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Mimmo Ruocco: "Ho guadagnato tanti soldi col calcio ma me li sono meritati a suon di gol e botte prese, nessuno mi ha regalato niente"

Alla soglia dei 41 anni il bomber oggi è al Pieve ma rimpiange un calcio che non c'è più: "Che scintille con Proto, che forti Alberti e Bracco. Ricordo uno spareggio per la D fra Pontedecimo e Grassorutese con 600 persone al Caderissi e arbitro Massa di Imperia. Quel calcio non esiste più..."

Mimmo Ruocco: "Ho guadagnato tanti soldi col calcio ma me li sono meritati a suon di gol e botte prese, nessuno mi ha regalato niente"

Classe 77, compirà 41 anni a novembre, Mimmo Ruocco è uno di quei personaggio del calcio ligure che non ha certo bisogno di presentazioni. Ha segnato valanghe di gol nelle 22 squadre dove ha militato (di seguito l'elenco), ma secondo l'amico Marco Bracco “ha i piedi di legno”.

LE SQUADRE DI MIMMO RUOCCO

Sampdoria, Genoa, Albaro, Sammargheritese, Sestrese, Pontedecimo, Sestri Levante, Corniglianese, San Cipriano, Sampierdarenese, Entella, Varazze, Vallesturla, Arenzano, Villalvernia (dove ha vinto il campionato di Promozione Piemonte, capocannoniere), Suardese (capocannoniere nella Promozione Lombardia, portato da Fabio Visca), Albissola, Culmvpolis, Serra Riccò, Bolzanetese, Pieve Ligure, Sori.

LO SAPEVATE CHE ERA UN PORTIERE?

“Da bambino giocavo in porta nella Sampdoria, mio padre conosceva Battara e ho cominciato ad allenarmi con lui, poi mi annoiavo perchè nessuno mai tirava in porta e sono andato all'Albaro in attacco (con mister Laganà), poi mi ha preso il Genoa dove ho fatto gli Allievi, quindi sono tornato all'Albaro, dove ho esordito in Promozione con mister Villa e compagni del calibro di Capannini, Papi, Romaniello, Conti. Quindi la Sammargheritese, dove sono stato 8 anni, l'esperienza più lunga della mia carriera. Da li in poi una ventina di squadre dove qualche gol l'ho fatto...”

I COMPAGNI MIGLIORI

“Ho giocato con tanti campioni, fare qualche nome è dura ma dico Bracco, Visca, Congia, Aloe, Alberti, Rei. Il più forte di tutti era Luca Alberti, poi Simone Aloe e Marco Bracco”.

IL COMPAGNO DI REPARTO PREFERITO

“Marco Bracco, un “Pierino” ingestibile, con lui abbiamo fatto grandi cose a Cornigliano e Sestri Levante, ma anche con Mirko Bolesan non è andata male”.

IL RUOLO DI MIMMO, IERI OGGI E DOMANI

“Una volta vivevo esclusivamente per il gol, oggi sono un giocatore che gioca per gli altri, un attaccante che fa reparto, fa sponde, arrivato a una certa età non cerco più il gol come un'ossessione”.

IL PRESENTE E IL FUTURO

“Faccio 41 anni a novembre, ma giocare mi piace ancora tanto, è una passione, metto serietà negli allenamenti (cosa che magari da giovane facevo meno), mi piace stare col gruppo. Ho anche il patentino uefa B e mi piacerebbe allenare, iniziare nel calcio dilettanti e poi chissà...”

I MISTER MIGLIORI

“Costanzo Celestini mi ha insegnato tanto, poi dico Fabio Fossati e Zizzi Stagnaro...”

IL GOL PIU' BELLO

“Tutti quelli in rovesciata, ne ricordo uno a Marassi in finale di Coppa del Sindaco, dove ho rubato una televisione a Bracco...”

I PORTIERI PIU' DURI DA BATTERE

“Imbesi, Giovinazzo, Piovesan, Di Latte e Cancellara, ma di gol sono riusciti a farne a tanti, quasi a tutti”.

I DIFENSORI PIU' DURI

Camussi lo pativo parecchio, e poi Fabio Bottaro, ma con Proto con cui ho poi giocato insieme, erano scintille”

MIMMO RUOCCO OGGI AL PIEVE

“Io e Pugliese, arrivati a dicembre, non abbiamo la bacchetta magica ma abbiamo portato un po' più di convinzione, io faccio reparto, ma la squadra è buona... Solo che la palla scottava, eravamo ultimi a 4 punti... Poi ho fatto 10 partite e 8 gol, mi trovo bene coi miei compagni d'attacco Ferrara e Sanna. Il gruppo c'è, ora sogniamo di entare nei playoff...”

IL RIMPIANTO

“Quando con Bolesan siamo andati in Inghilterra a Cardiff, avrei avuto la possibilità di giocare nella Serie C inglese, era un bel campionato e io a quel tempo ero in serie D con la Sestrese. Ma non se n'è fatto nulla. Però alla fine sono felice della carriera che ho fatto”.

IL CALCIO DI IERI E I SOLDI GUADAGNATI

“Lo ammetto, ho guadagnato un bel po' di soldi, ma non me li regalavano, me li sono meritati a suon di gol, fra impegni e calci presi. Ora il mondo del calcio è cambiato completamente, ci sono meno soldi e meno passione, meno seguito. Ricordo lo spareggio Pontedecimo-Grassorutese per salire in D, arbitro Massa di Imperia, 600 persone al Caderissi ancora in terra. Ora il livello si è abbassato parecchio, c'è meno entusiasmo. Ricordo la Sestrese di Amirante, Ramenghi, Grazzini, quello era un altro calcio...”

PDP

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