/ Seconda categoria
Lavoro in Italia

Cerca sul sito

Vai all'archivio ›

Cerca nel web

Seconda categoria | 03 aprile 2021, 14:33

VOTA I MAGNIFICI 7 - Le nomination di PAOLO ZANARDI

L'ex mister di Segesta, Sori e Genovese ci invia i suoi 7 preferiti di sempre (allenatore, dirigente, arbitro, portiere, difensore, centrocampista e attaccante) che concorreranno per la classifica finale.

VOTA I MAGNIFICI 7 - Le nomination di PAOLO ZANARDI

Parte la nuova iniziativa di Settimana Sport, VOTA I MAGNIFICI 7.

Leggi qui il regolamento

Chi non vuole rendere note le proprie preferenze, rimarrà anonimo. Chi invece avrà piacere di farle pubblicare, le troverà inserite nel nostro sito.

ECCO LE PREFERENZE DI PAOLO ZANARDI

Approfitto del sondaggio per scattare una "fotografia" di un epoca per me epica perché vissuta in campo da giocatore, per raccontare attraverso aneddoti personaggi sconosciuti del Calcio "vero" quello Dilettantistico, quello proprio alla base della piramide, quello di Prima Seconda e Terza Categoria avendo giocato per vent'anni in un unica squadra, l'Arecco, che faceva da Yo-yo tra queste tre categorie. Non ho nulla da raccontare di me per "treni passati" e mai presi o di "infortuni gravi" che mi avrebbero precluso categorie superiori o di "provini professionistici" sfortunatamente andati male o di "giocatori famosi" sfiorati in qualche torneo estivo ... solo Calcio "vero" fatto di tanti desaparecidos che in silenzio hanno giocato su campi in terra infangata tracciati da calce viva in cui l'unico palliativo era un secchio d'acqua con una spugna multiuso ebbene è a loro che voglio dare Voce.

Portiere : 

Fausto BALLESTRASSE, aveva la capacità nelle fasi cruciali delle gare di sdrammatizzare tutto con battute uniche, talvolta restando immobile e battezzando fuori le "sciabolate" degli avversari col classico "non va!" di Piccinini memoria, tiri che sembravano dentro ma poi uscivano sfiorando il palo di un 1 millimetro o commentando in diretta mentre era in volo la parata plastica che stava effettuando in quell'istante enfatizzandola come se fosse un antesignano di Fabio Caressa, noi suoi compagni lo osservavamo impotenti e sbigottiti anche se a suo modo ci trasmetteva sicurezza in quei frangenti. Altre volte sulle punizioni contro sfidava chi doveva calciare sia con sfottò che addirittura togliendo la barriera, gli avversari restavano talmente straniti che talvolta neppure tiravano in porta. 

HIGUITA

La "Zoff, Gentile, Cabrini..." dell'Arecco con Ballestrasse, Zanardi, Costa ...Difensore : 

Paolo ZANARDI, ero lo Stopper colui deputato a marcare a uomo il centravanti o l'avversario più pericoloso, rasentavo la perfezione nella cattiveria lucida e subdola in contrasto pulito sul pallone colpendo proditoriamente sia basso che alto, l'arbitro oltre a non fischiare neanche riusciva a capire come mai l'avversario si rantolasse a terra. All'epoca ci si divertiva ad incutere timore agli avversari tracciando sul campo in terra un limite che non avrebbero dovuto oltrepassare, a fronte di tanti calci leali distribuiti gratuitamente ed una sola espulsione in 20anni di calcio giocato sempre con la stessa maglia rossonera dell'Arecco avevo anche confidenza col goal, spesso dagli 11 metri per la freddezza con cui mi accingevo a battere i rigori. L'Arecco veniva sbeffeggiata chiamandola "squadra di preti" ed in effetti alle partite casalinghe a San Desiderio veniva a vederci il nostro rettore gesuita Padre Ugo Borsero, mentre giocavamo lui passeggiava leggendo il breviario nel verde di "Sande", solitamente andava via prima per non assistere, pensavo io, alle mie "gesta" dove non porgevo l'altra guancia. Una volta lo incrociai nei corridoi dell'Istituto a Manin col suo inseparabile breviario tra le mani mi fermò e mi parlò delle sette Virtù in particolare della Fortezza, mi disse che quando mi vedeva giocare la concretizzavo a modo mio sul campo, infine mi congedò ricordandomi un altra virtù: la Temperanza "intesa come equilibrio" aggiunse, presumo come monito. Il mio idolo non poteva che essere lo stopper madrileno Manolo Sanchis, le caviglie di Altobelli e Rummenigge portano ancora i lividi dei suoi calcioni. 

KAISER

L' "Arte" della marcatura ad uomo di Paolo Zanardi, dovevi essere sincronizzato col tuo avversario quasi come un ballo di coppia!

Centrocampista :

Massimo BARBIERI, Capitano, mio primo Capitano all'esordio da sedicenne in prima squadra nell'Arecco, in quegli anni talvolta i giovani portavano la borsa agli anziani ma lui da Capitano e quindi uno dei più anziani non ha mai abusato di quella usanza su noi giovani. Anche lui come me era della Val Trebbia, di Loco, avevamo affinità caratteriali proprie della nostra Valle. Era il Souness rossonero, intelligenza e geometrie un po' compassate ma la palla non la perdeva mai perché giocava al massimo a due tocchi. In campo ci difendeva a spada tratta ma poi nello spogliatoio se era il caso con la stessa spada ci appendeva al muro. 

CAPITANO

Attaccante : 

Massimo POZZO, centravanti totale veramente forte sia coi piedi ma soprattutto di testa nonostante un altezza normale aveva quella attitudine a restare lassù fermo in volo quella frazione in più, nel frattempo io ero già in fase discendente e potevo vederlo dal basso ancora lassù come un Angelo biondo incornare il pallone con potenza e precisione dove voleva. Io di Alpe lui di Garbarino in val Trebbia, io stopper lui centravanti, l'ho sempre patito per le sue doti tecniche in acrobazia ma nonostante ci conoscessimo molto bene in un Arecco-Anpi a San Desiderio decise di andarmi via a metà campo, non ho avuto remore nonostante l' "amicizia" ed allora non c'era ancora il fallo da ultimo uomo .. com'è andata potete immaginarlo .. lui è rientrato dall'infortunio esattamente nella stessa partita al ritorno, e mi segnò, naturalmente di testa!

GERD MULLER

I Colori di Zanardi, dopo averli indossati per vent'anni può anche "baciarli"

Allenatore : 

Benito DANZANI, un sergente di ferro, disciplina e rigore ma anche un cuore d'oro ben nascosto che apriva solo a pochi eletti come me e poi un autentico vulcano di barzellette ... una volta giocammo al Ceravolo contro il Lagaccio, in porta dovemmo schierare il dodicesimo, perdemmo per due sue cappelle, a fine gara il portiere si confidò con me talmente dispiaciuto dicendomi che voleva appendere i guanti al chiodo e che il martedì alla ripresa degli allenamenti lo avrebbe detto al Mister, cercai di fargli cambiare idea e in ogni caso ero certo che il Mister avrebbe trovato le parole giuste per rincuorarlo. Arriva il martedì sera, me lo ricordo ancora adesso, per la neve San Desiderio era inagibile e ci siamo allenati in palestra all'Arecco in piazza Manin, scendo le scale ed incontro il Mister già col baffo corrucciato per quanto ci doveva dire riguardo alla sconfitta, sbuca il portiere in borghese che chiede al Mister di conferire, io entro nello spogliatoio ma non vado oltre la porta per ascoltare come il Mister lo avrebbe fatto desistere da quella scelta, il portiere gli fa presente la sua decisione, Benito Danzani lo ascolta silente poi gli prende la mano, gliela stringe e gli dice "il Calcio ti ringrazia per la tua scelta" e lo saluta! 

Benito entra nello spogliatoio mi vede dietro la porta mi dà un pizzicotto sulla guancia e mi dice scherzando "tu come te la cavi tra i pali?" Il portiere, di cui non faccio volutamente il nome, non l'ho più rivisto neanche tra i pali di una porta! 

BAFFO

"In hoc signo vinces" ... "Con questo segno vincerai", non sempre ma spesso

Dirigente : 

Marco NERVI, dirigente storico dell'Arecco anni '80, era proprio il collante tra l'Allenatore e noi giocatori, per me giovanissimo catapultato dagli Allievi in Prima Squadra era un riferimento importante non solo per le informazioni logistiche. Credevo doverosamente a tutto ciò che ci diceva. Una volta dopo un derby perso contro gli odiati rivali di quartiere del Solferino ancora prima che parlasse il Mister ci urla che in settimana per colpa nostra litigherà con la moglie, picchierà i figli e il cane e sarà insopportabile con i colleghi sul lavoro ... da abbelinato sedicenne ci creddi e giocai la partita successiva con più vigore anche per evitare che almeno i suoi figli non si prendessero un altra razione gratuita di masconi, vincemmo col Mercato Orientale e a fine gara facendomi i complimenti gli dissi "beh almeno la Famiglia per questa settimana è tranquilla", lui mi rispose che la volta precedente aveva scherzato ... non so quanto però!

È ancora operativo nella sua veste da Dirigente, evito volutamente di chiamarlo Team Manager, alla Rossiglionese dove gioca anche suo figlio, quello che ho salvato con le mie prestazioni!

INTRAMONTABILE

Marco Nervi ancora operativo sui campi dilettantisticici genovesi

Arbitro : 

Mi spiace non ho mai conosciuto bene un arbitro sul rettangolo di gioco, li ho sempre rispettati, ho sempre "fiutato" il loro approccio nello spogliatoio durante l'appello, in quei minuti li scannerizzavo attraverso il loro tono di voce e la loro postura, segnali importanti che andavano ad incrementare i miei dati attorno alla gara su quanto potevo agire e permettermi anche con loro. Ho sempre diffidato di quelli che si presentavano da amiconi nello spogliatoio, c'erano quelli alle prime gare che sembrava leggessero il regolamento a memoria, poi c'erano quelli più anziani che essendo ancora nelle nostre categorie sfigate erano per lo più scoglionati ma risultavano spesso i migliori. Abbiamo tenuto a battesimo anche le prime donne arbitro, si portava loro inconsciamente più rispetto. Di sicuro ai nostri livelli il fischio iniziale dell'arbitro alla gara era la cartina tornasole della prestazione che poi spesso avrebbe fatto, speravo sempre in un fischio deciso e risoluto. Cito per la classifica l'unico arbitro che ho conosciuto fuori dal rettangolo da gioco, soprattutto a tavola durante i pranzi luculliani di Natale essendoci anche mezzi imparentati, Enrico ZANICHELLI. 

GIACCHETTA NERA

Fischio risoluto e deciso ... e la gara abbia inizio!

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore