurra teatro delle sue molteplici vittorie, come quest'ultima appena ottenuta contro questo lottatore Senegalese soprannominato Il Gigante di Dakar, ma anche tutti i matches vinti nello stile di Karate Kyokushinkay All Around, stile durissimo a mani nude a contatto pieno, di cui il campione genovese detiene come unico al mondo due primati: è l'atleta più giovane al mondo ad avere il grado di nono dan in questa specialità marziale, ed è sempre l'unico al mondo ad avere superato la prova tipica di questa arte marziale, affrontare 100 avversari di fila, con l'unico obiettivo di arrivare alla fine, pur subendo qualche ko, unico atleta al mondo ad avere superato questa prova disumana a 45 anni di età.
Danovaro è fatto così, nonostante sia ormai considerato un fenomeno unico, e, come spesso viene sottolineato dai media, fonte di ricerca medica da oltre trent'anni proprio a causa della sua poliedricità e longevità sportiva e non, ma anche per aver superato infortuni di ogni genere, un bicipite strappato, il sinistro durante un Rodeo ufficiale montando un toro, varie commozioni cerebrali, un ginocchio destro distrutto, legamenti rotti, e un menisco frantumato, lui avanza, come anni fa, quando si ruppe la spalla e continuò a combattere senza battere ciglio. Poi il distacco della retina, poi l'attacco di un cane di razza Presa Canario durante il volontariato al canile: Danovaro riesce a bloccare il cane, ma è in condizioni molto gravi, braccia devastate dai morsi, cucito in ospedale. Il primario del Pronto Soccorso afferma: "Se fosse successo ad un altro uomo, sarebbe morto".
Danovaro di casa al Pronto Soccorso per vari incidenti, viene descritto come un Terminator, torna ogni volta più forte di prima! Fedele ai suoi riti, prima dei matches pausa a Genova, mandilli al pesto, branzino alla ligure e Pigato, e, dopo il match, solita pausa a Bordighera per pranzare sul mare in un noto stabilimento balneare che da anni vede tornare il campione dopo i matches. Poi ovviamente un bagno con nuotata a Paraggi, una delle località di cui il campione è innamorato da sempre, insieme a Portofino e Camogli.
Spesso lo si incontra dopo le sue lunghe corse, seduto sulle barche dei pescatori, intento a chiacchierare mentre dalle sue manone i gabbiani prendono i resti dei pesci che scartano i pescatori. Un uomo che vive una vita reale, vera, ancorato ai valori sani della vita; da lui non c'è spazio per scorciatoie fatte di sostanze dopanti, di aiutini esterni, perché è proprio lui il nemico da sempre del Doping, della chimica e delle scorciatoie, per lui esiste solo il duro lavoro.
Sorride quando la gente si stupisce che ad oggi gli atleti professionisti si allenano per 8/9 ore al giorno: "Si stupivano anche con me, quando vedevano che ogni giorno come ancora faccio oggi, mi alleno tre volte al giorno, perché questa è l'unica strada per arrivare in alto se sei un professionista".
Arrivato a Milano in serata ovviamente non è andato a riposarsi, ma direttamente alla comunità Senegalese di Milano per promuovere la specialità in questione, poi finalmente i festeggiamenti dovuti e meritati per questo gigante dello sport professionistico planetario che non conosce barriere.
Ha detto: "A 13 anni ero un campioncino di judo, in giro per Italia ed Europa, per competizioni e stage, in mezzo a ragazzini provenienti da ogni parte del pianeta, con i loro usi e costumi; lo sport mi ha insegnato a valutare le persone per il comportamento educato e rispettoso, e per il loro coraggio, tutto il resto non mi interessa, lo lascio volentieri ai social ed alla TV dei reality. Ennesima bordata del campione che non ha problemi a dire quello che pensa. Come dargli torto, vista la sua carriera straordinaria e infinita, che ha saputo coniugare sport, primati, successi, record mondiali infranti, business, relazioni nazionali ed internazionali importanti, comunicazione, sponsor, marketing e filantropia. Possiamo solo dirgli continua così. Genova la Superba è contenta, continua a correre ragazzo, corri e non fermarti mai!












