Nell'estate di mondiali americani, c'è un mondo parallelo, quello del calcio dilettantistico, diviso a metà fra chi si prende una pausa e chi senza pallone non può stare e sta incollato alla tv anche di notte. Diviso a metà fra chi ha già trovato sistemazione (che sia in campo o in panchina) e chi invece aspetta una chiamata o ha deciso di prendersi una pausa.
Fra i mister al momento "disoccupati" c'è Max Bruzzone, ex tecnico del Masone, oggi "alla finestra ma non troppo" come ammette lui stesso. Iniziamo con lui la serie di chiacchierate estive sotto l'ombrellone o all'ombra di una pineta.
"Sono stati due anni bellissimi a Masone, da ricordare, in cui i risultati ottenuti sono stati frutto di un lavoro importante da parte di tutte le componenti, certamente ho ancora tantissimo rammarico per come è finita, si era creato un gruppo solido di giocatori, una buona base su cui si poteva lavorare, ma sono cambiate le situazioni ed è finita cosi. Sono stati due anni importanti, frutto di tanti sacrifici, con due allenamenti alla settimana su campo a 7 e uno sul campo a 11, ma nonostante le difficoltà abbiamo prima vinto i playoff, e poi ci siamo salvati senza fare i playout con una giornata d'anticipo. Grazie alla coesione di tutti abbiamo superato le difficoltà, lascio il Masone in Promozione, avendo valorizzato alcuni ragazzi, ora la società ha fatto altre scelte e va accettato".
Il futuro calcistico di Max Bruzzone è ... un'incognita...
"Oggi sono alla finestra, ma con questo caldo meglio starci il meno possibile, al momento non ho ricevuto nessuna chiamata, se qualcuno avrà piacere e si farà sentire sarò sempre disponibile a una chiacchierata. Certo oggi è sempre più difficile allenare, oggi ci vogliono tante componenti per farlo a prescindere dalle proprie competenze, credo che la meritocrazia sia scesa di un gradino rispetto ad altre doti".
Cffs, Agv, Ronchese, Sampierdarenese, Busalla, Vallescrivia, Genova Calcio, Cairese, Masone, una lunga carriera per Bruzzone che sceglie qualche momento top:
"Un anno molto piacevole è stato quello di Cairo, ma anche questi due ultimi a Masone mi sono divertito tanto a prescindere da come è finita, è stato tutto molto bello sia dal punto di vista dei risultati che delle emozioni. Se devo andare indietro nel tempo, ricordo la mia prima panchina nel 1994/1995 al Cffs di Sampierdarena in Terza Categoria, la stagione successiva 95/96 vincemmo il campionato salendo in Seconda... Sono 32 anni di carriera con i grandi, anche se ho iniziato ad allenare nel 1988 con i bambini del Cffs".
Differenze fra il calcio di 30 anni fa e quello di oggi?
"Beh, intanto i campi non sono più in terra battuta, e non è una piccola differenza, poi è cambiato il modo di allenarsi, sono cambiate le persone, e con esse il modo di rapportarsi fra le persone. Noi adulti oggi dobbiamo essere più bravi ad andare incontro alle esigenze e alla mentalità dei ragazzi. In generale, mi sento di dire che la qualità di giocatori, allenatori, dirigenti non è migliorata... Le priorità oggi sono altre, i social oggi distraggono parecchio. Inoltre, una volta quando si leggeva di allenatori o giocatori che salivano di categoria facendo uno step dopo l'altro era per meriti acquisiti sul campo, oggi avviene per altri motivi".
Come sta vivendo Max Bruzzone l'estate dei Mondiali? Hai tratto qualche spunto?
"I Mondiali li seguo con piacere, mi piace vedere le squadre che hanno più qualità tecniche, Francia in primis, Argentina... Ma anche belle realtà come il Marocco, che secondo me può arrivare in fondo... Io credo che prendendo spunto da queste Nazionali e dai loro tecnici ci siano cose che si possano riproporre anche in una squadra di calcio dilettantistico, chiaramente tutto rapportato alle realtà in cui viviamo noi, così come i professionisti possono prendere spunto da alcune dinamiche del calcio dilettantistico. Mi piace molto l'atteggiamento del Giappone di Hajime Moriyasu, apprezzo molto lo stile di Carlo Ancelotti che non ha esultato per rispetto dell'avversario, una bella lezione per tutti".
Se con la bacchetta magica potessi allenare ai Mondiali che squadra sceglieresti?
"Mi piacerebbe allenare il Marocco, ma forse Hakimi e compagni non sarebbero contenti di essere allenato da Bruzzone...".












