Con l’inizio della preparazione estiva riparte anche l’attività dell’Associazione Italiana Calciatori nelle società liguri. Edoardo Grosso, fiduciario AIC e uno dei referenti regionali del sindacato, spiega quali strumenti vengono messi a disposizione degli atleti, dalle tutele contrattuali e previdenziali all’assistenza in caso di infortuni, fino al Fondo Dilettanti e alla formazione per il futuro dopo il calcio giocato.
Dalla carriera da calciatore all’impegno sindacale e legale al fianco degli atleti: come è nato e come si è sviluppato il suo percorso all’interno dell’Associazione Italiana Calciatori?
Il mio percorso all’interno dell’Associazione Italiana Calciatori è iniziato già negli ultimi anni della carriera, quando avevo cominciato a collaborare attivamente con l’AIC. Per me l’Associazione è sempre stata una sorta di casa: ne sentivo parlare fin dalla sua nascita attraverso mio padre e poter oggi farne parte rappresenta un grande motivo di orgoglio.
Dal 2021 sono entrato nel team legale come fiduciario AIC. È un percorso che mi sta facendo crescere tantissimo, perché ho la fortuna di confrontarmi ogni giorno con colleghi avvocati preparatissimi, dai quali sto imparando davvero molto.
Successivamente ho iniziato anche l’attività di collaboratore AIC. Insieme a Delucis, Sabato e Rubinacci, all’inizio della stagione e poi durante l’anno visitiamo le squadre liguri, incontriamo i calciatori e offriamo loro supporto, indipendentemente dalla categoria in cui giocano.
Con l’inizio della preparazione estiva riparte anche l’attività dell’AIC sul territorio. Quali sono i principali temi che affrontate durante gli incontri con i calciatori e quali servizi mettete a loro disposizione?
Con l’inizio dei ritiri estivi riparte anche il nostro lavoro sul territorio. Durante gli incontri abbiamo a disposizione pochi minuti, ma cerchiamo comunque di affrontare gli aspetti più importanti per la vita professionale dei calciatori.
Spieghiamo come deve essere redatto correttamente un contratto, la differenza tra lordo e netto e l’importanza di indicare in modo corretto premi e rimborsi spese documentati, che sono tra le questioni che più spesso generano problemi davanti agli organi competenti. Affrontiamo inoltre i doveri che nascono dal contratto, il tema delle scommesse in Serie D e altri approfondimenti.
Parliamo anche del modulo “Altre Scritture”, uno strumento ancora poco utilizzato ma estremamente utile, che consente di modificare alcune clausole del contratto senza doverne sottoscrivere uno nuovo.
Informiamo poi i calciatori sulla DIS-COLL, che rappresenta l’equivalente della NASpI per i lavoratori sportivi e che può essere richiesta dal 1° luglio quando si rimane senza contratto. Ricordiamo inoltre quanto sia importante verificare la regolarità dei contributi previdenziali, che andranno poi a confluire nella pensione ordinaria.
L’attività dell’AIC, però, va ben oltre gli aspetti contrattuali e previdenziali. Assistiamo i calciatori anche nella gestione degli infortuni attraverso la procedura ECLAIM, mettiamo a disposizione convenzioni con le università e organizziamo corsi di formazione per consentire ai ragazzi di costruirsi un futuro nel calcio anche dopo aver smesso di giocare, ad esempio come direttori sportivi, agenti sportivi o in altri ruoli del settore.
Negli ultimi mesi, anche in Liguria, si è parlato spesso del Fondo Dilettanti. Come funziona, chi può accedervi e quali condizioni devono essere rispettate per ottenere il sostegno?
Il Fondo Dilettanti è uno strumento molto importante e una grande conquista. Nato durante il periodo emergenziale legato al COVID, è poi diventato uno strumento istituzionale e di sistema, che permette ai calciatori di recuperare una parte delle somme spettanti quando una società cessa l’attività senza aver pagato tutti gli stipendi.
Su questo punto mi preme sempre fare una precisazione: per poter accedere al Fondo è indispensabile essere iscritti all’AIC in maniera continuativa, sia nel momento in cui matura il credito sia al momento della presentazione della domanda.
Lo sottolineo perché proprio in Liguria abbiamo visto alcuni calciatori perdere questa opportunità semplicemente perché non erano iscritti all’Associazione.
Un esempio pratico: la Voltrese ha cessato la propria attività e i Calciatori non iscritti all’AIC non hanno potuto far richiesta al fondo
A tre anni dall’entrata in vigore della riforma dello sport, quale bilancio si può tracciare? Le nuove regole hanno realmente aumentato le tutele e la trasparenza nel calcio dilettantistico?
A tre anni dalla sua entrata in vigore, leggo ancora molte critiche alla riforma dello sport e sento attribuirle responsabilità che, a mio avviso, non le appartengono. Sicuramente ci sono aspetti migliorabili, ma credo che il vero tema sia imparare a utilizzare bene gli strumenti che la riforma mette a disposizione.
Faccio un esempio concreto. Una società si è lamentata con me perché un calciatore, dopo aver dato la propria disponibilità a restare, ha poi firmato per un’altra squadra. Questo, però, sarebbe potuto accadere anche prima della riforma.
Oggi, anzi, esiste uno strumento che avrebbe potuto evitare una situazione del genere: il modulo “Altre Scritture”, che consente di mantenere fermo il contratto modificandone soltanto alcune clausole, come la durata, l’inserimento di una clausola rescissoria o altre condizioni concordate tra le parti. È uno strumento che può essere sottoscritto e depositato in qualsiasi momento della stagione, ma purtroppo è ancora poco conosciuto e poco utilizzato. Ho sentito parlare anche di accordi tra presidenti per limitare i salari. Personalmente faccio fatica a collegare questo tema ai contratti di lavoro sportivo. Prima della riforma, nella maggior parte dei casi, le cifre erano sostanzialmente le stesse, ma mancavano le tutele: troppo spesso gli accordi non venivano rispettati e il calciatore non aveva strumenti efficaci per far valere i propri diritti.
Oggi, invece, il contratto offre garanzie maggiori per entrambe le parti. Per questo motivo sono convinto che la maggiore professionalità richiesta dalla riforma rappresenti una tutela, soprattutto per quelle società che lavorano con serietà, rispettano gli impegni e credono in un calcio più trasparente e corretto.
Come possono i calciatori liguri contattare l’AIC e richiedere un incontro con la propria squadra?
Possono contattarmi direttamente sulla mia e-mail dipartimento.dilettanti@assocalciatori.it o tramite i canali social miei o dell’associazione.
Anche se credo che il mio numero sia facilmente reperibile.












