𝐈 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐞, 𝐝𝐞𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞
La decisione della Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, di abbandonare l'ENOC, la rete europea dei garanti per l'infanzia, desta forte preoccupazione.
Il dissenso è legittimo, anche quando riguarda questioni complesse e delicate. Ma crediamo che proprio in questi casi il confronto debba essere rafforzato, non interrotto. Le istituzioni di garanzia hanno una responsabilità che va oltre le singole posizioni: tutelare i diritti di tutte e tutti, senza distinzioni, e contribuire alla costruzione di risposte condivise.
Contrastare ogni forma di discriminazione, bullismo, esclusione e violenza nei confronti delle giovani persone LGBTQIA+ non è una questione ideologica. È una questione di diritti, di dignità, di rispetto delle persone. E riguarda la qualità della nostra democrazia.
Come Uisp, ogni giorno, attraverso lo sport sociale, per tutti e per tutte, lavoriamo per costruire luoghi di incontro, di partecipazione, di educazione alle differenze. Sappiamo quanto sia importante che ogni bambina, bambino e adolescente possa sentirsi accolto, riconosciuto e libero di essere sé stesso, senza paura di essere giudicato o discriminato.
Per questo consideriamo particolarmente importante che l'Italia continui a partecipare pienamente alle sedi europee di confronto e cooperazione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
La tutela dei diritti non si rafforza abbandonando i luoghi del dialogo. Si rafforza attraverso il confronto, l'ascolto e la responsabilità.
È questo il principio che dovrebbe guidare chiunque sia chiamato a rappresentare e difendere l'interesse superiore delle nuove generazioni.







