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Pallanuoto | 14 febbraio 2026, 18:55

PALLANUOTO Padre contro figlio: sfida in famiglia per i Caliogna

Passaggio del testimone storico a Punta Sant'Anna

PALLANUOTO  Padre contro figlio: sfida in famiglia per i Caliogna

 

Ci sono luoghi che non sono semplici impianti sportivi, ma santuari. La vasca di Punta Sant'Anna, incastonata tra le rocce e il mare di Recco, è il tempio mondiale della pallanuoto. E non poteva che essere questa cornice mitica a ospitare un evento che sfida le leggi del tempo: lo scontro diretto tra Edoardo Caliogna e suo figlio Nicolò. Oggi, nel campionato di Serie A2, il fischio d'inizio di AGN Energia Bogliasco 1951 contro Rari Nantes Camogli ha messo di fronte due generazioni della stessa famiglia. Da una parte Edoardo, classe 1990, pilastro del Camogli e veterano di mille battaglie; dall’altra Nicolò, classe 2010, giovane promessa del sempre floridissimo vivaio bogliaschino. 20 anni li separano all'anagrafe, ma in acqua la distanza è sparita, annullata dalla voglia di vincere che scorre nello stesso sangue. “Quando ieri sera Gimmi Guidaldi (tecnico del Bogliasco, ndr) mi ha detto che sarei stato convocato per la prima volta in prima squadra facevo fatica a crederci – ammette Nicolò – Già poter debuttare in A2 era un sogno, ma poterlo fare affrontando mio papà era qualcosa di ancor più incredibile. Ed è stato proprio lui la prima persona a cui l'ho detto”. “Avevo pensato che questa fosse un'eventualità ma onestamente non credevo potesse accadere davvero – rivela Edoardo - All'inizio ero incredulo, poi l'ho avvisato: guarda che io sconti non te ne faccio, anzi! In acqua per me conterà solo il colore della tua calottina. Che sarà diverso dal mio”.

Un duello che profuma di Storia

Vedere un padre e un figlio affrontarsi in una gara ufficiale è una rarità assoluta che evoca i grandi miti dello sport. Il pensiero corre a Dino e Andrea Meneghin, che nel 1990 si presero a sportellate sotto canestro. Ma qui, nel "catino" di Punta Sant'Anna, la sfida assume un sapore ancestrale: il mare che lambisce la vasca sembrava quasi voler assistere al duello tra l'esperienza di Edoardo e l'esuberanza di Nicolò.

E che questo scontro sia avvenuto proprio a Recco non è un caso, ma un disegno del destino. I Caliogna sono una delle dinastie più profonde della pallanuoto italiana, una stirpe che ha radici che affondano a quasi un secolo fa. Il Capostipite fu Giuseppe. Tutto iniziò con lui, leggendario portiere che difese i colori della Pro Recco e del Camogli a cavallo del secondo conflitto mondiale. Un pioniere che ha insegnato a questa famiglia a vivere l'acqua come un elemento naturale. Il testimone passò poi al figlio Giovanni, che portò avanti il nome con orgoglio, e successivamente al nipote Alessandro (fratello di Edoardo e zio di Nicolò), altro protagonista indiscusso dei campionati nazionali. “Nicolò è praticamente nato in piscina – spiega Edoardo – anche se a un certo punto ha dovuto scegliere tra la pallanuoto e il basket. Per fortuna ha preso la strada giusta...”. “Con dei discendenti del genere non è che avessi molta scelta” scherza Nicolò. Oggi, con Edoardo e Nicolò avversari, la saga scrive il suo capitolo più incredibile. Tre generazioni piene alle spalle e una quarta, quella di Nicolò, che esplode con la forza dei suoi sedici anni proprio nel luogo in cui un tempo il bisnonno Giuseppe era di casa.

L’urlo di Punta Sant'Anna

Mentre il sole calava sul mare di Recco, il pubblico ha assistito a qualcosa di più di una partita di A2. Ha assistito alla continuità della vita. Nicolò ed Edoardo hanno ricordato a tutti che lo sport è l'unico posto dove un uomo nel pieno della maturità e un ragazzo all'alba della carriera possono guardarsi negli occhi e dirsi: "Io sono qui per restare, e tu dovrai sudare per superarmi". La dinastia Caliogna continua a scrivere la storia. E Punta Sant'Anna, oggi, ha battezzato un nuovo capitolo che resterà impresso negli annali dello sport. Non solo italiano. Ah, per la cronaca, la sfida è stata vinta dal più giovane, con il suo Bogliasco che ha battuto il Camogli 13-11 al termine di una sfida bella e combattuta. Un successo che Caliogna Junior rischia di pagare di tasca sua nei prossimi giorni...

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