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Calcio amatoriale | 12 maggio 2021, 17:48

Sistema sportivo e cambiamento: le proposte dell’Uisp per una ripresa su presupposti nuovi

“Lo sport non sarà più lo stesso dopo questa terribile emergenza", dice Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp

Sistema sportivo e cambiamento: le proposte dell’Uisp per una ripresa su presupposti nuovi

Sono giorni importanti per il futuro dello sport nel nostro Paese, è in ballo la possibilità di una ripartenza vera, servono risorse a sostegno di asd e società sportive di base. L’Uisp, con Sport e Salute, sta dando un contributo concreto in questa direzione con il lancio della campagna “RipartiAmo lo sport”. Contemporaneamente fa proprio e rilancia il profondo malessere dei soggetti gestori delle piscine, nel rapporto con le reti regionali e territoriali. Si guarda con speranza alla possibilità di riprendere l'attività sportiva anche in palestre e piscine: l’Uisp è impegnata ad esercitare ogni pressione, costruttiva e positiva, verso i soggetti istituzionali, per arrivare quanto prima ad una data certa di riapertura degli impianti al coperto e, aspetto non secondario, alla pubblicazione di linee guida di buon senso e applicabili, che garantiscano sicurezza e sostenibilità economica.

I Comitati regionali e territoriali Uisp stanno preparando con fiducia la stagione dei Centri Estivi multisport, alla fine del mese si terrà Move Week in tutta Europa e l’Uisp è capofila in Italia. Si parla di sport nel PNRR, ma servono maggiori risorse per il lavoro sportivo e per lo sport di base. Si parla di sport anche in Parlamento, ma i segnali che arrivano sono contrastanti, con il possibile rinvio di un anno e mezzo dell'entrata in vigore della riforma. Domani 13 maggio si terranno a Milano le elezioni dei nuovi vertici nazionali del Coni, con quattro candidati in ballo per la presidenza. L’Uisp ha espresso le sue posizioni in una Lettera aperta diffusa quindici giorni fa, in cui chiedeva impegni e risposte: come può il sistema sportivo pensare di restare immobile di fronte alle trasformazioni che sono in atto?

Emer Cooke,direttrice esecutiva dell’Ema, l’Agenzia Europea per i medicinali in una intervista di questi giorni è efficace: “Dobbiamo concentraci sul rendere possibile l’innovazione, perché nessuno dei vaccini che stiamo diffondendo in Europa sarebbe stato sviluppato senza un ambiente che renda possibile l’innovazione”. Proprio così: il piano vaccini sta decollando in tutta Europa e nel nostro Paese il Comitato tecnico scientifico certifica che le cose stanno andando meglio, complessivamente, nelle regioni. Ma non è il caso di abbassare la guardia, perché, continua la Cooke, “nessuno è al sicuro finchè non siamo tutti al sicuro”.

Perché partiamo dai vaccini? Perche nulla sarà più come prima, anche nello sport. La sofferenza dello sport di base sta a testimoniarlo. Serve innovazione e un “ambiente” che la renda possibile: in questi ultimi trent’anni l’associazionismo del territorio è cresciuto sui nuovi bisogni di salute e di socialità che sgorgano da una nuova idea di movimento e da una nuova cultura di sport. E’ l’associazionismo del “movimento” che in Italia e in Europa chiede legittimità, a partire dal basso. Quello che non conosce piramidi né vertici, ma si legittima sulla libertà costituzionale di espressione e di relazioni. E sul diritto alla salute e quello all’associazionismo. Il “movimento” libero in tutte le sue possibili varianti e differenze chiede di essere riconosciuto: camminate, pedalate, gioco, espressività del corpo. Per questo c’è bisogno di sostegni in questa fase delicatissima, c’è bisogno di ripartire, c’è bisogno di spazi e aree urbane dedicate, ma anche di palestre e piscine. E in questi giorni, decisivi per la ripartenza, l’Uisp, insieme a Sport e Salute, ha lanciato la campagna “RipartiAmo lo sport”, 800mila euro per asd, società sportive di base e singoli cittadini.

Questa è una settimana importante anche per le elezioni dei vertici del Coni, previste giovedì 13 maggio, che assumono un significato specifico anche perché sette giorni fa la sottosegretaria Vezzali ha pronunciato un discorso efficace di fronte a Camera e Senato sul valore sociale dello sport. Un ragionamento a 360 gradi le cui conclusioni sembrano chiarissime, per chi lo ha ascoltato bene: lo sport e l’attività motoria, il Coni e Sport e Salute, le Federazioni e gli Enti di promozione sportiva sono chiamati ad un gioco di squadra per ripartire, ciascuno con un ruolo specifico e importante. Non si tratta di girarci troppo intorno: il problema principale è la ripartenza dello sport di base. Innovazione e creazione di un ambiente favorevole: le politiche pubbliche sullo sport cominciano a delinearsi, riservando al Coni un ruolo importante ma riconoscendo la funzione di tutti gli altri soggetti all’interno di “una squadra”, non mattoni di una piramide. 

Adesso è importante che alle parole seguano i fatti. C’è preoccupazione per il rinvio della riforma dello sport contenuto nel maxiemendamento governativo al Decreto sostegni, in fase di conversione in questi giorni in Parlamento, che farebbe slittare al 31 dicembre 2023 l’entrata in vigore dei cinque decreti attuativi approvati. C’è bisogno di risorse, di politiche di accompagnamento all’applicazione della riforma, di programmi per lo sviluppo dello sport e di idee nuove, che si attendono soprattutto dal Foro Italico.

Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp, ha messo il punto di vista dell’Uisp nero su bianco, nella Lettera aperta del 26 aprile scorso: l’Uisp continuerà a battersi “con coerenza e nettezza per vedere riconosciuto fino in fondo il valore sociale delle attività e delle azioni quotidiane di coesione del territorio portate avanti dallo sport di base, e vedere superate le perduranti sperequazioni, non più sostenibili né tollerabili”. 

Queste sono le richieste e le proposte dell’Uisp:
- superare la disparità di trattamento esistente fra i diversi organismi con una del tutto nuova attenzione agli ambiti di attività di Federazioni sportive, Discipline associate ed Enti di promozione;
- garantire la stipula di Convenzioni tra gli Organismi che valorizzino la vera promozione sportiva che organizza attività sul territorio; 
- perseguire l’utilizzo di percorsi di “secondo livello”, alzando l’attenzione su trasparenza ed etica;
- valorizzare la promozione sportiva a partire dall’ammissibilità delle discipline;
- chiarire, in attesa del nuovo Registro che sarà in capo al Dipartimento per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ai fini del riconoscimento di asd e ssd, che l’attività sportiva dilettantistica è da intendersi in senso comprensivo di attività sportive, formative e didattiche;
- impegnarsi per completare l’attesa armonizzazione normativa fra sistema sportivo e terzo settore.

“Lo sport non sarà più lo stesso dopo questa terribile emergenza – conclude Pesce - come può il sistema sportivo pensare di restare immobile di fronte alle trasformazioni che sono in atto?” (I.M.)

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