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Calcio amatoriale | 11 gennaio 2026, 15:59

CALCIO UISP Amatori Genova “Per Torre” in campo ad un anno dalla scomparsa di Buonaventura Torrente

L’intervista a Luca Stradiotti

CALCIO UISP Amatori Genova “Per Torre” in campo ad un anno dalla scomparsa di Buonaventura Torrente

Ad un anno dalla scomparsa di Buonaventura Torrente, l’Amatori Genova “Per Torre” tornerà in campo a Cicagna dopo la pausa invernale dei campionati. Si giocherà questa sera, domenica 11 gennaio (ore 20), per la sfida contro il Cicagna Calcio Scatolificio Chiavarese.

Abbiamo contattato Luca Stradiotti, che per anni lo ha affiancato nella gestione della squadra, e ci ha raccontato la figura di “Torre” e tutti gli anni vissuti con lui fianco a fianco.

Io sono entrato nella squadra una decina d’anni fa, quando esisteva già da circa sei mesi. Si chiamava ‘Amatori Quarto’ perché si giocava nel campo di Quarto. Finita la categoria, sono andato lì perché conoscevo un amico che mi aveva portato lì a metà anno.

Torrente era il gestore della squadra insieme ad un’altra persona, oltre ad essere anche l’allenatore. Oltre ai tesseramenti e alla gestione dei calciatori, metteva la squadra in campo. L’altra persona era più la parte contabile e curava i rapporti con UISP. Io sono entrato come calciatore, ma l’anno dopo hanno fatto un direttivo loro due e hanno inserito anche me. Ero un po’ sorpreso, ero già coinvolto. Mi era capitato spesso anche nel mio passato calcistico, un po’ per la passione e per le presenze sempre costanti. Essendo così, diventi anche una sorta di punto di riferimento. Siamo andati un paio d’anni a tre, poi con l’altro ragazzo ci sono state un po’ di divergenze e siamo rimasti io e lui”. 

Io e lui – prosegue – eravamo anima e corpo, ci sentivamo due o tre volte a settimana con ore di conversazione nelle quali preparavamo tutto. Abbiamo gestito la squadra a 360°. Lui era sempre l’allenatore e gestore, io lo coadiuvavo in tutto. Alla fine si era creato un rapporto di amicizia. Se ti senti due o tre volte settimane per anni, si crea un rapporto profondo. Quando è accaduta la tragedia è stato un colpo improvviso. Io tra l’altro non c’ero. In quel periodo lì lui era senza macchina, io lo andavo a prendere e andavamo al campo insieme. Quel giorno io non potevo andare alla partita, ma l’avrei dovuto accompagnare. Mi hanno poi chiamato e detto tutto. Quando è successo ci siamo uniti tutti insieme per capire cosa fare. Lui avrebbe voluto continuare, quindi ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo fatti forza tra di noi. Poi è arrivato un ragazzo nuovo che si era proposto per gestire lui alcune cose. Abbiamo formato un altro direttivo in quattro e con l’aiuto dei ragazzi abbiamo deciso di continuare. Lo scorso anno abbiamo finito il campionato e poi quest’anno si è voluta dare continuità”.

Avete anche voluto aggiungere il suo nome a quello originario della squadra…

Abbiamo deciso di aggiungere l’abbreviazione del suo cognome, come voler dire che continuiamo per lui. Abbiamo ritirato la maglia numero sei, che era la sua. La portiamo in panchina tutte le partite per sentire il suo ricordo e la sua vicinanza sempre. C’è stato poi un torneo organizzato da UISP e noi abbiamo chiesto la possibilità di dedicarlo a lui e così è stato fatto. C’è stato questo gesto da parte di UISP che è stato molto apprezzato”.

Come sta andando questa stagione?

Il blocco dell’anno scorso è rimasto. Abbiamo integrato altri ragazzi, sei o sette innesti nuovi. Siamo un gruppo affiatato ma un po’ anomalo. Non ci frequentiamo quasi mai al di fuori dal campo, non siamo mai riusciti a fare cene o vederci spesso. Siamo un gruppo molto unito. Quando siamo andati al funerale di Torrente c’era praticamente tutta la squadra. Ci siamo riuniti subito dopo in un bar e abbiamo fatto il punto della situazione nonostante il momento difficile. L’unione c’è. L’anno scorso eravamo una squadra da bassa classifica, ma nelle ultime partite ci siamo rimessi in carreggiata e abbiamo vinto la Coppa Disciplina contro una squadra di A1. Siamo ripartiti da quella base, quest’anno siamo partiti un po’ in sordina ma ora siamo quinti in classifica. Come spesso accade, se sei al completo te la giochi con tutti. Molti di noi al venerdì sera lavorano, quindi facciamo fatica a fare risultato. Le vittorie le facciamo quasi tutte di sabato. Al di là di queste problematiche che sono proprie di tutte le squadre, stiamo facendo un campionato decisamente dignitoso”.

Domenica ci sarà la partita con il Cicagna, proprio nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Torrente…

Inizialmente si doveva spostare a data da destinarsi, poi questa domenica andava bene per tutti. Tutti i tasselli andavano al loro posto e combinazione domenica è proprio l’anniversario della sua scomparsa. Tra l’altro come responsabile del Cicagna c’è una persona che è nostra amica. Volevamo farlo passare da noi, ma è sempre rimasto lì perché dal punto di vista logistico per lui era meglio restare lì. Ma con Torrente erano spesso in contatto. Anche lui nello scambio di mail con noi per lo spostamento della partita si è proposto di chiedere a UISP di fare un minuto di silenzio per l’amico Torrente. Anche per loro, soprattutto per lui, è una partita sentita. Si tratta di un ulteriore segnale. Poteva capitare la partita con qualsiasi altra squadra, invece è capitata quella contro la squadra che ha come capitano una persona che si sentiva con lui. Una sorta di chiusura di un cerchio”.

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