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Pubblicazioni | 09 settembre 2020, 12:54

IL DIARIO DELLE CANCHAS ARGENTINE La fatica letteraria di Cristiano Cinacchio

L'ex dirigente di Sporting Casella e Avosso racconta leggende e personaggi degli stadi argentini

IL DIARIO DELLE CANCHAS ARGENTINE La fatica letteraria di Cristiano Cinacchio

E’ appena uscito “Il diario delle canchas argentine – Racconti, leggende e personaggi dagli stadi argentini”, edito da Urbone Publishing, scritto da Cristiano Cinacchio, ex dirigente di Sporting Casella e Avosso, e figura molto conosciuta all’interno del panorama del calcio dilettantistico genovese. Settimana Sport lo ha intervistato per saperne di più.

Allora Cristiano, raccontaci come è nato il progetto del Diario delle Canchas.

Ciao ed innanzitutto grazie dello spazio che mi concedete. Guarda il Diario nasce un po’ per caso e un po’ come sogno del pubblicare qualcosa a mio nome. Molti sanno che ormai da tanti anni mi dedico al cosiddetto “Groundhopping”, ossia quella tipologia di turismo che prevede di girare il mondo visitando più stadi possibile, e raccogliendo le mie esperienze in un blog, diocinna.wordpress.com. Vedendo che i miei racconti venivano sempre più apprezzati, letti e condivisi ho pensato “Perché non farne un libro?”. Così ho rivisto i racconti, li ho adattati a libro e … ecco qua la mia prima opera.

Una grande soddisfazione immagino per te. Quali sono i contenuti del tuo libro?

Ogni squadra del mondo, porta con sé tante storie, spesso ammantate di leggenda, che sono proprie dell’immaginario collettivo di ogni tifoseria. Gli stadi sono il tempio in cui queste storie vengono raccontate e tramandate, sotto forma di icone, immagini, statue, onorificenze. Visitare uno stadio significa immergersi in questa atmosfera e venire a conoscenza di tutta una serie di aneddoti, che vanno anche al di là del calcio in sé, e possono riguardare la cronaca locale di quartiere o di città fino alla storia della nazione intera, e che spesso non sono conosciute al grande pubblico. Queste storie mi hanno sempre affascinato ed il mio è un tentativo di metterne a conoscenza anche i miei lettori.

In Argentina ho visitato 17 stadi, tra Buenos Aires, la Provincia, La Plata e Rosario, e a ciascuno di essi è dedicato un capitolo del libro. In ciascun capitolo sono presenti poi paragrafi dedicati alla storia del club e dello stadio, più 2 o 3 paragrafi dedicati a leggende del club (da Maradona a Kempes, passando per Carlos Bianchi, “El Loco” Houseman, “El Trinche” Karlovich e tantissimi altri), racconti locali (La Boca, il Caballito) fino alla cronaca nazionale (il conflitto Malvinas-Falkland).

Perché proprio l’Argentina?

Nonostante sia dall’altra parte del mondo, l’Argentina, e Buenos Aires in particolare, sono meta di tanti appassionati di groundhopping, in quanto sede di tantissime squadre. Un po’ come Londra in Europa. Ma non solo, l’Argentina è un paese particolare, vive di calcio, tutti respirano calcio, dal bambino alla vecchina, e, soprattutto nei piccoli club di barrio, esiste un amore viscerale per la propria squadra che sfocia nell’orgoglio di essere hinchas e depositari di queste tradizioni. Poi sono un popolo gentilissimo e ospitale. Laggiù ci si sente a casa.

Raccontaci un aneddoto dell’ospitalità argentina.

Beh guarda, ad esempio a Banfield, siamo riusciti ad entrare nel rettangolo di gioco insieme ad altri turisti, e dopo le foto di rito nel campo, insieme a mio papà (Mauro Cinacchio, mister della Casellese) abbiamo provato a farla “all’italiana”, ed entrare di nascosto negli spogliatoi. Una volta scoperti, in Italia saremmo stati allontanati con ignominia. Lì invece ci è stato chiesto “Quiere visitar la cancha?” e da lì è partito un tour improvvisato durato quasi due ore in cui un entusiasta addetto del club ci ha aperto qualsiasi porta. Stessa cosa a Lanùs, dove alla richiesta di poter accedere allo stadio hanno risposto con un tour completo, compresa la cittadella e la residenza dei ragazzi del settore giovanile, i biglietti gratuiti in tribuna per la partita di Coppa contro il Velez e ci è stato addirittura presentato il Vice-Presidente del club, Hernan Arborea.

Fantastico! E questo tuo libro sarà un unicum o avrà altri fratelli?

Guarda, col mio editore siamo d’accordo per pubblicare un libro di stampo simile sull’Inghilterra. Addirittura ne era prevista la pubblicazione prima di questo, ma il blocco della Premier causa Covid della scorsa primavera ha reso necessaria una revisione. Poi vedremo come saranno stati i risultati. Ho pronti gli stessi contenuti sugli stadi spagnoli, ed ho iniziato a scrivere qualcosa anche sulla Romania, in particolare su Bucarest, un paese straordinario, dove calcio e politica si sono intrecciati dagli anni ’40 ad oggi creando un unicum a livello mondiale. E credo proprio che questo vada raccontato…

Dove si può acquistare il tuo libro?

Nelle migliori librerie oppure più velocemente a questo link: http://www.urbone.eu/obchod/il-diario-delle-cancha-argentine

Toglici un’ultima curiosità: come molte persone a Genova simpatizzi Boca o sei originale anche in questa scelta?

Yo soy granate, el granate es mi locura! Vamos Lanùs!!!!

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