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Pallanuoto | 08 luglio 2026, 16:45

Aicardi smette di giocare: "Lascio un Iren Quinto che è l'orgoglio di Genova nella pallanuoto"

Aicardi smette di giocare: "Lascio un Iren Quinto che è l'orgoglio di Genova nella pallanuoto"

Non è un mistero che quel momento fosse sempre più vicino: “Avevo già deciso di smettere, prima che mi venisse offerta una panchina. Diciamo che quello ha accelerato un po’ la cosa”. Matteo Aicardi, classe 1986, professione centroboa: dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere con le calottine della Nazionale e della Pro Recco, ha giocato le sue ultime due stagioni nell’Iren Genova Quinto, dimostrando di avere ancora parecchio da dire in vasca e di essere un ottima chioccia per i più giovani. A 40 anni, ha deciso di smettere di giocare, ma rimane nella pallanuoto: sarà il tecnico della Rari Nantes Sori, in serie A2, prendendo il posto di Willy Molina che nell’avventura in biancorosso lo aveva preceduto.

Avevo già deciso di smettere – racconta Aicardi – Il mio percorso aveva già portato i suoi frutti e sarebbe dovuto arrivare al termine. Una parte di me, neanche tanto piccola, avrebbe voluto continuare a divertirsi, ma poi qualche acciacco, mio figlio piccolo e gli impegni della vita mi hanno dato la spinta per prendere questa decisione. Certo, mi mancherà eccome essere un giocatore, ma fa parte delle cose. Da allenatore cercherò di prendere il meglio dai tanti maestri che ho avuto in questo ruolo nel corso della mia carriera, cercando di bilanciare il tutto: di certo vorrò gente come me, giocatori pronti a dare battaglia, grandi lavoratori. Nel contempo lascio un Iren Quinto che mi ha fatto una grande impressione. Solo fino ad una decina di anni fa non era una delle società di punta della pallanuoto italiana, lo è diventata in poco tempo grazie ad una brillante organizzazione, e i risultati, specie in questo sport, non arrivano mai per caso. C’è stato inoltre un grandissimo lavoro nelle giovanili, che ha permesso alla prima squadra di rimanere competitiva e avere sempre nuovi talenti. Auguro al club di tornare a giocare in Europa e di continuare ad essere, quindi, l’orgoglio di Genova nella pallanuoto“.

A fine carriera è anche il momento di un bilancio: “Ho vissuto ovviamente sia momenti belli sia momenti brutti – prosegue Aicardi – Il più bello direi il Mondiale vinto a Shanghai contro la Serbia, ai supplementari. Per il più brutto non vorrei ricordare una sconfitta, perché quelle devono essere viste come un punto di ripartenza, e allora penso a quegli infortuni che lasciano un segno e fanno capire l’importanza del benessere psicofisico. Ringraziamenti? Difficile ricordare tutti, ho avuto moltissimi compagni di viaggio e tutti mi hanno lasciato qualcosa. Penso a Mauro Pozzoli e al Loano, che mi hanno permesso di crescere altrove, e poi tutti gli allenatori che ho avuto, a partire da Mistrangelo che mi ha cresciuto a Savona per arrivare a Campagna che mi ha consacrato. Eppoi la mia famiglia che mi ha visto andare via di casa a 15 anni, mia moglie che ha fatto scelte più in base alla mia carriera che alla sua, e tutti i miei compagni che porterò sempre nel cuore. Spero che in tanti possano seguire le mie orme. Ai giovani dico: non pensate ad altro che a divertirvi. Se siete dei campioni, ve ne accorgerete da soli a tempo debito, non forzatevi“.

“Matteo è stata l’ennesima dimostrazione che un grande campione è anzitutto una persona fantastica ed un uomo che da del tu alle responsabilità della vita non solo del gioco. Fa piacere sapere che continueremo a vederci bordo vasca. E’ stato un onore averlo con noi, un piacere vederlo giocare ed insegnare ai nostri giovani”, dice il presidente Giorgio Giorgi.

Sono orgoglioso di aver avuto in squadra uno dei centroboa più forti del mondo, che ha dimostrato in questi due anni di saper fare bene anche in una realtà come la nostra, e ha fatto una grande scuola ai nostri giovani“, chiude il tecnico Luca Bittarello.

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