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Prima categoria | 19 novembre 2020, 15:44

IL PERSONAGGIO/ MARCO CAVALIERE e quella convocazione in Nazionale con Buffon e Totti

Classe 1976, cresciuto nel Genoa di Mainetto, ha smesso presto (a 29 anni) per colpa di qualcuno che gli ha fatto passare la voglia: "Non mi divertivo più. Ho giocato forse meno di quello che potevo ma mi sono divertito un sacco. Mainetto ci faceva calciare a piedi nudi sulla ghiaia di Multedo. Oggi scalo il Pordoi"

IL PERSONAGGIO/ MARCO CAVALIERE e quella convocazione in Nazionale con Buffon e Totti

Marco Cavaliere oggi ha 44 anni, e da quindici anni ha smesso. Non aveva ancora compiuto 29 anni quando gli è scattata una molla che lo ha fatto abbandonare i terreni di gioco. Peccato, perchè chi lo ha visto giocare si ricorda quanto era bravo.

Partiamo proprio dalla fine:

"Stagione 2005/2006, ho commesso l'errore di scendere in Prima Categoria. E' stato il mio ultimo anno, quello dell'AGV, grazie a personaggi che mi hanno fatto disinnamorare del calcio. Peccato, ma mi era passata la voglia, perchè io ho sempre fatto le cose serie, e a quel punto non mi divertivo più, anche se si guadagnavano dei bei soldi".

Oggi che fai?

"Oggi vado in bicicletta, mi diverto a scalare qualche passo alpino storico, dal Pordoi al Sella al San Pellegrino, e qui in Liguria a seconda della stagione mi faccio qualche giro nell'entroterra o in riviera".

Ora riavvolgiamo il nastro, fine anni '80...

"Ho cominciato relativamente tardi, a 11 anni, al GB Rocca. Poi sono passato alla Sestrese, dove ho cominciato a farmi notare, tanto che alla Sestrese, quella che vinse la Coppa Italia col Castrovillari, quando dovevo compiere ancora 15 anni, Gigi Bodi voleva farmi esordire in prima squadra, ma all'epoca si doveva pagare una multa per far giocare i quindicenni e non se ne fece nulla..."

Però eri davvero bravo:

"Si, mi volevano Genoa, Sampdoria, Torino, ma io sono genoano e non ho avuto dubbi, anche se poi mi sono sentito perchè forse facendo altre scelte mi avrebbero trattato meglio".

Al Genoa sei arrivato fino alla Primavera, hai giocato con gente poi diventata famosa (fra compagni e avversari) e sei arrivato fino alla Nazionale Under 18:

"A quell'epoca ero culo e camicia con Iacopino, lui era alla Samp e abbiamo fatto tutta la trafila in parallelo, fino alla convocazione in Nazionale a Coverciano. La maglia azzurra però non ci ha portato bene, perchè una settimana dopo ci siamo rotti la gamba entrambi. Io ho perso il treno, lui poi è arrivato in Serie A..."

Quell'episodio ha frenato la tua carriera?

"Il momento dell'infortunio è stato determinante. La settimana dopo la convocazione in Nazionale era in programma Parma-Genoa, qualche giorno prima a Coverciano avevo promesso a Buffon che gli avrei fatto gol. Detto-fatto, ho segnato a Buffon con un pallonetto a centrocampo nel primo tempo, poi ho preso un incrocio dei pali nel secondo tempo. Ce n'era abbastanza per uscire dal campo, anche perchè si parlava del mio esordio in prima squadra e Maselli voleva preservarmi. Maselli mi fa cenno di uscire, mancavano quindici minuti alla fine, io gli dico di no, che voglio giocarmela tutta e fare un altro gol a Buffon. Morale, due minuti dopo mi sono spaccato tutto e addio carriera".

"Il secondo errore che ho fatto -racconta- è stato cercare di recuperare troppo velocemente, mi avevano già fatto il passaporto per andare col Genoa in tournèe in Giappone, ma la prima squadra retrocedette, fecero piazza pulita di tutti i giocatori, mi regalarono il cartellino ma da quel giorno in poi diedi addio ai professionisti".

Marco a quel punto inizia la carriera nei dilettanti:

"Vado alla Sestrese in Interregionale, nel frattempo avevo trovato lavoro, mi ha cercato la Vogherese, che era in C, ma non ho avuto l'ambizione di fare il professionista preferendo restare sotto casa. Da lì in poi per me è stato un calando, sono rimasto nei dilettanti, ma mi sono divertito, conoscendo giocatori in Eccellenza che oggi non ci sono in Serie C. Ricordo un Pisa-Sestrese, dove il loro attaccante era Spinesi, e il loro libero era Signorini, a Poggibonsi ho giocato contro Carobbi che non riusciva a prendermi..."

I ricordi più belli di Marco sono però legati al Pontedecimo:

"Beh si, il Pontedecimo è la mia squadra del cuore. Fra i tanti aneddoti ricordo il ritiro a Pinzolo, organizzato dal famoso Angelillo, il nostro dirigente che arrivò un'estate sconvolgendo il mondo del calcio ligure prima di sparire qualche mese dopo. Praticamente quell'estate facemmo lo stesso ritiro della Juventus, c'era una grande attesa per quella squadra, poi Angelillo sparì e a dicembre se ne andarono tutti i più forti, come Garzero, Capurro, Spatari, Sole, Valentino. Andammo avanti con un Pontedecimo meno forte sulla carta, ma pur sempre con gente come Balboni, Proto, Iurman, e arrivammo secondi dietro il Savona".

Marco ha avuto tanti bravi allenatori, da Di Pace a Salvatore Mango, da Fresia a Pilastri, da Aldo Repetto a Torre, da Scalzi ad Arecco, ma il suo ricordo migliore è quello di Mainetto al Genoa:

"Mainetto ti insegnava a giocare a pallone, a calciare, non pensava nè a farci correre nè a preparare schemi. Ricordo che ci allenavamo a Multedo su un campo in ghiaia, Mainetto ci faceva levare le scarpe e le calze, ci faceva calciare a piedi nudi: se usciva il sangue dal piede voleva dire che avevamo zappato la terra, altrimenti avevamo calciato bene. A fine allenamento ci faceva calciare la palla al limite area, dovevamo colpire traversa, e sul rimbalzo fare gol di testa al volo senza che la palla toccasse terra, solo se ci riuscivamo allora potevamo andare a fare la doccia".

I migliori compagni di squadra e il più forte con cui hai giocato?

"Beh, mi spiacerebbe dimenticare qualcuno, ma così al volo ti dico Proto, Pedretti, Sisinni, Magnetto, il più forte di tutti è stato però il Principe Balboni. Qualche anno fa gli feci uno scherzo: era appena arrivato alla Genova Calcio, mi spacciai per un giornalista e gli feci un'intervista memorabile al telefono".

Concludiamo con l'altro grande ricordo della tua carriera. La convocazione in Nazionale (QUI SOPRA L'ELENCO DEI CONVOCATI DEL 1994):

"In quell'Under 18 c'erano Buffon Totti, Coco, Legrottaglie, Pesaresi, Iacopino. Si vedeva che erano forti, e che sarebbero arrivati in alto. Di Buffon vi ho già raccontato la scommessa vinta e il gol che gli ho fatto in Primavera. Di Totti ricordo le finali nazionali Primavera con Genoa, Atalanta, Roma, Perugia: all'andata con la Roma finì 1-1 con gol di Totti su punizione, al ritorno a Trigoria, c'era anche Daniele Conti, perdemmo 9-0 e Totti ci fece sei gol...".

LA CARRIERA DI MARCO CAVALIERE

Marco Cavaliere nato il: 12/10/1976, ruolo: Attaccante

05/06 1^ Agv

04/05 Prom. San Cipriano

03/04 Prom. San Cipriano

03/04 Prom. Corniglianese

02/03 Ecc. Pontedecimo

01/02 Ecc. Casellese

01/02 Ecc. Casellese

00/01 Ecc. Pontedecimo

99/00 Ecc. Pontedecimo

98/99 Ecc. Pontedecimo

97/98 Ecc. Acqui

97/98 Ecc. Pegliese 

96/97 D Sestrese

95/96 D Sestrese

94/95 Primavera Genoa

93/94 Primavera Genoa

92/93 Allievi Genoa

91/92 Allievi Genoa

90/91 Allievi Sestrese

87/90 Esordienti Italsider G.B. Rocca

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