Promozione - 11 agosto 2026, 15:23

CERIALE Prima Squadra 2026/2027, l’intervista al Direttore Enzo Gaudino

“Ceriale è famiglia”

CERIALE Prima Squadra 2026/2027, l’intervista al Direttore Enzo Gaudino

Prosegue la preparazione della Prima Squadra in vista della nuova stagione. Per squadra e staff è tempo di lavorare per farsi trovare pronti ai primi impegni ufficiali. Un momento per vedere sul campo, il giudice più importante, il frutto del sempre intenso lavoro del calciomercato estivo. Lo sa bene il direttore Enzo Gaudino, a capo della direzione sportiva, che nel frattempo si prepara interiormente al suo primo anno in questo ruolo, con un’emozione particolare dettata dal suo profondo rapporto con l’ambiente cerialese.

<mark style="box-sizing: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font: inherit; color: rgb(26, 0, 178); " class="has-inline-color has-accent-2-color">Enzo, come stai vivendo questi tuoi primi momenti nella tua nuova veste? Alla presentazione la tua emozione era chiara</mark>

Mi sono emozionato durante la presentazione in piazza perché vedere tutta quella gente mi ha colpito. Sto bene e sono contento che la società abbia pensato a me per questo ruolo. Quando mi hanno chiamato, un paio di mesi fa, dicendomi che secondo loro ero la persona giusta, ho accettato con entusiasmo. Mi piace mettermi in gioco, provare emozioni nuove e, soprattutto, essendo cresciuto nell’ambiente Ceriale, per me è una soddisfazione enorme. Ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile, poi la Juniores e oggi ritrovarmi direttore della prima squadra è qualcosa di importante. Sono anche soddisfatto del mercato: sono convinto che tutti i ragazzi arrivati giocheranno per la maglia del Ceriale. Nei colloqui abbiamo parlato tanto di questo, perché per me il senso di appartenenza è fondamentale e ho cercato di trasmettere loro quello che il Ceriale rappresenta per me.

<mark style="box-sizing: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font: inherit; color: rgb(26, 0, 178); " class="has-inline-color has-accent-2-color">Su quali criteri è stata costruita la squadra?</mark>

Abbiamo scelto soprattutto ragazzi della zona. Avevamo anche la possibilità di prendere giocatori provenienti dall’imperiese o da altre parti della provincia, ma io credo molto nel costruire qualcosa con persone del territorio. Sono stati individuati tasselli che ritenevamo fondamentali. Sono convinto che in futuro questa società potrà attirare altri giocatori interessanti sempre del nostro territorio, perché nei colloqui ho avuto sensazioni molto positive. Ai ragazzi che hanno scelto categorie superiori auguro il meglio, è giusto che provino quell’esperienza. Noi lavoriamo perché in futuro il Ceriale sia una delle prime società del territorio a cui pensare.

<mark style="box-sizing: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font: inherit; color: rgb(26, 0, 178); " class="has-inline-color has-accent-2-color">Hai percepito voglia di riscatto nello spogliatoio?</mark>

Sì, assolutamente. Parlo tantissimo con i ragazzi, ci sentiamo spesso, ridiamo e scherziamo, ma quando c’è da lavorare si lavora. Si vuole fare qualcosa di diverso. Credo che questa rosa sia stata costruita per fare un campionato importante. Non dico che dobbiamo arrivare per forza tra le prime cinque, ma vogliamo disputare un campionato dignitoso. Abbiamo colmato alcune lacune che avevamo e, con le conferme e i nuovi innesti, penso che possiamo fare meglio della passata stagione.

<mark style="box-sizing: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font: inherit; color: rgb(26, 0, 178); " class="has-inline-color has-accent-2-color">Il mercato è chiuso oppure ci saranno ancora movimenti?</mark>

Al momento potrebbe anche essere chiuso. Abbiamo due ragazzi in prova che potrebbero entrare a far parte della rosa. Non sono in prova perché siamo il Real Madrid, ma semplicemente perché sono arrivati quest’anno a vivere a Ceriale e provengono da categorie superiori. Prima di inserirli in rosa vogliamo conoscerli bene. Se dimostreranno di poter dare una mano al Ceriale, saranno presi in considerazione.

<mark style="box-sizing: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font: inherit; color: rgb(26, 0, 178); " class="has-inline-color has-accent-2-color">Che tipo di direttore sei?</mark>

Ho passato più di un mese sempre al telefono. Mia moglie non so più come faccia a sopportarmi, perché sono sempre al campo o al telefono con i ragazzi. Io vivo per loro e mi piace stare in mezzo al gruppo. Voglio far sentire la mia presenza, non per mettere pressione, ma perché li considero amici veri. Poi, quando c’è da lavorare, le cose devono essere fatte seriamente e se c’è qualcosa che non va sono il primo a dirlo. Però voglio essere un punto di riferimento anche fuori dal campo. Se un ragazzo ha un problema, di calcio o personale, e posso aiutarlo, lo faccio volentieri. Per me il rapporto umano viene prima di tutto.

<mark style="box-sizing: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font: inherit; color: rgb(26, 0, 178); " class="has-inline-color has-accent-2-color">Come ti trovi con lo Staff?</mark>

Benissimo. Con Marco Mambrin è semplicissimo lavorare. Anche se non ci conosciamo da tantissimi anni, è come se collaborassimo da molto tempo. C’è grande feeling e tutte le scelte le prendiamo insieme. Non sono il direttore che costruisce la squadra e poi dice all’allenatore di gestirla: questa rosa l’abbiamo fatta insieme. Abbiamo inserito anche un nuovo fisioterapista. L’anno scorso Stefano Mazzarese ha svolto un lavoro straordinario, ma ha scelto un percorso professionale importante seguendo atleti di livello mondiale. Per noi era fondamentale avere un fisioterapista presente anche la domenica in panchina e siamo riusciti a fare questo passo con Enrico Cossetta. Con Cecco Bellinghieri ci conosciamo da tanti anni: le sue idee sono anche le mie. Beppe Trimarchi è la nostra mascotte, vive per il Ceriale e dà una mano sia al settore giovanile sia alla prima squadra. Walter Cardile è una persona squisita, sempre presente e mai un problema con nessuno. Samuele Fantoni è cresciuto con me, ci conosciamo da una vita e andavamo a scuola insieme. Jurgen Dakaj è una delle persone più preparate che abbia conosciuto nel calcio: lavora con una passione incredibile. Infine c’è Antonio Capezio, il nuovo arrivato, un ragazzo che sa fare davvero di tutto e che abbiamo voluto subito perché ha valori importanti e una disponibilità fuori dal comune.

<mark style="box-sizing: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font: inherit; color: rgb(26, 0, 178); " class="has-inline-color has-accent-2-color">Che obiettivi ti poni per il futuro del Ceriale?</mark>

Io sono una persona molto ambiziosa. I campionati poi sono sempre da giocare e sappiamo che quello di quest’anno sarà importante, ma credo che una società come il Ceriale, con il tempo e facendo le cose nel modo giusto, possa togliersi grandi soddisfazioni. Questa società merita di crescere comunque. È una realtà attrezzata, dal settore giovanile fino alla prima squadra e negli ultimi anni ha avuto una crescita importante. Ci sono davvero tutte le basi per fare qualcosa di bello.

<mark style="box-sizing: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; font: inherit; color: rgb(26, 0, 178); " class="has-inline-color has-accent-2-color">Che cos’è il Ceriale per te?</mark>

Il Ceriale è una famiglia. Quando entro qui è come andare a mangiare a casa di mia mamma. Caterina è la mia seconda mamma, con Massimo ho un rapporto che va oltre il calcio e con tutti gli altri viviamo praticamente insieme: se non ci vediamo ci sentiamo tre o quattro volte al giorno. Poi c’è Federico Fazio, che per me è stato un altro fratello minore. Quello che abbiamo costruito insieme quando allenavamo gli Allievi auguro a tante persone di poterlo vivere. Calcisticamente e umanamente è una persona straordinaria, una di quelle che ti restano dentro.

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