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Pallanuoto | 23 luglio 2026, 17:45

PALLANUOTO PRO RECCO Andrea Fondelli chiude la carriera da giocatore e diventa responsabile del settore giovanile

PALLANUOTO PRO RECCO Andrea Fondelli chiude la carriera da giocatore e diventa responsabile del settore giovanile

Alcuni campioni lasciano un'eredità con le vittorie. Altri scelgono di farlo attraverso ciò che riescono a trasmettere: esperienza, passione e valori. Andrea “Deddy” Fondelli avrà il privilegio di unire entrambe le cose. A 32 anni, dopo aver conquistato l'ultimo Scudetto da protagonista e aver scritto pagine indimenticabili della storia della Pro Recco, appende la calottina al chiodo e apre un nuovo capitolo della sua vita in biancoceleste. Da oggi sarà il responsabile del settore giovanile e del progetto Academy: con la stessa serietà e lo stesso spirito che lo hanno reso un punto di riferimento in acqua, Fondelli accompagnerà i pallanuotisti di domani nel loro percorso di crescita. 

Con la calottina della Pro Recco in undici stagioni ha conquistato: 10 Scudetti, 8 Coppe Italia, 3 Champions League, 3 Supercoppe Europee, 1 Euro Cup, 1 Lega Adriatica. Oltre duecento presenze in Nazionale, nella personale bacheca con il Settebello ci sono il bronzo olimpico a Rio 2016, due argenti mondiali e due bronzi europei.

“Sono davvero entusiasta. Ho iniziato a realizzare questo cambiamento solo da pochi giorni, ma sono già pienamente operativo. Ho parlato con gli allenatori e alcuni genitori, sto lavorando anche all'organizzazione di un torneo di beach waterpolo dedicato ai più piccoli, che si svolgerà nello spazio antistante il nostro stabilimento di Punta Sant'Anna. Sono felice di chiudere la mia carriera all'apice, in un momento in cui mi sentivo ancora in grande forma, stavo esprimendo un ottimo livello di gioco e avevo ancora un anno di contratto da giocatore. È una scelta che ho maturato con convinzione e che mi permette di iniziare con motivazioni altissime questa nuova avventura, mettendo la mia esperienza al servizio dei giovani e della Pro Recco”.

La scelta di terminare la carriera da giocatore non è arrivata all'improvviso. “Nel marzo del 2025, dopo la vittoria della Coppa Italia a Napoli, ho affrontato un serio problema di salute che mi ha costretto a sottopormi ad un intervento delicato. Sono stati giorni difficili, pieni di pensieri: in momenti come quelli si immagina anche il peggio, persino di non poter più tornare a giocare. È stato allora che ho iniziato a riflettere sul mio futuro, nonostante tutto poi si sia risolto. Nel frattempo My Sport, l'azienda di famiglia, continuava a crescere e a dicembre la società mi ha prospettato l'idea di un nuovo ruolo fuori dall'acqua. A quel punto tutti i tasselli sono andati al loro posto. C'è anche un aspetto molto concreto: con la pallanuoto non si vive di rendita e io ho due figli piccoli, di sei e quattro anni. Il cerchio si è chiuso in modo naturale. Oggi inizio questo capitolo con grande gioia, ma soprattutto con la voglia di restituire qualcosa ad uno sport e ad un ambiente che mi hanno dato tantissimo. Oltre al ruolo con Pro Recco inizierò anche un percorso professionale in My Sport con l’obiettivo di crescere, imparare e cimentarmi in qualcosa di nuovo”.

Il senso di appartenenza è il filo conduttore della carriera di Fondelli e sarà anche il punto di partenza della sua nuova avventura al fianco dei più giovani: “A livello sportivo sono nato e cresciuto nella Rari Nantes Camogli, ma ho sempre vissuto a Recco, una città di cui ormai mi sento parte integrante. Ho avuto il privilegio di essere uno dei giocatori più longevi con la calottina della squadra più forte del mondo. È qualcosa di cui vado doppiamente orgoglioso e che spero di riuscire a trasmettere ai ragazzi: il valore dell'appartenenza, dell'identità e dell'orgoglio di indossare i colori biancocelesti. Perché rappresentare la Pro Recco significa far parte di una storia straordinaria”.

Ripercorrendo gli undici anni trascorsi alla Pro Recco, intervallati da due esperienze a Busto Arsizio e Savona, Fondelli individua tre momenti per sempre impressi nella sua mente: “Ricordo ancora il mio primo giorno a Recco, era il 2011, avevo appena 17 anni e mi ritrovai in una rosa con venticinque campioni straordinari; fu uno shock: fino a pochi mesi prima chiedevo gli autografi a quei mostri sacri e all'improvviso mi stavo allenando insieme a loro. Conservo poi un ricordo speciale della stagione con Milanovic: mi diede grande fiducia e disputai ottime finali di Coppa Italia e di Scudetto, il momento della mia consacrazione. Infine, porto nel cuore le tre finali Scudetto di questa stagione; sono state emozioni uniche, perché sapevo che sarebbero state le ultime della mia carriera. Avevo condiviso questa decisione soltanto con la mia famiglia e con gli amici più stretti: loro erano sugli spalti in ogni partita. È stato bellissimo poter vivere quei momenti insieme, piangere con loro a fine gara e condividere un'emozione così intensa e personale. Attimi che rimarranno per sempre con me. Grazie alla mia famiglia, agli allenatori e ai compagni che hanno condiviso questo fantastico viaggio insieme a me”.

Tra i tanti campioni con cui ha condiviso lo spogliatoio della Pro Recco, Fondelli riserva un pensiero speciale a due compagni: “Nicholas Presciutti è un amico prima ancora che un compagno di squadra. Ci conosciamo fin da bambini ed è la persona con cui ho legato di più, anche fuori dall'acqua. È uno di quegli amici che, anche se non ti senti o non ti vedi per anni, alla prima occasione insieme è come se il tempo non fosse mai passato. Poi c’è Francesco Di Fulvio: abbiamo condiviso tantissimi anni insieme, in nazionale e alla Pro Recco. È un giocatore straordinario ma la metà dei suoi goal – scherza Fondelli - sono frutto dei miei assist. Con loro, poi, ho vissuto la conquista di tantissimi trofei, ma quelli che porterò sempre nel cuore sono i tre vinti la scorsa stagione. In estate sembrava che tutto potesse finire: la Pro Recco era davvero a un passo dal scomparire. Se Maurizio Felugo con le famiglie Behring e Hammarskjold hanno compiuto un lavoro straordinario per salvare il club, credo sia giusto riconoscere anche il merito dei giocatori, che hanno scelto di aspettare, restare e sacrificarsi. È stata una stagione durissima, piena di difficoltà, conclusa con un Triplete che ha riportato il Club dove meritava di essere. Nella vita ci si dimentica in fretta, ma sono convinto che quell'annata debba rimanere per sempre nella mente e nel cuore di chi ama questi colori”.

Emozioni, vittorie ma anche momenti difficili e qualche rimpianto: “Non aver vinto una medaglia d’oro con la nazionale, sicuramente, ci sono andato solo vicino perdendo due finali mondiali ai rigori. Ma anche la mancata convocazione alle Olimpiadi di Tokyo perché pensavo di meritarla. Con la Pro Recco dico l’ultima finale di Champions League, sono convinto che fossimo più forti del Barceloneta anche se loro hanno dimostrato di essere la squadra migliore: vorrei rigiocare almeno quell’ultimo uomo in più, ma questo è lo sport, si deve voltare pagina con serenità. A livello personale non è stato facile il primo addio alla Pro Recco, nel 2017, non mi aspettavo di finire in prestito alla Sport Management: andavo lontano da casa per la prima volta, fu difficile, ma guardando indietro sono stati due anni fantastici, sia a livello sportivo sia personale visto che ho convissuto con la mia futura moglie”.

Adesso la testa è già rivolta al nuovo ruolo: "Se c'è una cosa che ho imparato nella mia carriera è che questo sport va affrontato con serietà, dedizione e passione. Senza mai dimenticare il divertimento. A un ragazzo direi proprio questo: insegui i tuoi sogni, lavora ogni giorno con umiltà e non perdere mai il piacere di stare con i compagni. Alla fine della carriera non sono solo le vittorie a rimanerti dentro, ma soprattutto le risate nello spogliatoio, il gruppo, le amicizie e tutto quello che hai condiviso con le persone che hanno percorso quella strada insieme a te. Nel mio nuovo ruolo sento una grande responsabilità. Voglio contribuire a costruire un settore giovanile sempre più organizzato e professionale, pronto a fare un ulteriore salto di qualità quando avremo finalmente la nostra piscina. Mi considero un garante di questo progetto e dei valori della Pro Recco: voglio trasmettere ai ragazzi che cosa significhi indossare questa calottina, le emozioni che regala e i principi che devono accompagnare ogni atleta. L'obiettivo non è semplicemente vincere titoli giovanili, anche se fanno piacere e rappresentano una tappa importante del percorso. Il vero traguardo è formare giocatori pronti per la prima squadra della Pro Recco, all'altezza del livello europeo e mondiale, ma soprattutto persone che crescano con educazione, rispetto, senso di appartenenza e umiltà. Se riusciremo a trasmettere questi valori, avremo costruito qualcosa che andrà ben oltre i risultati. Spero di ripagare la fiducia del presidente Felugo e delle famiglie proprietarie che hanno pensato a me per un incarico così importante: li ringrazio di cuore per quello che hanno fatto e faranno per la società e la pallanuoto in generale”.

L’ultimo pensiero va a chi in questi anni non ha mai fatto mancare il proprio affetto a Deddy: “Ringrazio di cuore tutti i tifosi perché ci hanno sempre seguito e sostenuto; sono stati una marcia in più, la spinta che ci aiutava a superare le difficoltà, gli avversari e i momenti più complicati. Ci vedremo ancora, perché resterò parte della famiglia Pro Recco, ci incontreremo in tutte le piscine e continuerò a sentire questo legame speciale con i colori biancocelesti. Infine devo ringraziare la mia famiglia: fin da piccolo mi hanno sostenuto e permesso di fare questo sport al massimo, sacrificandosi e seguendomi in tutto il mondo, facendo il tifo per me, sempre nell’ombra, in silenzio, con genuino sostegno. A mia moglie che ha trasmesso ai nostri figli l’ammirazione per il loro papà: le sarò infinitamente grato; li ha portati fin da piccolissimi in tutta Europa per fargli vedere una mia partita, li ha portati alle Olimpiadi e soprattutto alle ultime gare della mia carriera: anche se piccoli spero gli siano rimasti ricordi indelebili che in futuro possano ispirarli. Grazie davvero a tutti. È stato un viaggio bellissimo”.

“Fondelli è stato un atleta straordinario, capace di vincere tutto con la nostra calottina, ma soprattutto un uomo che ha saputo conquistarsi il rispetto di compagni, allenatori, avversari e tifosi con i suoi comportamenti - le parole del presidente Maurizio Felugo -. Vogliamo iniziare una nuova era per il nostro settore giovanile e Fondelli rappresenta la migliore scelta che potessimo fare. L’esempio  tangibile di chi partendo da qui è arrivato ai massimi livelli della pallanuoto, una persona che con il suo esempio saprà trasmettere ai nostri giovani non soltanto le competenze tecniche, ma soprattutto quei valori che hanno costruito la storia della Pro Recco. Affidargli la guida del settore giovanile e del progetto Academy significa investire sul futuro. Ringrazio Andrea per tutto ciò che ha dato in acqua e per tutto ciò che continuerà a dare fuori. Il fatto che oggi due ragazzi del territorio come lui e Tommaso Negri entrino a far parte del percorso di crescita del club, in ruoli diversi, è motivo di grande felicità. Sono due figure che hanno vissuto la Pro Recco dall'interno e che rappresentano un'immagine positiva, autentica e profondamente legata alla città. Il nostro obiettivo è costruire una Pro Recco sempre più forte, non soltanto in acqua”. 

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