Storico dirigente di Bolzanetese, Castellese e AGV, attualmente era vicepresidente della Campomoronese. Altrettanto storico sostenitore di Settimana Sport (ricordiamo gli anni d'oro del nostro giornale cartaceo, con Usai in coppia prima con Enrico Giordano e poi con Marcello Porcile, altre icone del calcio dilettantistico ligure). E' mancato a 61 anni. Oggi il Rosario alle 17 nella chiesa di San Bernardo a Campomorone, dove domattina alle 8.30 si svolgeranno i funerali. Qui di seguito il ricordo del nosto storico collaboratore Gilberto Volpara, scritto per il giornale on line Qui e non solo dintorni.
𝐀𝐝𝐝𝐢𝐨 𝐚 𝐮𝐧 𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 ![]()
L'ultimo scritto social, dritto per dritto, a modo suo, contro la classe dirigente romana del centro sinistra, lo aveva pubblicato qualche ora prima della morte improvvisa. Luciano Usai era tutto meno che una figura inquadrabile in un'unica definizione. Visceralmente anti comunista e sampdoriano aveva scelto come amico del cuore uno che era il suo opposto, Giamba Parodi da Campomorone, oggi distrutto dal dolore. Da autotrasportatore, per le vicende della vita, era diventato fornaio di paese, stimato e innamorato del proprio lavoro insieme all'inseparabile fratello al fianco. Da dirigente calcistico con l'Audace nel cuore, dopo molteplici esperienze comprensive soprattutto di Bolzanetese e dell'epica Castellese, la scorsa estate, aveva voluto tornare a casa rifondando la Campomoronese San Bernardo con alcuni amici di gioventù. Ad agosto aveva perso il papà, Luciano. Quell'immagine del genitore che va via con le mani dietro la schiena è rimasta nel suo profilo whatsapp fino all'ultimo a indicargli la strada per un rapporto profondo e mai rimosso. Qualche anno fa non aveva avuto paura ad asportare dal suo corpo chili di grasso per vivere meglio e più a lungo, neanche immaginando cosa sarebbe accaduto la prima notte d'estate di qualche lustro più tardi, alla vigilia del sessantaduesimo compleanno, con quel maledetto attacco cardiaco. E' andato via così, Luciano: uomo fermo nelle sue convinzioni, non per questo indisponibile ad aprire il confronto con chi stava dall'altra parte o, quando perdeva la pazienza, aspramente critico con quelli che avrebbe dovuto supportare nella sua visione di vita. La sua tempra fuori dal comune, questa volta, ha fatto pensare all'ennesimo scherzo. L'hanno immaginato quelli che, con lui, hanno condiviso gioie e dolori di una vita, da Debora ai figli Emanuele e Marianna, alla mamma Mariarosa. E' l'atroce verità, quella di un uomo non comune. Fino alla fine.



