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Calcio giovanile | 06 dicembre 2019, 12:55

Francesco Scariti e la Superba 2008

A tu per tu con il mister

Selfie per mister Scariti e il 2008

Selfie per mister Scariti e il 2008

Prosegue il viaggio all'interno del pianeta Superba e oggi siamo andati a conoscere Francesco Scariti, tecnico dei 2008.

Mister e mi puoi presentare la tua leva 2008.

«La mia leva 2008 è formata da bambini fantastici, un gruppo di amici che viene al campo per giocare insieme, ognuno diverso ma allo stesso tempo unico, sono 25 ed il gruppo storico che gioca insieme ormai da qualche anno accoglie sempre nel migliore dei modi i nuovi arrivati, come fa ogni famiglia che si rispetti. Ogni giorno crescono e vederli crescere dentro e fuori dal campo è una cosa che mi rende ogni giorno più orgoglioso».

Come si svolge a grandi linee un vostro allenamento?

«Come dico a loro, l’allenamento è fondamentale, è li che si costruisce la squadra. Di solito iniziamo con un gioco, si un gioco, dove i bambini possono sfogarsi ed iniziare l’allenamento divertendosi. Poi continua con esercizi di tecnica e coordinazione, situazioni semplificate e poi dei giochi di posizione e partitelle a tema, in base a quello che cerco di insegnargli. Cerco sempre proposte nuove per dargli stimoli che li aiutino a crescere, riproponendo a volte le cose che più gli piacciono, per farli impegnare di più. Devo però ammettere che sono severo, ci sono momenti che si ride insieme, ma quando si deve lavorare massima intensità, come nella vita.

Ti consegno la bacchetta magica del calcio. Che cosa cambieresti nella scuola calcio?

«Domanda difficile. Ci sono diverse cose che cambierei, ma in primis la testa dei genitori, troppo e sempre concentrati alla vittoria o il risultato, quando invece il risultato è vedere tuo figlio che non riusciva a fare una cosa, farla alla fine con naturalezza. Poi per crescere credo che tutti dovrebbero usare un metodo condiviso e strutturato. Questo è il mio credo».

Superba vuol dire...

«La Superba vuol dire casa, sono nato e cresciuto qui, prima da giocatore e poi da mister. È il mio quartiere e la squadra del mio quartiere, un legame che non saprei nemmeno descrivere!. Ultima cosa, volevo ringraziare il mio secondo Federico Cocuzza, che mi supporta e mi sopporta, giuro che non ho un bel carattere, ma lui mi da sempre una grandissima mano e non so come fa, ma riesce a gestire i miei sbalzi di umore!!».

LB

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