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Pubblicazioni | 26 novembre 2020, 15:11

DIEGO ARMANDO MARADONA «Non voglio essere un uomo comune»

Nel libro "Le leggende del Napoli" di Angelo Rossi, dal primo dicembre in libreria, un intero capitolo è dedicato al grande campione che da sempre ha incarnato e rappresentato lo spirito della squadra.

DIEGO ARMANDO MARADONA  «Non voglio essere un uomo comune»

Nella giornata di ieri ci ha lasciati Diego Armando Maradona.

«Se non giochi nel Napoli e non conosci la pazzia della sua gente per la squadra, non puoi sapere cos’è il calcio». 

Estratto dal capitolo

DIEGO ARMANDO MARADONA

«Non voglio essere un uomo comune»

«Quiero irme». Due parole bastarono a scatenare infer­no e paradiso. «Voglio andarmene», e Antonio Julia­no ebbe la grande intuizione di prendere Diego Ma­radona. Testardo Totonno, abile Ferlaino nel mettere insieme le forze politiche ed economiche della città, decisiva la volontà del fenomeno a voler rompere a tutti i costi con Barcellona, che non gli perdonava più capricci e vita privata. In settantamila accorsero al San Paolo per la sua presentazione il 5 luglio 1984, quel giorno rinacque la storia azzurra, eppure Mara­dona non conosceva niente della squadra. Confidò Jorge Cyterzpiler, il suo primo manager: Eravamo ri­masti al verde, decisi e obbligati a lasciare la Spagna: l’offerta economica del Napoli fu la prima, era ottima e non si poteva rifiutare».

Una vita sempre sulle monta­gne russe, una vita divorata a 10 mila all’ora.

«Ma come cavolo fai?» gli chiesi una volta a Oriente, si era rifugiato in questo sperduto lembo orientale della Pampa argentina per ritrovarsi e sta­re lontano dai riflettori, ospite di una piccola casa senza televisione e senza telefono. Lo avevo scova­to lì per un’intervista, non parlava con i giornali da una vita. Sorrise un po’ amaramente: «Non credo che sarò mai un uomo comune».

LE LEGGENDE DEL NAPOLI di Angelo Rossi

Dal 1° dicembre in libreria

Napoli è il Napoli, passando attraverso i napoletani: nessun club ha un intreccio così solido, viscerale ed eterno come quello nato sotto il Vesuvio quasi un secolo fa. Il fenomeno ha una sua logica: a differenza di Milano, Torino, Roma, Genova (e finanche Verona), Napoli è l’unica grande città ad avere una sola squadra. Due scudetti, cinque Coppe Italia, due Supercoppe italiane, una Coppa Uefa, milioni e milioni di tifosi sparsi per il mondo: questa è la società calcistica meridionale più titolata a livello nazionale e internazionale e anche la più presente nei campionati di serie A. Da Sallustro a Mertens incrociando Vinicio, Sivori, Juliano, Pesaola, Ferrara, Careca, Maradona, HamsikCavaniecco la storia azzurra raccontata con aneddoti e gesta dei suoi personaggi più rappresentativi. Passione, sogni, speranze, miracoli e delusioni: il Napoli è Napoli, e viceversa. Una città, un popolo, una squadra.

Angelo Rossi è un giornalista, professionista dal 1988. Scrive prevalentemente di sport con tappe presso «Napoli notte», «il Giornale di Napoli», «Roma», «Repubblica», «Il Domani», «Tuttosport», «Il Mattino», «il Giornale». Collabora con emittenti televisive, autore di programmi sportivi e di alcuni cortometraggi: Napoli campione, La favola più bella, Napoli il giorno dopo. Ha avuto il privilegio (e la fortuna) di vivere e raccontare gli anni dei trionfi azzurri: il massimo per un appassionato di calcio.

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