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Altri sport | 03 dicembre 2020, 11:10

GIUSY VERSACE A RTL 102.5 “Bisogna buttare giù le barriere culturali. Soprattutto l’ignoranza, la peggiore di tutte”

Nella Giornata Mondiale della Disabilità GIUSY VERSACE, atleta paralimpica, deputato, fondatrice dell’associazione Disabili No Limits Onlus parla del tema e della relativa situazione in Italia

GIUSY VERSACE A RTL 102.5 “Bisogna buttare giù le barriere culturali. Soprattutto l’ignoranza, la peggiore di tutte”

GIUSY VERSACE è stata intervistata questa mattina in diretta su RTL 102.5 in Non Stop News, condotto da Fulvio Giuliani, Giusi Legrenzi e Pierluigi Diaco.

Nella Giornata Mondiale della Disabilità GIUSY VERSACE, atleta paralimpica, deputato, fondatrice dell’associazione Disabili No Limits Onlus parla del tema e della relativa situazione in Italia: Si parla tanto di buttare giù le barriere architettoniche, ma io dico sempre che bisogna buttare giù quelle culturali, ancora c’è tanto da fare, oggi è una giornata in cui bisogna accendere un faro importante, io ricordo spesso ai parlamentari di andare a rileggere la convenzione ONU del 2006 che riconosce pienamente i diritti delle persone con disabilità. Il Covid ha poi evidenziato tante pecche della società, del sistema, molti ragazzi con disabilità sono rimasti indietro molto più di altri per via della didattica a distanza, c’è molto da fare. Ci sono però anche delle buone notizie, recenti, che portano anche la mia firma, perché finalmente sono stati riconosciuti pari opportunità agli atleti paralimpici nei gruppi sportivi militari e corpi dello Stato che fino a ieri non si vedevano riconoscere stipendio, contributi e tutele sanitarie con la preziosa possibilità alla fine della carriera di prendere servizio all’interno del corpo. Questi sono piccoli step, ma è una grande svolta culturale che farà bene alla società, alle persone con disabilità e anche allo stesso movimento paralimpico”.

“La barriera culturale più insopportabile è l’ignoranza - prosegue GIUSY VERSACE - io ci combatto ogni giorno, perche l’ignoranza si trasforma poi in supponenza, rabbia e discriminazione, io non vedo l’ora che le restrizioni anti-Covid si allentino, ma che i cuori delle persone si aprano un po’ di più agli altri. Mesi fa cantavamo sui balconi “andrà tutto bene, vogliamoci bene” e adesso la rabbia si percepisce e questo crea ancora più distacco sociale. Spero presto di tornare soprattutto nelle scuole, perché se c’è qualcosa che possiamo fare per migliorare la cultura e l’approccio inclusivo soprattutto per chi vive con una disabilità, è che bisogna lavorare con i ragazzi nelle scuole, perché loro sono gli uomini del domani. Io ci spero, voglio essere fiduciosa e propositiva”.

A proposito del bullismo, dell’importanza dell’uso delle parole, soprattutto nell’era dei social: “Suggerisco alle persone che ci ascoltano di non fermarsi troppo ai termini, la convenzione ONU, una delle cose che ha fatto è stato coniare il termine “persone con disabilità”, perché le persone stanno al centro, e poi non è il termine, ma il tono con cui si usa un termine”.

Qui il link dove vedere il video dell’intervista integrale: https://rtl-cdn.thron.com/shared/plugins/embed/current/rtl/8509a212-ff9a-4ff7-9d39-555db79c97e7/yulfhr.

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