COMUNICATO STAMPA
Dopo settimane di doveroso silenzio, riteniamo sia il momento di effettuare qualche precisazione anche e soprattutto in merito a notizie, voci e dicerie che sono circolate sul nostro conto nell'ultimo periodo e delle quali siamo venuti a conoscenza sia in maniera indiretta sia, in alcuni casi, anche in maniera diretta.
Retrocedere non piace a nessuno, e saremmo mendaci se comunicassimo di aver accettato di buon grado la retrocessione. Non è il messaggio che vogliamo dare. Tuttavia crediamo che il verdetto del campo nel calcio sia l'unica cosa che conta (o almeno che dovrebbe contare) e va accettato. Retrocedere, e quindi in senso più lato perdere, fa parte del gioco almeno tanto quanto essere promossi o vincere.
L'importante è accettare, riconoscere i propri errori, e ripartire. Senza fare drammi - i problemi nella vita sono altri -, senza perdere la voglia di fare calcio, di stare insieme e di continuare a tenere vivo un nome che è quello di una società storica e di riferimento di un territorio importante, sia o non sia essa quella "vera", quella vecchia o quella nuova, quella giovane o quella storica.
Proprio per questo motivo abbiamo scelto il profilo basso, dopo un paio di stagioni in cui le premesse erano diverse e non sono state rispettate da persone che, a fronte di grandi proclami e promesse, non hanno rispettato gli impegni presi, destabilizzando l'ambiente e costringendo la società a farsi carico delle parole e delle mani strette da altri.
Grazie al nucleo storico l'Audace non è riuscita a mantenere la categoria, ma riesce a continuare ad esistere e a ripartire più forte che mai.
A distanza di due mesi dalla fine del campionato e nell'ultimo giorno della stagione 2025/26, possiamo dire di aver visto nella retrocessione una grande opportunità.
Opportunità per azzerare, opportunità per ripartire, opportunità per fare pulizia, usiamo volutamente questo termine. Pulizia dai soliti sedicenti personaggi che sanno tutto di calcio, ma sono anni che non ottengono niente. Pulizia da un gruppo che ormai aveva fatto il suo tempo, al quale di sicuro vanno i ringraziamenti per quanto fatto... quando le cose andavano bene.
Un'opportunità anche per consolidare il grande legame di un gruppo dirigenziale e tecnico che ha a cuore solo tre cose: il nome della squadra, fare calcio e lo stare insieme, e senza il quale oggi l'Audace non esisterebbe più.
E allora i ringraziamenti a Davide e Luca Giacobbe, ad Augusto Pintus, a Giuseppe Cileone e Antonio Bonasera, al direttore Enzo Zoli e allo staff tecnico capeggiato da mister Nico Messina e rappresentato da Andrea Storace, Ugo Foscolo, Tonino Nurra e con la consulenza di Giuseppe Ruiu, diventano il più grande in bocca al lupo per la stagione che comincia tra 24 ore.
Abbiamo scelto la via del silenzio e il profilo basso, questo ha permesso alla società di ricostruire una squadra ad oggi completa al 90%, per cercare di riportare l'Audace dove merita nel più breve tempo possibile. Da domani leggerete di noi solo per questioni di campo, ma oggi queste precisazioni erano doverose.
A tal proposito diffidiamo chiunque continui a diffondere false notizie sulla situazione economica, organizzativa e progettuale dell'Audace Campomorone.
Il presidente Simone Maggi












