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Serie C | 03 luglio 2026, 13:10

CHIACCHIERATE ESTIVE/MATTEO PASTORINO "Voglio cavalcare ancora l'onda..."

Intervista a 360 gradi al neo tecnico del Vado

CHIACCHIERATE ESTIVE/MATTEO PASTORINO "Voglio cavalcare ancora l'onda..."

E' stato uno dei colpi più ad effetto del mercato allenatori nell'estate 2026 del calcio ligure. Matteo Pastorino, classe 1972, lascia il Ligorna dopo due anni straordinari e dove va? Sulla panchina del Vado, proprio quella società che ha vinto il duello con i biancazzurri per salire in Serie C al termine di un campionato appassionante.

Matteo, ti senti un po' in colpa per la scelta?

“Guarda, penso che la decisione che ho preso faccia parte di ciò che accade nel calcio, delle scelte di una carriera di un allenatore. Ad aprile quando avevamo parlato di possibile rinnovo, ero ben felice di restare al Ligorna perchè mi sono trovato bene e devo ancora oggi ringraziare la società per la fiducia che mi ha dato. Ero stato chiaro, se avessi avuto altre proposte dalla Serie D sarei rimasto sicuro, ma se mi fosse capitatata una Serie C avevo manifestato in tempi non sospetti l'intenzione di provare questa carta importante, ci tenevo tanto. E così è stato, con Saracco ci siamo lasciati bene, siamo stati un'ora a parlare e a ridere insieme stappando una bottiglia, credo mi abbia capito”.

Matteo approda in C da allenatore dopo 12 anni di settore giovanile, 11 alla Sampdoria e 1 allo Spezia, e 2 anni di D al Ligorna. Da giocatore, aveva iniziato nella Culmv, poi una lunga carriera fra Imola, Ovada, Novese, Pavia, Casale, Voghera, Aosta, Castel San Pietro (dove ha vinto la serie D e poi fatto la C2), Cossatese, Lavagnese, Bogliasco.

Adesso una sfida affascinante in serie C col Vado:

“Appena mi ha chiamato il ds Mancuso ho accettato di buon grado, non saremo la regina del mercato come sono stati i rossoblù l'anno scorso in D, adesso il budget è minore, lo sappiamo, ma cercheremo giocatori affamati, con voglia di imporsi e misurarsi, con fame fame tanta fame. Giocheremo a Sestri Levante, e proprio l'esempio dei Corsari, che in C si sono salvati al primo anno nonostante le difficoltà logistiche, ci deve dare la consapevolezza che se lavori in un certo modo i risultati arrivano. Loro ce l'hanno fatta giocando a Carrara e poi a Vercelli... a noi andrà meglio, non dovremo fare grosse trasferte”.

Il Vado probabilmente sarà inserito nel girone B:

“Ci saranno squadroni come Pescara, Samb, Ravenna, Spezia, un girone difficile in cui noi punteremo molto sulla valorizzazione giovani, con un mercato oculato prelevando giocatori dalle squadre professionistiche. La società sta lavorando bene, con profili di categoria, metteremo i giovani sugli esterni, con una colonna centrale di giocatori di esperienza che possono aiutare i giovani. Dovremo essere coraggiosi, propositivi, aggressivi, non dovremo metterci là dietro e difendere, la mia idea (e non voglio snaturarla) è quella di far calcio, non subirlo”.

Cosa ti hanno insegnato questi primi 2 anni con i grandi?

“Sono stati una palestra di vita, mi hanno insegnato tanto, la gestione di un gruppo di adulti è più complicata di quella dei giovani, è stato un percorso bello e gratificante, i gruppi squadra di entrambi gli anni sono sono stati importanti per la mia crescita, da Sabbione a Scannapieco a Miccoli a Bruzzo sono stati tututi ragazzi spettacolari, se sono arrivato in C è anche grazie a loro”.

Che eredità lasci al tuo successore al Ligorna?

“Lascio un gruppo di ragazzi per bene, con una idea propositiva di calcio e una grande cultura del lavoro, credo saranno competitivi anche l'anno prossimo”.

Quanto ti ha aiutato nel percorso di allenatore il tuo ruolo da giocatore?

“A dire il vero iniziai da seconda punta, poi trequartista quindi a centrocampo gli ultimi anni, ma il mio ruolo naturale è sempre stato quello di play, se ci avessi giocato fin dall'inizio avrei raggiunto livelli più alti. Ma facevo anche tanti gol, e i mister mi vedevano più come punta.0 Giocare li in mezzo al campo al termine della mia carriera mi è servito per capire i tempi di gioco, quando rallentare verticalizzare”.

Stai seguendo i Mondiali? Che spunti stai traendo?

“Si li seguo ma non tantissimo, almeno i gironi eliminatori. Il Marocco mi sta piacendo molto perchè abbina intensita ad aggressività e principi di gioco, chiaro poi che squadre come Brasile e Francia sono straordinarie. Io credo che qualcosa si possa rubare dal calcio internazionale, tanti principi di gioco si possono replicare nel calcio dilettantistico. L'anno scorso ho rubacchiato qualcosa dal Como di Fabregas, i miei ragazzi erano stimolati”.

Che allenatore è Matteo Pastorino?

“L'allenamento per me è sacro, io voglio massima applicazione e concentrazione, quelle 2 ore vanno fatte a 200 allora. Dal punto di vista tecnico preferisco prevalentemente fare la partita, quando dobbiamo difendere non sono tranquillissmo, spero sempre di avere la palla io, anche se la mia squadra deve essere capace di fare entrambe le cose”.

Il calcio di oggi privilegia più la parte atletica, questo è un bene o un male?

“Si è vero, ma credo anche che la qualità tecnica sia più alta nel passato, oggi si gioca con intensità maggiore, e se non sei bravo tecnicamente perdi la palla, il giocatore di qualità oggi abbina corsa e qualità tecniche. Io credo che un Platini anni 90 che andava piano oggi non toccherebbe palla. Oggi se non stai al passo fai fatica e fatica la squadra, Harry Kane che difende al limite della sua area è un esempio”.

Corradi a 50 anni sulla panchina della Samp, tu a 54 anni nei prof, c'è un'età per sfondare in panchina?

“Ognuno ha la sua storia, è chiaro che chi ha giocato a livelli importanti, come Fabregas, può accorciare la gavetta. Io per arrivare in Primavera alla Samp ci ho messo 12 anni, poi quando era il momento di confermarmi sono stato costretto a tornare indietro perchè un nuovo responsabile aveva portato un nuovo allenatore. Per fortuna arrivò la telefonata di Stefano Ricci al momento giusto, altrimenti per la delusione sarei stato fermo. Questo lavoro devi farlo con motivazioni, altrimenti meglio fermarsi”.

Matteo Pastorino adesso sta cavalcando onda:

“Il mio obiettivo è crescere ancora, non si smette mai di imparare, ma metto sempre in preventivo momenti brutti e difficoltà, lo dico sempre ai ragazzi che bisogna sapere come affrontare le difficoltà, la cosa importante è riuscire a superarle dando sempre il 100%”.



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