In questo inizio della nuova stagione che coincide con il "Mese del Rugby" della Federazione Italiana Rugby per la promozione e il reclutamento di nuovi praticanti da parte dei club italiani abbiamo fatto una chiacchierata con i genitori di quello che è molto probabilmente l'ex rugbista attualmente più famoso in Italia, cioè il genovese Federico Olivieri, in arte Olly.
Sia Federico che suo fratello Francesco hanno iniziato a giocare a rugby a cinque anni e hanno proseguito fino a quando gli studi, che li hanno portati anche all'estero, glielo hanno consentito. Entrambi hanno giocato nel CUS Genova ma, per via dei due anni che li separano, non hanno mai militato nella stessa categoria giovanile. Questo però non ha impedito loro di avere un sogno comune fin da quando erano piccoli: arrivare un giorno insieme in nazionale come i fratelli Bergamasco che, in quel periodo (attorno alla metà degli anni 2000), erano famosissimi e molto amati dagli appassionati italiani. La vita ha deciso diversamente ma la passione per il rugby continua ad accompagnare i ragazzi e la loro famiglia.
Mario e Maria Olivieri sono stati disponibilissimi e gentilissimi a raccontarci la loro esperienza di genitori di due bambini che sono diventati grandi giocando a rugby.
Da cosa è nata la scelta del rugby come sport per i vostri figli?
Rispondo io (mamma Maria ndr) perchè è stata "colpa" mia! Quando io ero piccola erano gli anni del CUS Genova di Marco Bollesan e Loris Salsi e mio papà era un loro collega: andavo con lui al Carlini a vedere le partite alla domenica e poi papà è diventato l'accompagnatore della squadra. Con Marco e Loris ci frequentavamo anche fuori dal campo con le famiglie e ricordo una vacanza ad Ustica dove mio padre e Bollesan facevano il giro dell'isola di corsa e poi giocavano a tennis e io li vedevo praticamente come dei supereroi. In casa quindi si è sempre respirato e seguito il rugby. Così, quando è arrivato il momento di scegliere uno sport per i miei bambini, non potevo avere dubbi. Hanno iniziato a cinque anni, con il nonno che da piccoli li accompagnava agli allenamenti e li ha sempre seguiti nelle partite, anche quando noi avevamo meno tempo per farlo per via degli impegni di lavoro. Conoscevo già l'ambiente del rugby quindi ero sicurissima della scelta che stavo facendo per loro, mio marito è stato d'accordo e rimane una delle scelte migliori che abbiamo fatto. Francesco e Federico hanno sempre amato molto il rugby, ci si sono dedicati con passione e impegno e hanno giocato anche mentre studiavano in Inghilterra, dove gli avversari non facevano complimenti contro due ragazzi italiani "tosti" e determinati.
Come erano in campo i vostri ragazzi?
Hanno giocato entrambi in mischia, Francesco in prima linea e Federico terza linea e mio padre (è sempre Maria che risponde ndr), che un po' se ne intendeva, diceva che Federico era un trascinatore, un leader, mentre Francesco aveva un gioco meno visibile ma più acuto.
Quali insegnamenti ha dato il rugby a Francesco e a Federico?
Il rugby ha dato tantissimo sia a loro che a noi come genitori che hanno condiviso con loro questa esperienza dentro e fuori dal campo. Il rugby gli ha insegnato ad essere accoglienti, rispettosi, aperti, a rapportarsi e stare bene con tutti. Hanno imparato l'importanza della condivisione e dell'amicizia, del sacrificio e dell'impegno per la squadra e quindi per gli altri. Si sono e ci siamo divertiti tanto, abbiamo conosciuto tante persone e condiviso momenti di aggregazione con gli altri ragazzi e le loro famiglie e sfornato un bel po' di torte salate per i terzi tempi. Siamo felici che i nostri figli siano cresciuti con uno sport che ha le caratteristiche di una grande famiglia, uno sport dove ogni campo nel mondo può diventare "casa", un luogo dove conoscere nuove persone o per inserirsi in una nuova realtà, grazie a questo approccio mentale e a quello che insegna a chi lo pratica e lo segue.
Quanto si rivela importante il rugby nelle vite professionali dei vostri figli, tanto diverse tra loro?
Federico ha preso molto il lato giocoso e sportivo della vita, la capacità di lasciare andare quando necessario e, come già detto prima, l'impegno e il gioco di squadra, con un forte legame con gli altri che porta ad andare avanti senza lasciare indietro nessuno. Gli amici dei nostri figli sono ancora oggi quelli storici incontrati a rugby, al conservatorio e a scuola e i migliori amici di Federico lo seguono anche come entourage nella sua vita professionale. Sia Federico che Francesco portano nella loro vita da giovani adulti il senso di squadra e la testardaggine positiva del non mollare che hanno imparato in campo, insieme al rispetto per il lavoro di tutti e alla capacità di non trasformare un punto di vista diverso dal loro in qualcosa di per forza sbagliato o distante e questo secondo noi viene sia dalla caratteristica del rugby di essere uno sport molto inclusivo sia dal punto di vista fisico che sociale che dalle tifoserie che vivono le partite insieme, ciascuna con il suo tifo ma senza barriere. Noi da genitori abbiamo provato ad insegnargli a casa le stesse cose e per loro ritrovarle anche fuori, nello sport che praticavano e nell'ambiente che frequentavano, sicuramente è stato importantissimo.
Cosa direste ad un genitore indeciso se portare o no suo figlio a fare rugby?
Di farlo senza neanche pensarci! Sia il figlio che i genitori scopriranno un mondo bellissimo che gli insegnerà tanto. Oltre a tutto quello che abbiamo già detto, a noi è sempre piaciuto lo spirito di collaborazione e solidarietà che abbiamo visto e vissuto nel rugby ed è un altro dei motivi per cui ci sentiamo di consigliare ad occhi chiusi di iscrivere i propri figli a questo bellissimo sport: si trova una squadra, una famiglia, una scuola di vita.
Francesco e Federico Olivieri, rispettivamente classe 1999 e 2001, oltre al rugby hanno condiviso gli studi al conservatorio Paganini di Genova e vivono entrambi a Milano dai tempi dell'università. Francesco sta facendo il praticantato da avvocato dopo la laurea in giurisprudenza, mentre Federico dopo la laurea triennale in economia si era preso un anno sabbatico per provare a dare una svolta alla sua carriera musicale e c'è riuscito.
Speriamo di avere la famiglia Olivieri al completo allo stadio Ferraris di Genova per la partita Italia-Argentina del 14 novembre!
Foto allegata: Federico e Francesco Olivieri ai tempi delle giovanili del CUS Genova (si ringrazia la famiglia).



