C’è un campionato di calcio Uisp che da oltre mezzo secolo racconta un pezzo di Genova. È il Campionato del Lavoratore, nato nel 1974 dall’incontro tra il calcio e il mondo del lavoro, dalle fabbriche al porto, l’Italsider, l’Ansaldo, l’Italcantieri, e diventato nel tempo uno degli appuntamenti storici dello sport amatoriale all’ombra della Lanterna.
Una storia profondamente genovese. Una storia che ha attraversato le trasformazioni del lavoro e della città, accompagnando generazioni diverse e mettendo insieme persone provenienti dalle fabbriche, dalle aziende, dal porto, dai quartieri. E che oggi continua a cambiare insieme a Genova.
Anche nella nuova stagione 2026/2027 il calcio a 11 sarà il cuore di questa esperienza. Ogni settimana sui campi genovesi si incontreranno squadre, giocatori, dirigenti, allenatori e arbitri.
Oggi ho saputo che le iscrizioni si sono già chiuse e che saranno ben 25 le squadre, in rappresentanza di altrettante associazioni sportive, a partecipare, suddivise tra le serie A1 e A2. Ne sono felice.
Si giocherà per vincere, naturalmente, perché anche la competizione fa parte dello sport per tutti, ma soprattutto per il piacere di ritrovarsi, indossare una maglia, condividere uno spogliatoio e sentirsi parte di un gruppo.
In più di cinquant’anni sono cambiati il lavoro, i quartieri, le generazioni e naturalmente anche il calcio. Sono cresciute opportunità e difficoltà.
È cambiata Genova, diventando sempre più una città di provenienze, culture e storie diverse. Anche questo si vede sui nostri campi: il Campionato del Lavoratore è oggi una realtà fortemente multietnica, nella quale persone nate a Genova e persone arrivate da tanti Paesi condividono passioni, regole, vittorie, sconfitte e amicizie.
È una delle immagini più semplici e concrete di quello che intendiamo quando diciamo che lo sport sociale è uno straordinario strumento di incontro, inclusione e cittadinanza, contrasto a disuguaglianze e discriminazioni.
Da genovese, oltre che da presidente nazionale Uisp, sono particolarmente legato a questa esperienza. Perché dentro il Campionato del Lavoratore ritrovo molto dell’idea di sport che Uisp porta avanti da sempre: uno sport accessibile e popolare, capace di costruire relazioni e comunità, nel quale la competizione non cancella mai il valore dell’incontro e il rispetto delle persone.
Alla vigilia di una nuova stagione voglio allora ringraziare, prima di tutto, tutte le persone e tutte le squadre che ogni anno scelgono di iscriversi e partecipare. È grazie a loro se questa storia, iniziata più di cinquant’anni fa, continua a vivere e a rinnovarsi.
E voglio fare i miei complimenti al Settore di Attività Calcio Uisp Genova, ai suoi dirigenti e a tutte le persone che lavorano durante l’intera stagione per organizzare i campionati. Un grazie particolare al settore arbitrale, a chi ogni settimana scende in campo con la responsabilità di dirigere le partite, e ai giudici sportivi, per un lavoro prezioso, spesso poco visibile, senza il quale una manifestazione così articolata non potrebbe esistere.
Tra poco si ricomincia. E sui campi di Genova e provincia tornerà a correre una storia lunga più di cinquant’anni.
Una storia di calcio e di lavoro, di quartieri e di persone, di vecchi e nuovi genovesi. Una storia di sport per tutti. Una storia Uisp.



