Gianluca Rondoni, dopo tanti anni nelle prime squadre, come mai hai scelto il settore giovanile?
“Per esigenze personali e familiari ho scelto di dedicarmi ai ragazzi. La Superba mi ha dato questa opportunità con la leva 2012 e sono stati due anni molto belli. Abbiamo lavorato tanto, i ragazzi sono cresciuti molto e, nonostante qualche difficoltà, siamo arrivati a un passo dai regionali. Rimane il rammarico per il traguardo sfumato, ma anche la soddisfazione per il percorso fatto e per le basi costruite per il futuro.”
Dopo due anni nel settore giovanile, ti manca il calcio delle prime squadre?
“Sicuramente sì. Allenare i giovani e le prime squadre sono due esperienze diverse, ma in entrambe ho sempre messo la stessa passione. Vorrei continuare a crescere come allenatore, sia nel settore giovanile che magari nelle prime squadre. Oggi, però, farsi strada nel calcio non è semplice: spesso le opportunità non dipendono solo dal percorso o dai risultati. Io credo molto nel lavoro e nella gavetta, e spero che prima o poi arrivi l’occasione giusta per dimostrare il mio valore.”
Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione e per i prossimi anni?
“Per la prossima stagione ho scelto di dare continuità al lavoro con questi ragazzi, perché credo sia importante completare il percorso iniziato insieme. L’obiettivo è continuare a farli crescere e provare a raggiungere i regionali. A livello personale, nel 2028 festeggerò vent’anni da allenatore con Licenza Uefa B e mi piacerebbe riuscire a togliermi qualche soddisfazione importante, continuando a crescere e facendomi trovare pronto se dovesse arrivare una nuova opportunità”.



